Autore Redazione
giovedì
9 Novembre 2023
17:20
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Politica - Alessandria

Ex Ilva: dopo l’incontro col Governo i sindacati proclamano otto ore di sciopero

Ex Ilva: dopo l’incontro col Governo i sindacati proclamano otto ore di sciopero

NOVI LIGURE – Otto ore di sciopero in tutti gli stabilimenti italiani dell’ex Ilva (compreso quello di Novi Ligure). Questa la decisione dei sindacati Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil dopo l’incontro di questo giovedì a Palazzo Chigi tra i Capi di Gabinetto della Presidenza del Consiglio, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, del Ministero del Lavoro e del Ministero per gli Affari Europei, ottenuto grazie alla mobilitazione dello scorso 20 ottobre. Un faccia a faccia che, hanno sottolineato le parti sociali, non è servito a ottenere chiarezza sulla trattativa tra Governo e Mittal, e a rispondere sulle garanzie occupazionali, produttive e di salute e sicurezza”. 

“Il Governo dichiara di voler attendere la data del 23 novembre – giornata dell’assemblea dei soci di ADI – senza stabilire con i sindacati le condizioni necessarie alla realizzazione di un piano industriale, occupazionale e ambientale sostenuto da risorse pubbliche e private. Il governo non può essere ostaggio di Arcelor Mittal, ma avere un ruolo centrale nella trattativa per tutelare l’interesse del nostro Paese e rendere trasparente il confronto a partire dal memorandum tra il Ministro Fitto ed Arcelor Mittal. Il Governo non ha chiarito lo stato della trattativa “segreta” con Arcelor Mittal aumentando i dubbi da noi espressi. Riteniamo, quindi, inaccettabile il modo in cui si sta conducendo questo confronto, viste le condizioni drammatiche degli impianti e di incertezza dei lavoratori, sia diretti che dell’indotto, dei lavoratori di Ilva in AS a cui lo stesso Governo deve fornire una risposta chiara”. 

“È ora” hanno rimarcato le Segreterie Nazionali di Fim Fiom Uilm “di affermare le condizioni a cui Arcelor Mittal deve rispondere: è inaccettabile concedere ulteriori 320 milioni di fondi pubblici, ma si dovrà prevedere la stessa proporzionale responsabilità e partecipazione all’investimento del socio privato, unica garanzia questa per il Paese e i lavoratori. Senza queste condizioni, l’immissione di capitale da parte dello Stato (per un totale di 2 miliardi e 300 milioni), sarebbe l’ennesimo sperpero di denaro pubblico, perché non c’è alcun impegno economico da parte di ArcelorMittal nella realizzazione degli investimenti. Allo stesso tempo apprezziamo l’impegno del Ministero del lavoro, a seguito delle nostre richieste di intervento, sui temi della sicurezza e chiediamo il rientro al lavoro per il personale addetto alle manutenzioni, per scongiurare incidenti ben più gravi di quelli che si sono verificati”. 

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