Autore Redazione
giovedì
31 Marzo 2016
22:00
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Politica - Casale Monferrato

Zerbinati vuole ampliarsi ma si scontra con la “troppa burocrazia” e si scatenano le polemiche

Zerbinati vuole ampliarsi ma si scontra con la “troppa burocrazia” e si scatenano le polemiche

CASALE MONFERRATO – Le dichiarazioni rilasciate a “Il Monferrato” da Simone Zerbinati, in cui il direttore generale dell’omonima azienda lamentava le difficoltà dell’anelato ampliamento dello stabilimento a causa “della troppa burocrazia ha scatenato un terremoto politico nella città. Zerbinati vorrebbe espandere l’azienda sfruttando un terreno vicino a quello già sfruttato in via 11 settembre. L’area è considerata perfetta per questa operazione ma “la burocrazia resta il nodo cruciale con cui spesso gli imprenditori si scontrano – aveva spiegato sul Monferrato il direttore generale”.

Le dichiarazioni non hanno lasciato impassibili i rappresentanti dell’opposizione a cominciare dal consigliere comunale di Forza Italia, Nicola Sirchia, perplesso per l’evolversi della vicenda e deluso “perché l’amministrazione Demezzi fu capace di invertire una tendenza passata che vedeva aziende casalesi allontanarsi del territorio. Quella amministrazione – ha spiegato Sirchia – fu capace di avvicinare nuove realtà. Apprendere che Zerbinati, azienda all’avanguardia nel proprio settore, ha manifestato l’intenzione di investire sul territorio perché la burocrazia degli uffici comunali non gli consente di fare questo. Per questo chiediamo al sindaco di riferire urgentemente in consiglio comunale per quale motivo non si consenta a una azienda in sviluppo di investire sul territorio. Noi chiediamo che il Comune debba fare il proprio lavoro e cioè mettere gli imprenditori in condizione di investire, creare occupazione e creare economia positiva e virtuosa.“.

A queste affermazioni e alle accuse della minoranza ha replicato il sindaco di Casale, Titti Palazzetti, che ha motivato così i problemi “burocratici” lamentati da Zerbinati: “si tratta di un argomento molto serio e all’attenzione della nostra Amministrazione da mesi. Il signor Zerbinati ha chiesto, per poter ampliare la sua Azienda, di utilizzare un terreno adiacente allo stabilimento definito non edificabile in quanto a elevato rischio di esondazione del Torrente Gattola in base agli indirizzi espressi dal Piano di Assetto Idreogeologico regionale recepito durante l’Amministrazione Demezzi nel Piano Regolatore Comunale. Pertanto la richiesta attualmente non è accettabile. Tuttavia, la nostra Amministrazione, attenta agli interessi della città per lo sviluppo dell’occupazione, si è subito messa in contatto con gli uffici regionali competenti (ai primi due incontri sono stati presenti Zerbinati e Sirchia) per verificare quali rischi comporterebbe l’esondazione del Torrente Gattola qualora i terreni fossero edificati e se sia possibile rettificare le disposizioni attuali”.

Questo lo scenario descritto dal sindaco che ha spiegato quali sono le conseguenze di una situazione del genere: “tutto ciò comporta una revisione totale dei criteri e delle norme del Piano di assetto idrogeologico di tutti i territori interessati dal Gattola di competenza regionale. Il prossimo incontro è previsto per il 6 aprile e continueremo, insieme agli uffici competenti, a cercare una soluzione che non è né facile né rapida per le pesanti ricadute in materia di sicurezza e incolumità delle persone e le relative responsabilità che ne conseguono. Tra l’altro, il Signor Zerbinati potrebbe ampliare il suo stabilimento in un’altra area edificabile adiacente all’attuale sede e priva di vincoli idrogeologici che potrebbe da subito essere utilizzata. È chiaro che all’Amministrazione sta a cuore l’interesse di Zerbinati in quanto coincide con l’interesse della città, ma sta altrettanto a cuore la sicurezza del territorio e dei cittadini. Stupisce che il consiliere Nicola Sirchia, che è stato Assessore ai Lavori Pubblici, abbia firmato un comunicato stampa in cui sembra non ricordare che in data 20 gennaio 2014 l’Amministrazione Demezzi, di cui faceva parte, abbia integralmente recepito il Piano di Assetto Idrogeologico e i vincoli conseguenti emanato dalla Regione Presidente Cota. Comunque è volontà di questa Amministrazione fare il possibile per consentire al signor Zerbinati di ampliare la sua attività nell’interesse della collettività, a prescindere dalla correttezza delle esternazioni in proposito a mezzo stampa“.

Per altri due consiglieri di opposizione, Federico Riboldi ed Emanuele Capra però la replica del sindaco non sarebbe sufficiente: “le dichiarazioni del Sindaco in risposta allo sfogo di Simone Zerbinati rivelano l’assoluta incapacità di questa Amministrazione di comprendere le esigenze del territorio, in particolare del tessuto produttivo, e la volontà di nascondersi dietro la solita scusa della burocrazia. Gli unici sussulti si hanno come sempre solo di fronte alle denunce pubbliche di qualche imprenditore deluso, che invece di chiudere e andarsene vorrebbe investire sul nostro territorio e non riesce a farlo, perché così si tocca la credibilità elettorale del Sindaco. Ma le risposte quali sono?: E’ colpa della precedente Amministrazione che ha recepito il Piano di Assetto Idrogeologico; Zerbinati se vuole investire compri altri terreni; si tratta di questioni delicate di sicurezza, argomento “a cuore” di questa Amministrazione; etc. Rammentiamo al Sindaco che l’approvazione del PAI era un atto dovuto perché dopo i disastri delle alluvioni era necessario mettere ordine alla materia della sicurezza idrogeologica. Ciò premesso è compito di un’Amministrazione, dove si manifestano nuove esigenze e le condizioni iniziali mutano, intervenire con sollecitudine per consentire il miglior sviluppo possibile della nostra occupazione. Non basta solo affermarlo. L’Amministrazione di centro destra nel precedente mandato, quando alcuni imprenditori hanno manifestato l’intenzione di insediarsi nel Casalese e sono emersi dei problemi, non si è fermata a qualche dichiarazione di circostanza sui giornali o a organizzare tavoli di lavoro ma ha usato tutti gli strumenti che la legge metteva a sua disposizione per risolvere le questioni. E lo ha fatto come dimostrano gli esempi di BCube ed Esselunga. Il Sindaco, invece di cercare di insegnare a Zerbinati , che non ne ha bisogno, come si fa l’imprenditore, suggerendo l’acquisto di altri terreni, si muova subito e con celerità senza farsi spaventare da un torrente, che con qualche opera strutturale difficilmente comprometterà la “sicurezza del territorio e dei cittadini”. Ne abbiamo già visti troppi di imprenditori che se ne vanno in città vicine perché l’Amministrazione non è stata in grado di accogliere le loro esigenze. E’ inutile fare dei tavoli di concertazione quando il danno è fatto, bisogna creare per tempo le condizioni perché le aziende rimangano.”

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