28 Ottobre 2026
15:54
Stop di Syensqo alla produzione di C6o4 a Spinetta Marengo: le reazioni della politica
ALESSANDRIA – La cessazione della produzione di c6o4 nello stabilimento Syensqo di Spinetta Marengo è stata commentata anche da diverse forze politiche del territorio. Secondo il Partito Democratico della provincia di Alessandria si tratta di “una notizia importante, e vogliamo riconoscerlo senza giri di parole, arrivata in anticipo rispetto alla scadenza del 31 dicembre fissata dalla nuova Autorizzazione integrata ambientale”.
“Questo risultato” per il Pd provinciale “non nasce solo dall’innovazione tecnologica ma da anni di mobilitazione dei comitati e delle associazioni, che hanno raccolto informazioni e tenuto alta l’attenzione; delle cittadine e dei cittadini, oltre 1.100, che hanno aderito al biomonitoraggio. Quella pressione sociale e politica ha sicuramente contribuito ad una nuova AIA più rigorosa, che per la prima volta fissa limiti alla somma dei PFAS nelle emissioni e prevede una Valutazione di impatto sanitario. Allo stesso tempo, non è il momento di abbassare la guardia:
– serve la bonifica, dentro e fuori dallo stabilimento;
– chi è stato esposto ha diritto a risposte sulla salute: il percorso di presa in carico sanitaria annunciato dalla Regione deve partire senza ritardi;
– servono controlli pubblici rigorosi e piena trasparenza su ciò che viene prodotto, utilizzato ed emesso.
“Come Partito Democratico della provincia di Alessandria restiamo dalla parte della salute delle persone, dell’ambiente e del lavoro. La chimica a Spinetta può e deve avere un futuro, ma un futuro che sia sostenibile ambientalmente e per la salute” ha sottolineato il segretario provinciale Giorgio Laguzzi.
Per Alleanza Verdi Sinistra, inoltre, questa cessazione “dimostra che cambiare i processi produttivi è possibile e che la comunità non deve essere condannata a scegliere tra attività industriale e tutela della salute. È una notizia positiva per la nostra forza politica che da tempo si batte, a livello locale, regionale ed europeo, per mettere al bando i PFAS e fermare una contaminazione che colpisce l’ambiente e mette a rischio la salute delle persone” hanno rimarcato Alice Ravinale, capogruppo AVS in Regione Piemonte, il segretario provinciale di Sinistra Italiana Eugenio Spineto e Raoul Oliva, co-portavoce provinciale Europa Verde “non è però il momento di accontentarsi, né di pensare che una sostanza in meno possa risolvere il problema. A Spinetta restano da affrontare la presenza di altre sostanze, la bonifica integrale delle aree contaminate da decenni di industria chimica e la necessità di garantire risposte concrete e continuative alla popolazione esposta. La battaglia deve proseguire superando una logica che interviene sostanza per sostanza e troppo lentamente, mentre queste molecole persistono nell’ambiente e nel sangue delle persone. Serve una messa al bando dell’intera famiglia dei PFAS, accompagnata da una transizione industriale che non scarichi i costi sulle lavoratrici, sui lavoratori e sulle comunità. Perché ricerca e innovazione devono servire a eliminare e sostituire le sostanza inquinanti, non a renderle accettabili. A comitati, associazioni, cittadine e cittadini che non hanno mai smesso di lottare va il nostro ringraziamento. Ma servono anche istituzioni capaci di assumersi responsabilità e imporre obblighi precisi alle aziende. Serve la volontà politica di andare fino in fondo per tutelare la salute pubblica sopra ogni altro interesse. La nostra battaglia continuerà in ogni sede per restituire alla popolazione il diritto a vivere in un ambiente salubre”.