Autore Redazione
venerdì
9 Ottobre 2026
07:00
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Cronaca - Alto Piemonte - Novara

Ibis morti nel Parco dei Bambini a Novara: ripartono le polemiche

La vicenda esplosa nella scorsa primavera è tornata prepotentemente di attualità dopo il ritrovamento di diversi uccelli morti sul prato del Parco dei Bambini , nel cuore della città
Ibis morti nel Parco dei Bambini a Novara: ripartono le polemiche

NOVARA – Il ritrovamento domenica 4 ottobre, proprio nel giorno dedicato a San Francesco, patrono dell’ecologia: i corpi senza vita di due esemplari adulti di Ibis sacro sul prato del Parco dei Bambini. Una scoperta che riapre violentemente la ferita sulla gestione di questa specie invasiva nel Novarese e riaccende le tensioni mai davvero sopite tra amministrazioni ed ecologisti.

Dalle campagne all’Allea: le radici della polemica

Per capire quanto sta accadendo occorre fare un passo indietro. La primavera scorsa l’insediamento di una colonia di Ibis sacri prima nella zona del cimitero e poi sui cedri dell’Allea e del Parco dei Bambini ha scatenato un acceso dibattito politico e sociale. Per limitare i disagi in pieno centro, la Provincia di Novara ha messo in campo piani di contenimento e dissuasione con luci, laser e petardi.

Un approccio fortemente contestato dalle associazioni ambientaliste. Maria Luisa Tornotti (Albero Amico) e Franco Contorbia (Osservatorio Ambientale) evidenziano come i tentativi di allontanamento abbiano solo ottenuto l’effetto di stressare gli volatili e disperderli ulteriormente in città. Gli ecologisti ribadiscono che l’eradicazione della specie è un obiettivo irrealizzabile e che l’unica via percorribile resta la convivenza, ricordando che gli Ibis si spostano continuamente verso le campagne per nutrirsi – soprattutto di gamberi della Louisiana – senza costituire una minaccia per le coltivazioni.

I sospetti: spari, bracconaggio e veleno

L’ultimo episodio rinfocola l’ipotesi della mano dell’uomo. Oltre ai due esemplari di domenica, nel Parco Balconi sono state segnalate altre carcasse giacenti per giorni sull’erba – una persino schiacciata da una pietra – sollevando anche preoccupazioni di carattere igienico-sanitario (il Comune rileva che la rimozione spetta al canile sanitario su segnalazione).

Se Maria Luisa Tornotti ipotizza che i due adulti possano essere stati feriti a morte nelle campagne – dove dal 20 settembre è aperta la caccia ed è attiva la gestione coordinata dalla Polizia Provinciale – e siano poi tornati al nido prima di spirare, Franco Contorbia adombra scenari ancora più inquietanti. Non si escludono spari in pieno centro abitato con carabine ad aria compressa (armi silenziose che lasciano segni compatibili sul corpo dell’animale) o l’uso di veleno, come già riscontrato dall’Istituto Zooprofilattico durante lo scorso anno.

La Provincia invita alla calma: «Monitoraggio costante»

Di fronte al polverone, le istituzioni provano a smorzare i toni. Giuseppe Maio, consigliere provinciale delegato ad Agricoltura e Caccia, invita a non trarre conclusioni affrettate:

«La situazione è costantemente monitorata. Sappiamo che possono verificarsi episodi legati alla naturale presenza degli animali, come la caduta di qualche pullo, ma anche situazioni determinate da fattori esterni: collisioni, incidenti o possibili interventi da parte di terzi. Le soluzioni sperimentate finora non hanno prodotto risultati definitivi perché la colonia ha individuato quell’area come proprio habitat, ma continuiamo a intervenire con modalità non cruente. Con l’arrivo della stagione fredda valuteremo l’evoluzione naturale della colonia e i prossimi passaggi tecnici».

La linea dell’ente resta dunque cauta, ma tra la rabbia degli attivisti e il timore dei residenti, la convivenza con l’Ibis sacro a Novara si conferma un nodo tutt’altro che risolto.

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