Autore Redazione
sabato
10 Ottobre 2026
15:00
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Cronaca - Eventi - Alto Piemonte - Novara

Novara, oltre mille in centro città “abbracciano” il sudario di Gaza

Tanta gente per l'iniziativa di Ohana odv con il supporto di molte associazioni: il corteo da piazza del Duomo a piazza Cavour con il drappo che riporta i nomi di migliaia di bambini uccisi
Novara, oltre mille in centro città “abbracciano” il sudario di Gaza
NOVARA – Non un semplice corteo, ma un solenne rito collettivo che ha attraversato e commosso il cuore di Novara. Nel tardo pomeriggio di oggi, la città si è stretta attorno a uno dei drammi più laceranti del nostro tempo: la tragedia dei bambini e dei giovani uccisi nella Striscia di Gaza.
Un’iniziativa dal fortissimo impatto visivo e simbolico, promossa dall’associazione Ohana Odv con l’adesione e il sostegno di numerose realtà del territorio: Amnesty International, ANPI, ARCI, Libera, SerMais, Coordinamento Novara per la Palestina, Associazione per la Pace ed Emergency Novara.

Il lungo telo della memoria

L’appuntamento è scattato alle 17.30 nella cornice di piazza Duomo. Qui è stato srotolato il grande sudario di Gaza: un enorme telo bianco lungo 25 metri e largo 7,5, realizzato dal collettivo Carnia per la Pace. Sopra, impressi a mano uno ad uno, compaiono i nomi di 18.457 minori che hanno perso la vita nel conflitto.
In corteo fino a piazza Cavour, oltre 200 persone hanno sorretto il drappo, scortate e accompagnate lungo le vie del centro storico da una folla di più di 1.200 partecipanti. Un gesto forte che ha trasformato la memoria in presenza viva davanti agli occhi dell’intera comunità.

La voce di Khulud: «Senza casa, ma non senza memoria»

A dare voce a un dolore così immenso, portandone il peso diretto davanti alla piazza, è stata Khulud, 25 anni. Originaria proprio della Striscia di Gaza — dove ha vissuto prima di arrivare in Italia per studiare Medicina all’Università del Piemonte Orientale —, Khulud ha portato la sua testimonianza diretta.
Il 9 ottobre di tre anni fa la sua casa e tutto ciò che possedeva sono stati distrutti. Da allora vive senza una dimora stabile, privata dei ricordi d’infanzia e di gioventù. Nel suo commosso intervento ha denunciato il rischio della «normalizzazione della morte palestinese», il pericolo che le vite spezzate dei bambini finiscano per valere meno di altre nel racconto mediatico e politico.
Da qui la sua profonda gratitudine verso la mobilitazione di Novara: manifestazioni come questa, ha sottolineato la studentessa, servono a restituire dignità alle vittime e a difendere il diritto di non essere dimenticate, ricordando a tutti la necessità urgente di fermare la tragedia e proteggere chi oggi, a Gaza, continua a lottare per la vita.
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