10 Giugno 2026
11:30
In cima alla graduatoria della Polizia Locale ma il Comune non la sceglie. Il sindaco: “Nessuna discriminazione. Rispettate norme ed esigenze”
VOGHERA – Era salita al primo posto tra “gli idonei” nel concorso bandito dal Comune di Voghera per la Polizia Locale. Quando Palazzo Gounela in primavera ha deciso di rafforzare il Comando con due nuovi agenti sperava fosse arrivato il momento per lei di indossare la divisa. L’amministrazione, però, ha scelto di non attingere alla graduatoria e di procedere attraverso la mobilità volontaria, selezionando personale già in servizio presso altri enti. Una decisione che ha spinto la giovane candidata a interrogarsi sulle ragioni della mancata assunzione e a temere che l’ostacolo possa essere il velo che indossa.
Solo una manciata di mesi prima, ha spiegato, la graduatoria era servita per individuare altri agenti entrati in servizio a Voghera. Quando in cima è poi salito il nome della candidata, il Comune ha messo l’elenco in un cassetto. La scelta è stata motivata con la necessità di reperire agenti con esperienza già maturata sul campo ma la spiegazione non convince la candidata. La donna non mette in discussione la legittimità della procedura adottata ma pesa il dubbio che la mancata chiamata possa essere legata a un pregiudizio: “A Voghera è questa la voce che gira”, afferma.
Il sindaco di Voghera, Paola Garlaschelli, respinge ogni interpretazione discriminatoria e ribadisce che la scelta è stata dettata dalla necessità di rafforzare rapidamente il comando con personale immediatamente operativo. “In un settore delicato come quello della sicurezza urbana e del presidio del territorio, poter contare su agenti che dispongono già dell’esperienza professionale necessaria consente di garantire con maggiore efficacia e tempestività i servizi richiesti dalla cittadinanza”. Il sindaco sottolinea inoltre che il ricorso alla mobilità non comporta alcuna penalizzazione per gli idonei presenti nella graduatoria concorsuale. “La graduatoria mantiene la propria validità e potrà essere utilizzata dall’Ente per future esigenze assunzionali, secondo la programmazione del fabbisogno di personale e nel rispetto delle disposizioni di legge”.
Da qui la netta presa di posizione dell’amministrazione. “Respingo con assoluta fermezza qualsiasi ipotesi che riconduca tale decisione a motivazioni discriminatorie. Le scelte dell’Amministrazione sono state assunte esclusivamente sulla base delle norme vigenti, delle esigenze organizzative dell’Ente e dell’interesse pubblico. Il Comune di Voghera garantisce pari dignità, pari opportunità e pari rispetto a tutte le persone, senza alcuna distinzione”.
La strada scelta dall’amministrazione è inappuntabile dal punto di vista delle norme, conferma Stefania De Biase della Fp Cgil. “Essere idonei non dà la garanzia di essere assunti”, precisa la sindacalista, convinta però che sia mancata una “volontà politica”. E il rammarico di Stefania De Biase è per “l’opportunità persa” dalla città. L’aspirante agente parla la lingua araba, una competenza che potrebbe rivelarsi utile in un’attività come quella della Polizia Locale, sempre più spesso chiamata a confrontarsi con cittadini di diverse nazionalità e a ricorrere a mediatori culturali. La graduatoria, come spiegato dal sindaco, è ancora valida e il nome della candidata resta in cima. Il Comune di Voghera ha messo l’elenco a disposizione anche di altre città ma il tempo scorre. A novembre la graduatoria scadrà e, se nel frattempo né il Comune di Voghera né altri enti decideranno di utilizzarla, tutti gli idonei dovranno sostenere un’altra selezione e sperare di entrare in una nuova graduatoria. Per la candidata, dunque, il primo posto raggiunto a Voghera potrebbe non tradursi in un incarico di lavoro, in particolare nella città in cui sperava di poter indossare la divisa della Polizia Locale.