Autore Redazione
giovedì
20 Agosto 2026
12:35
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Cronaca - Pavia

Ispettore della Penitenziaria aggredito da un detenuto nel carcere di Pavia

Ispettore della Penitenziaria aggredito da un detenuto nel carcere di Pavia

PAVIA – Nuova aggressione ai danni della Polizia Penitenziaria nel carcere di Pavia. Un ispettore in servizio nella Casa Circondariale “Torre del Gallo” è stato aggredito da un detenuto durante le ordinarie attività di controllo all’interno di una sezione dell’istituto. A denunciare l’accaduto è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che torna a chiedere interventi sul fronte della sicurezza e una dotazione di strumenti di autodifesa adeguati alle particolari condizioni di lavoro nelle carceri.

Secondo quanto riferito dal sindacato, il detenuto avrebbe inizialmente rivolto alcune minacce all’ispettore per poi passare all’aggressione fisica. La situazione ha reso necessario l’intervento degli altri agenti presenti, che sono riusciti a riportare la situazione sotto controllo.
Sempre secondo le informazioni raccolte dal SAPPE, il detenuto non sarebbe nuovo a episodi problematici: in precedenza avrebbe già manifestato comportamenti aggressivi e sarebbe stato responsabile di danneggiamenti all’interno della sezione.

Il sindacato esprime solidarietà all’ispettore coinvolto e utilizza quanto accaduto a Pavia per rilanciare un allarme che riguarda più in generale le condizioni nelle quali opera il personale della Polizia Penitenziaria. “Non possiamo continuare a chiamare emergenza quella che ormai è diventata la quotidianità delle carceri italiane” afferma Donato Capece, segretario generale del SAPPE, che sollecita misure operative per tutelare gli agenti.

Al centro delle richieste del SAPPE c’è anche il tema degli strumenti di autodifesa a disposizione degli agenti. Il sindacato richiama in particolare la sperimentazione dello spray al capsicum, introdotta dall’Amministrazione penitenziaria con una circolare del dicembre 2025. Una misura che, secondo Capece, sarebbe arrivata con un ritardo definito “incomprensibile” e che dovrebbe comunque essere valutata tenendo conto delle caratteristiche specifiche degli istituti di pena.

Il punto sollevato dal sindacato riguarda soprattutto l’utilizzo dello spray in ambienti chiusi e spesso ristretti come le sezioni detentive. Secondo il SAPPE, infatti, una nebulizzazione non sufficientemente circoscritta potrebbe finire per coinvolgere anche gli stessi operatori impegnati nell’intervento. “Non si può pensare di equipaggiare un poliziotto che lavora in uno spazio chiuso con uno spray concepito per un impiego generico e poi considerare risolto il problema della sicurezza“, sostiene Capece. Per questo il sindacato propone di valutare dispositivi maggiormente compatibili con il contesto carcerario.

Sull’aggressione avvenuta a Pavia interviene anche Alfonso Greco, segretario nazionale SAPPE per la Lombardia: Gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria affrontano quotidianamente situazioni di tensione e aggressioni, spesso senza avere a disposizione strumenti adeguati per tutelare la propria incolumità” afferma Greco. “È inaccettabile che un poliziotto debba affrontare un detenuto violento contando soltanto sulla propria capacità professionale e sull’intervento dei colleghi”.

Il rappresentante sindacale richiama inoltre l’attenzione sulla gestione dei detenuti che abbiano già manifestato condotte violente: “La sicurezza deve venire prima di tutto. Non possiamo aspettare che ci sia un ferito grave per accorgerci che gli strumenti di prevenzione e di autodifesa sono insufficienti”, aggiunge il segretario SAPPE per la Lombardia.

Il sindacato chiede quindi all’Amministrazione penitenziaria interventi urgenti per garantire la sicurezza degli agenti della Casa Circondariale di Pavia e, più in generale, un’accelerazione del percorso verso una dotazione uniforme ed effettivamente funzionale degli strumenti di autodifesa negli istituti penitenziari.

 

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