Autore Redazione
domenica
13 Settembre 2026
05:30
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Cronaca - Pavia

Dalla Regione oltre 3,6 milioni per il Cnao di Pavia: nuove tecnologie per cure oncologiche sempre più precise

Dalla Regione oltre 3,6 milioni per il Cnao di Pavia: nuove tecnologie per cure oncologiche sempre più precise

PAVIA – Oltre 3,6 milioni di euro per rafforzare la ricerca oncologica e sviluppare tecnologie capaci di rendere sempre più precise e personalizzate le cure contro i tumori complessi. È l’investimento destinato da Regione Lombardia a due progetti del Centro nazionale di adroterapia oncologica (Cnao) di Pavia, una delle realtà di riferimento nel campo delle terapie oncologiche avanzate.

Le risorse regionali finanziano i progetti Inspirit e Otero, attraverso i quali il centro pavese punta ad ampliare le proprie infrastrutture e, soprattutto, le possibilità offerte dalla medicina di precisione. A fare il punto sull’avanzamento dei programmi è stato l’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi, che ha visitato il Cnao nell’ambito del suo tour tra le realtà più innovative della Lombardia.

Nel dettaglio, Regione Lombardia ha destinato 2.935.104 euro al progetto Inspirit, a fronte di un costo complessivo di quasi 10 milioni di euro, mentre Otero ha ottenuto un contributo di 741.011 euro. Complessivamente, dunque, il sostegno regionale ai due programmi supera i 3,6 milioni di euro.

Al centro degli investimenti c’è l’obiettivo di mettere a disposizione della ricerca e dei pazienti strumenti ancora più sofisticati per affrontare neoplasie particolarmente difficili da trattare.

Uno degli elementi più innovativi riguarda il progetto Inspirit e l’introduzione della nuova sorgente Aisha. La tecnologia consentirà al Cnao di utilizzare nuove tipologie di ioni, tra cui ossigeno, elio e litio. L’impiego di particelle differenti potrà ampliare le possibilità di ricerca e aprire la strada a trattamenti oncologici sempre più personalizzati, permettendo di studiare soluzioni calibrate sulle caratteristiche delle diverse patologie.

Le potenzialità del progetto, inoltre, non si fermano all’ambito strettamente clinico: le nuove tecnologie potranno trovare applicazioni anche nel settore della ricerca scientifica e industriale.

Parallelamente procede Otero, progetto che punta a un ulteriore potenziamento delle infrastrutture del Centro nazionale di adroterapia oncologica. Sono previste nuove aree dedicate sia alla ricerca sia alla cura dei pazienti, insieme all’introduzione di apparecchiature di nuova generazione.

Tra queste figura un acceleratore di protoni rotante, progettato per consentire trattamenti ad altissima precisione. Una tecnologia che assume particolare rilevanza anche nell’oncologia pediatrica, dove la possibilità di colpire il tumore con grande accuratezza e limitare il più possibile l’esposizione dei tessuti sani circostanti rappresenta un elemento di particolare importanza.

Otero prevede inoltre la realizzazione del primo acceleratore compatto per neutroni installato all’interno di una struttura clinica italiana. L’apparecchiatura sarà destinata allo sviluppo della Bnct, la Boron Neutron Capture Therapy, una terapia sperimentale basata sull’interazione tra neutroni e boro e studiata come possibile nuova strategia contro determinate forme tumorali.

Per Regione Lombardia gli interventi al Cnao rappresentano anche un esempio del rapporto tra investimenti pubblici nella ricerca e possibili ricadute concrete sulla sanità.

«Il Cnao rappresenta un esempio concreto di come gli investimenti regionali in ricerca e innovazione si traducano in infrastrutture all’avanguardia, nuove tecnologie e migliori opportunità di cura per i cittadini – ha sottolineato l’assessore Alessandro Fermi – con ricadute positive sia sul sistema sanitario sia sulla competitività scientifica e tecnologica della Lombardia».

L’obiettivo dichiarato dalla Regione è favorire un sistema nel quale università, centri di ricerca, grandi aziende e piccole e medie imprese possano collaborare allo sviluppo di nuove tecnologie. Una strategia portata avanti anche attraverso strumenti come Call Hub e Linea R&S per Aggregazioni, i due programmi attraverso i quali sono stati finanziati rispettivamente Inspirit e Otero.

Call Hub sostiene grandi progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale realizzati attraverso partenariati tra imprese e organismi di ricerca. Il programma ha coinvolto oltre 200 partner, tra cui 45 grandi imprese, 102 micro, piccole e medie imprese e 57 organismi di ricerca. Sono stati selezionati 33 progetti, per i quali Regione Lombardia ha previsto complessivamente 114,5 milioni di euro di contributi. È in questo quadro che Inspirit ha ottenuto quasi 2,94 milioni di euro.

La Linea R&S per Aggregazioni è invece rivolta a progetti sviluppati da partenariati composti da almeno tre soggetti, con la presenza di almeno due Pmi insieme a organismi di ricerca e/o grandi imprese. Complessivamente sono stati assegnati oltre 50,7 milioni di euro a 47 progetti, con 189 soggetti coinvolti. Tra questi rientra Otero, finanziato con poco più di 741mila euro.

«Vogliamo che la Lombardia continui a essere il motore d’Europa della ricerca oncologica – ha aggiunto Fermi – un territorio capace di attrarre investimenti, valorizzare i migliori talenti scientifici e trasformare le risorse pubbliche in un impatto concreto sulla vita e sul benessere delle persone».

Una sfida che a Pavia passa ora dallo sviluppo di acceleratori, nuove particelle e infrastrutture altamente specializzate, ma che ha come obiettivo finale quello più direttamente legato ai pazienti: aumentare le possibilità di intervenire contro tumori complessi con trattamenti sempre più mirati e aprire nuove strade alla ricerca oncologica.

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