Autore Redazione
sabato
12 Settembre 2026
05:31
Condividi
Eventi - Mostre - Tempo Libero - Provincia di Pavia - Voghera

Al via Voghera Fotografia: mostre, workshop e talk per celebrare 200 anni di immagini

Al via Voghera Fotografia: mostre, workshop e talk per celebrare 200 anni di immagini

VOGHERA (PV) La fotografia compie duecento anni proprio nel momento in cui il confine tra ciò che è stato fotografato e ciò che è stato semplicemente creato diventa sempre più difficile da riconoscere. È forse questo il modo più interessante per celebrare un anniversario che appartiene alla storia ma pone domande estremamente attuali: tornare alle origini per capire dove stiamo andando.

Parte da qui la settima edizione del Festival Nazionale Voghera Fotografia, che si apre oggi, sabato 12 settembre, al Castello Visconteo e proseguirà fino al 27 settembre con mostre, workshop, incontri, presentazioni, videoproiezioni e momenti di approfondimento.

Promosso dall’Associazione Spazio 53 – Visual Imaging APS in collaborazione con il Comune di Voghera, con la direzione di Arnaldo Calanca e la direzione artistica e curatela delle mostre di Michele Dalla Palma, il Festival sceglie infatti di affiancare al tema artistico dell’edizione 2026 una riflessione più ampia sui due secoli trascorsi dalla nascita della fotografia.

Era il 1826 quando il francese Nicéphore Niépce riuscì a fissare un’immagine destinata a diventare quella che oggi viene considerata la più antica fotografia conosciuta. Un esperimento che avrebbe aperto una strada imprevedibile, trasformando nel tempo la fotografia in linguaggio artistico, strumento scientifico, documento storico, mezzo di informazione e memoria personale e collettiva.

Duecento anni dopo lo scenario è completamente diverso. Le immagini vengono prodotte e diffuse in quantità difficilmente immaginabili fino a pochi decenni fa e l’intelligenza artificiale generativa ha introdotto un cambiamento ancora più profondo: oggi possiamo trovarci davanti a una fotografia apparentemente credibile di qualcosa che, in realtà, non è mai esistito.

È su questa distanza tra 1826 e 2026 che Voghera Fotografia vuole costruire un percorso destinato a non concludersi con la chiusura del Festival. Gli organizzatori intendono infatti sviluppare nei prossimi mesi altri appuntamenti dedicati al bicentenario, mettendo in relazione storia della fotografia, cultura dell’immagine, evoluzione tecnologica e nuovi linguaggi.

Voghera si inserisce così idealmente nella più ampia riflessione internazionale avviata proprio dalla Francia, culla dell’invenzione fotografica, dove il Ministero della Cultura ha promosso un programma di celebrazioni che dal settembre 2026 al settembre 2027 coinvolgerà musei, festival, istituzioni e operatori culturali francesi e di oltre trenta Paesi.

Fotografia, giornalismo e intelligenza artificiale

Uno dei primi appuntamenti dedicati a questi temi arriverà già domani, domenica 13 settembre, con un talk sul rapporto tra fotografia e giornalismo nell’era dell’intelligenza artificiale. All’incontro prenderanno parte storici, giornalisti e fotografi insieme al direttore de La Provincia Pavese, Manila Alfano, per affrontare una questione che riguarda ormai direttamente il mondo dell’informazione: quale valore mantiene la fotografia come prova e testimonianza quando è possibile generare artificialmente immagini realistiche di fatti mai avvenuti?

Per due secoli fotografia e giornalismo hanno condiviso un legame strettissimo. Le immagini hanno documentato guerre e rivoluzioni, trasformazioni sociali, cronaca e vita quotidiana, diventando parte della memoria attraverso la quale intere generazioni hanno conosciuto e ricordato gli avvenimenti.

L’intelligenza artificiale mette ora in discussione una delle certezze sulle quali quel rapporto si è costruito. Non perché la manipolazione delle immagini sia un fenomeno nuovo, ma perché oggi la possibilità di generare contenuti estremamente realistici è diventata molto più semplice e accessibile. Verifica, autenticità, responsabilità di chi pubblica e fiducia del pubblico assumono quindi un peso ancora maggiore.

Il bicentenario arriva così in un momento singolare: a duecento anni dalla nascita della fotografia siamo tornati a chiederci che cosa renda davvero una fotografia testimonianza del reale.

Sette autori per gli “Universi Paralleli”

Accanto alla riflessione sul futuro dell’immagine c’è il cuore espositivo del Festival, costruito quest’anno attorno al tema “Universi Paralleli – La bellezza degli altri Mondi”. La scelta nasce dalla volontà di indirizzare lo sguardo verso ciò che spesso resta fuori dal flusso quotidiano delle immagini. In un presente nel quale guerre, conflitti e violenza occupano inevitabilmente una parte enorme dell’informazione visiva, il Festival propone di esplorare mondi diversi, non lontani dalla realtà ma parte della stessa realtà che ci circonda.
Le sette mostre raccolgono complessivamente circa duecento immagini e attraversano ambienti e dimensioni molto differenti: dai micromondi ai grandi spazi naturali, dalla fauna alle profondità marine, dai ghiacci alle montagne fino agli universi più lontani.
A interpretarli sono Alberto Ghizzi Panizza, Luca Fornaciari, Milko Marchetti, Francesco Turano, Davide Camisasca, Marco Cavazza ed Erminio Annunzi.
Sette fotografi, sette percorsi e altrettanti modi di mostrare realtà che esistono accanto a quella che siamo abituati a vedere ogni giorno. Il filo comune non è soltanto la ricerca della bellezza, ma la capacità della fotografia di rallentare lo sguardo e portare in primo piano dettagli, ambienti e forme che altrimenti rischierebbero di passare inosservati.
“Universi Paralleli” diventa così un invito a recuperare una delle funzioni più semplici della fotografia: fermarsi a guardare.

Workshop e incontri: la fotografia esce dalle mostre

Il Festival accompagnerà le esposizioni con un programma distribuito nei tre fine settimana, trasformando il Castello Visconteo in un luogo di incontro tra pubblico, fotografi e professionisti dell’immagine.
Sono previsti workshop, talk, presentazioni di libri, dimostrazioni tecniche, videoproiezioni e visite guidate, con l’obiettivo di mostrare non soltanto le fotografie finite, ma anche il lavoro, le tecniche e le scelte che stanno dietro alla loro realizzazione.

Tra i protagonisti ci sarà Massimo Sestini, con un workshop dedicato all’utilizzo del drone come strumento fotografico, capace di offrire prospettive e possibilità narrative che fino a pochi anni fa richiedevano mezzi molto più complessi.

Renato Marcialis affronterà invece il ruolo della luce nella fotografia still-life, mentre Roberto Cifarelli lavorerà sull’improvvisazione nel ritratto. Fabio Salmoirago guiderà infine i partecipanti nella realizzazione di uno shooting editoriale di moda.

Esperienze differenti che permetteranno di entrare nel lavoro del fotografo e di comprendere come dietro ogni immagine ci siano scelte di luce, composizione, tempo e punto di vista.

Dalla Camera Obscura all’immagine generata da un algoritmo

Tra le presenze più significative di questa edizione c’è anche la Camera Obscura allestita nel Castello, che consente di osservare direttamente il principio fisico attraverso il quale un’immagine del mondo esterno si forma grazie alla luce che attraversa un piccolo foro.
Nell’anno del bicentenario la sua presenza assume inevitabilmente un significato particolare. Da una parte c’è uno dei principi ottici che hanno accompagnato il lungo cammino verso l’invenzione della macchina fotografica; dall’altra c’è un presente nel quale un’immagine può essere costruita da un algoritmo senza che davanti a un obiettivo sia mai esistito un soggetto da fotografare.
Sono i due estremi di una storia lunga due secoli.
Nel mezzo la fotografia ha cambiato strumenti, supporti e linguaggi, passando dalle prime sperimentazioni ottocentesche alla pellicola, dal fotogiornalismo alla rivoluzione digitale, fino agli smartphone e all’intelligenza artificiale.
Voghera Fotografia sceglie di attraversare questa storia senza trasformare il bicentenario in una semplice celebrazione del passato. Le mostre di “Universi Paralleli” guardano ciò che ancora siamo capaci di scoprire attraverso un obiettivo; gli incontri affrontano invece le domande poste da tecnologie che stanno cambiando il significato stesso delle immagini.
Per informazioni e prenotazioni: info@vogherafotografia.it e vogherafotografia.it.

Condividi