Autore Redazione
lunedì
14 Settembre 2026
13:24
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Cronaca - Provincia di Pavia - Voghera

Voghera saluta don Pietro Sacchi: dopo 6 anni in città un nuovo incarico a Genova

Voghera saluta don Pietro Sacchi: dopo 6 anni in città un nuovo incarico a Genova

VOGHERA – Un saluto carico di affetto e gratitudine, ma anche del dispiacere che accompagna la partenza di una persona capace, nel corso degli anni, di diventare un punto di riferimento per un’intera comunità. Voghera ha salutato don Pietro Sacchi,  chiamato a intraprendere una nuova e importante missione a Genova dopo gli ultimi sei anni trascorsi in città.

La cerimonia si è svolta nella chiesa di San Pietro Apostolo – Don Orione e ha rappresentato l’occasione per ripercorrere il cammino compiuto dal sacerdote dal suo arrivo a Voghera, nel settembre del 2020, fino a oggi. A rivolgergli pubblicamente il ringraziamento della città è stato il sindaco Paola Garlaschelli, che ha partecipato al momento di saluto insieme agli assessori Simona Virgilio e Federico Taverna.

Il primo cittadino ha voluto sottolineare non soltanto l’attività pastorale portata avanti in questi anni, ma soprattutto la capacità di don Pietro di costruire legami, avvicinare realtà differenti e dedicare attenzione alle persone più fragili.

Il suo arrivo a Voghera coincise con uno dei periodi più complessi vissuti dalla città e dall’intero Paese. Era il 2020, nel pieno dell’emergenza pandemica, quando le restrizioni e il distanziamento avevano profondamente modificato la vita quotidiana e le relazioni sociali. Proprio in una fase nella quale la distanza sembrava essere diventata inevitabile, don Pietro, ha ricordato il sindaco, cercò fin dall’inizio di percorrere la strada opposta: quella della vicinanza.

Un impegno proseguito negli anni successivi e rivolto in modo particolare ai giovani. Don Pietro ha saputo dialogare con loro, ascoltarne esigenze e difficoltà, ma anche coinvolgerli e responsabilizzarli. L’oratorio è diventato così un luogo vivo e aperto, non soltanto uno spazio di aggregazione, ma anche un ambiente nel quale costruire relazioni e promuovere esperienze di crescita personale e collettiva.

Una parte significativa del lavoro svolto dal sacerdote ha riguardato inoltre le persone che rischiano più facilmente di rimanere ai margini della società. Una caratteristica del suo operato, evidenziata dal primo cittadino, è stata proprio la capacità di mettere in comunicazione realtà che, almeno apparentemente, potrebbero sembrare molto lontane tra loro.

Da una parte gli studenti e i ragazzi impegnati a costruire il proprio futuro, dall’altra i detenuti e le persone chiamate a ricostruire un percorso di vita. Mondi diversi che, grazie a numerose iniziative, hanno trovato occasioni di incontro, confronto e collaborazione.

Tra le esperienze ricordate dal sindaco figurano Terre di Mezzo, le vendemmie, il progetto “Sprigionato”, le borse lavoro e le numerose altre attività promosse nel corso degli anni. Progetti accomunati da un’idea precisa: una comunità può definirsi realmente tale quando è capace di includere anche chi rischia di essere lasciato indietro, offrendo nuove possibilità e restituendo centralità alla dignità della persona.

Un principio che, secondo Garlaschelli, supera gli stessi confini della dimensione religiosa per assumere un profondo significato civile: “Una città non è fatta soltanto di strade, edifici e servizi. È fatta prima di tutto di relazioni”, ha sottolineato il sindaco nel suo messaggio di saluto, definendo don Pietro “un vero costruttore di relazioni“, capace in questi anni di guardare innanzitutto alle persone, alle loro possibilità e alla loro dignità.

A testimonianza della riconoscenza della città, l’Amministrazione comunale ha consegnato al sacerdote una targa di ringraziamento. Un gesto simbolico attraverso il quale il Comune ha voluto riconoscere quanto realizzato durante i sei anni trascorsi a Voghera, ma anche l’eredità che il sacerdote lascia alla comunità: “Ciò che resterà di questi anni non è soltanto quanto ha fatto personalmente, ma anche ciò che ha insegnato agli altri a fare”, ha osservato Garlaschelli. Ed è proprio per questo che, pur lasciando fisicamente Voghera per raggiungere Genova, una parte del percorso di don Pietro continuerà a vivere nelle persone e nelle realtà che ha contribuito a far crescere.
(in copertina foto tratta dalla pagina Facebook del sindaco di Voghera, Paola Garlaschelli)

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