Autore Redazione
giovedì
3 Settembre 2026
05:30
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Cronaca - Provincia di Pavia

Economia pavese, segnali positivi nel 2025: occupazione in crescita e industria in recupero

Economia pavese, segnali positivi nel 2025: occupazione in crescita e industria in recupero

PROVINCIA DI PAVIA –  Un sistema economico che deve fare i conti con uno scenario internazionale complesso, ma che continua a mostrare una significativa capacità di tenuta e, in diversi settori, anche segnali di crescita. È il quadro che emerge dal Rapporto Economico Provinciale 2025 della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, presentato dal presidente dell’ente, Gian Domenico Auricchio, e proseguita con l’illustrazione dei principali risultati da parte del segretario generale Marco Zanini.

Il rapporto, realizzato dal Servizio Promozione e Informazione Economica della Camera di Commercio, analizza nel dettaglio l’andamento delle economie delle tre province, mettendone a confronto struttura produttiva, occupazione, industria, agricoltura, commercio internazionale e produzione di ricchezza.

Un territorio economico di dimensioni rilevanti anche all’interno della Lombardia. La Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia rappresenta infatti, per numero di imprese attive, il 12% del sistema imprenditoriale regionale, collocandosi al terzo posto in Lombardia dopo Milano e Brescia.

Un’economia chiamata a fare i conti con le tensioni internazionali

Il punto di partenza del rapporto è inevitabilmente il difficile scenario globale. Il biennio 2025-2026 è stato caratterizzato dalle tensioni geopolitiche, dall’acuirsi del conflitto in Medio Oriente e dalla persistenza delle barriere tariffarie. Fattori che hanno alimentato la volatilità economica e finanziaria e complicato il percorso di allentamento della politica monetaria.
Cremona, Mantova e Pavia non sono rimaste estranee a queste dinamiche. Eppure, secondo quanto emerge dall’analisi della Camera di Commercio, il sistema produttivo locale è riuscito complessivamente ad adattarsi, mostrando una resilienza superiore a quella suggerita dal quadro nazionale e regionale.
Un primo segnale arriva proprio dalla demografia delle imprese. Alla fine del 2025 risultano 107.917 aziende registrate, delle quali 96.641 attive. Il numero delle imprese attive è aumentato dello 0,1%, un risultato contenuto in termini assoluti ma significativo se confrontato con il calo dello 0,4% registrato a livello nazionale e con il -0,2% della Lombardia.
Sta cambiando, inoltre, la struttura stessa del tessuto imprenditoriale. Continuano a crescere le società di capitali, mentre diminuiscono le società di persone e le imprese individuali. Una trasformazione che suggerisce un progressivo spostamento verso forme societarie maggiormente strutturate, considerate più adatte ad affrontare mercati complessi, investimenti e nuove esigenze competitive.

Industria, la seconda metà del 2025 cambia passo

Tra gli elementi più significativi del rapporto c’è il recupero dell’industria manifatturiera. Dopo una fase iniziale più incerta, nel corso della seconda metà del 2025 la produzione ha mostrato un progressivo rafforzamento.
Le tre province hanno così contribuito positivamente al risultato complessivo della Lombardia, pur con velocità differenti.
A guidare la crescita è Mantova, che chiude l’anno con un incremento medio della produzione industriale del 4,1%. Cremona conferma invece una dinamica particolarmente costante, raggiungendo il +2%, mentre Pavia, dopo una fase più difficile, registra un deciso recupero nel secondo semestre e termina l’anno con un incremento dello 0,6%.
Numeri che descrivono un apparato manifatturiero ancora centrale nell’economia dell’area e capace di reagire alle difficoltà legate alla domanda, ai costi e alle incertezze dei mercati internazionali.

Agroalimentare, tecnologia e sostenibilità

Se l’industria rappresenta uno dei motori della crescita, l’agroalimentare continua a essere uno dei tratti distintivi dell’economia delle tre province.
Cremona e Mantova mantengono un ruolo di primo piano nelle produzioni lattiero-casearie e suinicole, con una presenza particolarmente importante delle grandi produzioni casearie a denominazione di origine protetta. Pavia presenta invece una specializzazione differente, con il primato della risicoltura e una forte vocazione vitivinicola, concentrata soprattutto nell’Oltrepò Pavese.
Il settore, però, non vive soltanto di produzioni tradizionali. Una delle trasformazioni evidenziate dal rapporto riguarda infatti la diffusione dell’Agricoltura 4.0, con un utilizzo crescente delle tecnologie applicate alle attività agricole.
Innovazione che procede insieme alla transizione ambientale. Economia circolare, sostenibilità e produzione energetica attraverso il biogas stanno assumendo un peso crescente, tanto da aver favorito la nascita e il consolidamento di veri e propri distretti di eccellenza.

Lavoro, Cremona al 2,4% di disoccupazione

Positivi anche diversi indicatori relativi al mercato del lavoro, seppure con differenze tra le tre province.
Cremona presenta uno dei dati più significativi, con un tasso di disoccupazione fermo al 2,4%, segnale di un mercato occupazionale particolarmente solido.
A Mantova il numero degli occupati aumenta dello 0,5% e la disoccupazione si attesta al 3,7%. Rimane però una criticità rappresentata dal divario di genere, che continua a condizionare la piena partecipazione al mercato del lavoro.
Particolarmente dinamica è invece Pavia, dove gli occupati aumentano del 2,1%. A questo si accompagna una crescita significativa della partecipazione femminile, mentre il tasso di disoccupazione si colloca al 4,1%.

Export vicino ai 20 miliardi di euro

Il commercio con l’estero costituisce un altro dei punti di forza messi in evidenza dal Rapporto Economico Provinciale.
Nel 2025 le esportazioni complessive delle tre province hanno raggiunto 19,778 miliardi di euro, registrando una crescita del 3,4%. Una performance superiore alla media lombarda che conferma la capacità delle imprese locali di mantenere una presenza importante sui mercati internazionali nonostante le tensioni geopolitiche e commerciali. Anche le importazioni sono aumentate, raggiungendo 25,153 miliardi di euro, con una crescita del 2,7%.
Tra le tre province spicca ancora una volta Mantova, dove l’export ha messo a segno un’accelerazione particolarmente consistente, con un incremento annuo del 6,4%.

Oltre 42 miliardi di valore aggiunto nelle tre province

Il rapporto consente anche di misurare la ricchezza generata dai diversi territori.
A Cremona il valore aggiunto raggiunge 13,008 miliardi di euro, equivalente al 2,9% del totale lombardo. La quota maggiore deriva dai servizi, che rappresentano il 59,8%, seguiti dall’industria in senso stretto con il 29,3%. L’agricoltura pesa per il 6,2% e le costruzioni per il 4,7%.
Mantova genera invece 14,348 miliardi di euro, pari al 3,2% del valore aggiunto regionale. Anche qui prevalgono i servizi, con il 60,4%, mentre l’industria rappresenta il 28,5%, l’agricoltura il 6% e le costruzioni il 5%.
Il valore più elevato in termini assoluti è quello di Pavia, con 15,248 miliardi di euro, equivalenti al 3,4% del totale lombardo. La struttura economica pavese mostra una maggiore incidenza del terziario: i servizi arrivano infatti al 69,2%, mentre l’industria pesa per il 22,3%, le costruzioni per il 6,4% e l’agricoltura per il 2,1%.
Nel complesso, le tre province producono quindi oltre 42,6 miliardi di euro di valore aggiunto, con strutture economiche differenti ma complementari: una maggiore vocazione industriale e agricola a Cremona e Mantova e un’incidenza più marcata dei servizi nel Pavese.

Auricchio: «Dati per comprendere e affrontare le sfide future»

Il Rapporto 2025 non vuole però limitarsi a una fotografia statistica dell’economia locale. L’obiettivo dichiarato dalla Camera di Commercio è fornire alle istituzioni e alle imprese uno strumento utile per comprendere le trasformazioni già in corso e orientare le decisioni future.
Il Rapporto Economico Provinciale 2025 ci restituisce una fotografia puntuale e strutturata dei territori di Cremona, Mantova e Pavia“, sottolinea il presidente Gian Domenico Auricchio.

L’edizione di quest’anno, spiega Auricchio, è stata arricchita con una serie di approfondimenti strategici dedicati in particolare all’evoluzione tecnologica e sostenibile dell’agricoltura, alle eccellenze agroalimentari, alle dinamiche dell’industria e alla capacità delle imprese di competere sui mercati esteri.
L’obiettivo è mettere a disposizione «dati aggiornati e una visione prospettica» che possano aiutare imprese e istituzioni a prendere decisioni informate.
Dal rapporto emerge così l’immagine di un territorio che non è immune dalle difficoltà internazionali, ma che sembra disporre di diversi strumenti per affrontarle: una base manifatturiera ancora robusta, un agroalimentare fortemente specializzato, un mercato del lavoro con livelli di disoccupazione contenuti e una significativa propensione all’export.
La sfida sarà trasformare questa capacità di resistenza in crescita strutturale, soprattutto attraverso innovazione tecnologica, sostenibilità, investimenti e maggiore partecipazione al mercato del lavoro. In un contesto internazionale che resta incerto, saranno proprio questi fattori a determinare la capacità di Cremona, Mantova e Pavia di mantenere e rafforzare la propria competitività.
Il Rapporto Economico Provinciale 2025 completo è disponibile gratuitamente sul sito ufficiale della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia.

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