Autore Redazione
martedì
8 Settembre 2026
21:20
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Politica - Broni-Casteggio

Futuro Nazionale, espulso il pavese Luca Sforzini: “A Vannacci piacciono le cornacchie nere, non i grilli parlanti”

Futuro Nazionale, espulso il pavese Luca Sforzini: “A Vannacci piacciono le cornacchie nere, non i grilli parlanti”

PROVINCIA DI PAVIA – Era stato referente del team “Ticinum” per la provincia di Pavia vicino al Generale Roberto Vannacci e aveva promosso, all’interno del suo Castello Sforzini a Castellar Ponzano nel Tortonese, i primi incontri tra simpatizzanti di Futuro Nazionale dei territori pavese, alessandrino, vogherese e tortonese. Da questo martedì, però, l’imprenditore bronese Luca Sforzini è stato espulso da Futuro Nazionale. La decisione è stata presa dalla Direzione Disciplinare Nazionale del partito presieduto da Roberto Vannacci. Secondo quanto riferito da fonti interne di Futuro Nazionale, l’espulsione è arrivata dopo le «ripetute sortite sulla stampa e sui social network foriere di attacchi ad altri iscritti del partito e di descrizioni del movimento del tutto infondate».

Duro anche il giudizio del partito sulle ragioni dello scontro. «Se qualcuno pensa di utilizzare Futuro Nazionale per le proprie ambizioni personali volte a saziare appetiti antichi che si prestano alle mire di chi vuole avvelenare e soffocare il partito dall’interno deve sapere che qui ci sono degli anticorpi talmente forti da bloccare qualsiasi tentativo di sabotaggio», hanno spiegato fonti interne.

Immediata la replica di Sforzini, presidente di Rinascimento Nazionale e, come lui stesso ha ricordato, titolare della tessera numero 18 di Futuro Nazionale. «Leggo ed apprendo così dalle agenzie di stampa della mia espulsione da Futuro Nazionale. Evidentemente a Vannacci i grilli parlanti non piacciono e le cornacchie nere, che si sono ormai impossessate della gestione del partito, amano lanciarli contro il muro. Ma i fatti hanno la testa dura». Sforzini ha rivendicato le critiche espresse nelle ultime settimane e la propria idea di una destra liberale, risorgimentale, occidentale e costituzionale, contestando quelle che definisce nostalgie naziste, saluti romani e derive illiberali all’interno del partito. «Se difendere la libertà di pensiero e la libera critica democratica-linfa vitale per la crescita di qualsiasi organizzazione-significa essere considerati un corpo estraneo o un sabotatore, allora sono fiero di esser stato espulso dal partito. Date tutte queste premesse e considerazioni, diventa per me una medaglia al merito», ha affermato.

Sforzini ha inoltre respinto l’accusa di aver cercato di danneggiare il movimento dall’interno. «Non ho mai lavorato per distruggere Futuro Nazionale dall’interno. Ho lavorato perché avesse un futuro. Evidentemente avevamo e abbiamo idee diverse su quale dovesse essere. Non rinnego una sola parola di ciò che ho detto e scritto in queste settimane». L’ex iscritto ha ribadito di considerarsi «un liberale, un uomo di destra. Di destra storica, risorgimentale» e ha rivendicato come propri principi libertà, responsabilità, merito, valorizzazione delle eccellenze e appartenenza all’Occidente. «Sono e rimarrò fedele alla Repubblica democratica e alla sua Costituzione, quella stessa Costituzione sulla quale anche il generale Vannacci, a suo tempo, ha giurato. Evidentemente abbiamo una concezione diversa anche di cosa significhi essere coerenti. Le espulsioni appartengono ai partiti. Le idee, fortunatamente, no», ha concluso Sforzini.

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