Autore Redazione
giovedì
8 Ottobre 2026
10:56
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Wonderland Eventi - Piemonte

Dal Castello Rosso di Ceva alla Bolla del Lingotto: il Piemonte apre le porte alla storia con le Giornate FAI d’Autunno

Dal Castello Rosso di Ceva alla Bolla del Lingotto: il Piemonte apre le porte alla storia con le Giornate FAI d’Autunno

PIEMONTE –  Il Piemonte si prepara a vivere un fine settimana all’insegna della bellezza, della storia e della riscoperta del proprio patrimonio culturale. Sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 tornano le Giornate FAI d’Autunno, uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di arte, architettura e paesaggio, che quest’anno celebra la sua quindicesima edizione con un programma di aperture straordinarie in tutta Italia.

Saranno oltre 700 i luoghi visitabili in 350 città italiane, molti dei quali normalmente inaccessibili o poco conosciuti. Un grande viaggio collettivo attraverso monumenti, edifici storici, castelli, chiese, antiche dimore, complessi industriali e paesaggi che custodiscono testimonianze preziose della storia e dell’identità dei territori.

L’iniziativa, promossa dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS, rappresenta un’occasione per avvicinare cittadini e visitatori a un patrimonio spesso nascosto, offrendo la possibilità di conoscere luoghi che raccontano secoli di vicende artistiche, sociali ed economiche. Le visite si svolgeranno con contributo libero, permettendo al pubblico di sostenere le attività di tutela, conservazione e valorizzazione portate avanti dalla Fondazione.

Particolare attenzione sarà dedicata quest’anno all’artigianato italiano e al Made in Italy, con l’obiettivo di valorizzare anche i saperi, gli antichi mestieri e le tradizioni manifatturiere che hanno contribuito a costruire l’identità culturale e produttiva del Paese.

Anche il Piemonte sarà protagonista con un ricco calendario di aperture, capace di attraversare territori e periodi storici molto differenti, dalle testimonianze medievali alle grandi architetture industriali del Novecento.

A Torino, tra le proposte più particolari, spicca l’apertura straordinaria della Bolla del Lingotto, l’iconica struttura in acciaio e vetro progettata da Renzo Piano nel 1994 sulla sommità dell’ex stabilimento automobilistico. Situata accanto alla piattaforma per l’atterraggio degli elicotteri, la Bolla offre una prospettiva privilegiata sulla città e sull’arco alpino. L’accesso avverrà attraverso la Pista 500, l’antico circuito di collaudo delle automobili Fiat, trasformato nel 2022 dalla Pinacoteca Agnelli in una passeggiata panoramica dedicata all’arte contemporanea. La visita alla Bolla sarà riservata agli iscritti FAI.

Sempre nel capoluogo piemontese sarà possibile scoprire l’Heritage Hub, all’interno dello storico complesso industriale di Mirafiori. Qui è custodita una straordinaria collezione di automobili che hanno segnato la storia della produzione italiana, con modelli Fiat, Lancia e Abarth, oltre a vetture Alfa Romeo, Autobianchi e Jeep. Un percorso che permette di ripercorrere l’evoluzione dell’industria automobilistica e il ruolo fondamentale che Torino ha avuto nello sviluppo economico del Novecento.

Tra le aperture torinesi figura anche Villa La Tesoriera, elegante residenza barocca progettata nei primi anni del Settecento dall’architetto Jacopo Maggi. Dopo recenti interventi di restauro, la villa accoglierà i visitatori con un itinerario che dal monumentale Salone d’Onore conduce fino al giardino, offrendo uno sguardo su uno dei complessi storici più rappresentativi della città.

In provincia di Cuneo, le Giornate FAI d’Autunno offriranno un’opportunità particolarmente significativa a Ceva, dove per la prima volta il Castello Rosso aprirà le proprie porte al pubblico. Situato nel centro storico cittadino, tra il fiume Tanaro e il torrente Cevetta, il castello rappresenta una delle testimonianze più suggestive del patrimonio architettonico locale.

A rendere ancora più speciale l’apertura sarà la presenza della marchesa Adele Pallavicino, padrona di casa, che accompagnerà personalmente i visitatori alla scoperta degli ambienti, dei ricordi e dei tesori custoditi nella dimora di famiglia. Un’occasione rara per entrare in contatto con una residenza storica attraverso il racconto diretto di chi ne conserva la memoria.

Sempre a Ceva sarà possibile visitare i resti del Forte, struttura cinquecentesca che ebbe un ruolo importante nelle battaglie contro i francesi tra Seicento e Settecento, prima di essere distrutta nel 1801 per ordine di Napoleone. Il percorso comprenderà anche le cappelle ipogee, ricche di affreschi, e il Museo del Fungo, inaugurato nel 2024 nell’ex convento dei Padri Cappuccini e curato dal Gruppo micologico cebano “Rebaudengo-Peyronel”.

Un’altra proposta della Granda porterà i visitatori a Pagno, nel cuore della Valle Bronda, dove sarà possibile scoprire la sorprendente collezione privata di Dario Ghiglia, dedicata alla Vespa, in occasione dell’ottantesimo anniversario della nascita del celebre scooter italiano.

All’interno di un palazzotto cinquecentesco, antica residenza di campagna di una famiglia nobile, sono custodite 85 Vespe, oltre un migliaio di modellini e una vastissima raccolta di oggetti, giocattoli, accessori e documenti provenienti da tutto il mondo. Una collezione che racconta non soltanto l’evoluzione di un mezzo di trasporto, ma anche un autentico fenomeno di costume, diventato simbolo dello stile italiano.

A Pagno sarà inoltre visitabile il Monastero dei Santi Pietro e Colombano, complesso di origini longobarde che per secoli rappresentò un importante punto di riferimento religioso e culturale del territorio. La sua storia attraversa epoche lontane, dall’annessione all’Abbazia della Novalesa nell’825 fino alle incursioni saracene.

Spostandosi nel Canavese, uno degli appuntamenti più suggestivi sarà quello con il Sacro Monte di Belmonte, a Valperga. Nell’anno dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, il percorso permetterà di scoprire le Cappelle della Passione di Cristo, la statua dedicata al Santo e l’itinerario pedonale dei Piloni del Rosario.

Dalla sommità del monte, inoltre, si apre un panorama che abbraccia la pianura canavesana e numerosi centri del territorio, fino a Torino e alla collina di Superga. Un luogo nel quale spiritualità, storia e natura si incontrano, offrendo un’esperienza che va oltre la semplice visita monumentale.

L’itinerario piemontese proseguirà nell’Astigiano, dove il Palazzo del Vescovado di Asti aprirà le porte del suo patrimonio storico e artistico. Situato nel cuore medievale della città, l’edificio ospita dal Quattrocento la sede del vescovo e degli uffici della Curia.
Il percorso permetterà di ammirare il giardino settecentesco progettato dall’architetto Giovanni Antonio Veneroni e di accedere al salone cinquecentesco, impreziosito da decorazioni e affreschi commissionati dal vescovo Vasino II Malabaila tra il 1519 e il 1525. La visita offrirà così uno spaccato della storia religiosa e artistica astigiana, attraverso ambienti che conservano ancora oggi il fascino delle epoche passate.

Tra le altre proposte figura Rocca Grimalda, in provincia di Alessandria, un borgo arroccato su uno sperone roccioso che domina la pianura attraversata dal torrente Orba. Il paese conserva un particolare impianto urbano a forma di Y, con vicoli e abitazioni disposti secondo una struttura che testimonia le sue origini e la sua funzione difensiva.

Nel Biellese, invece, le Giornate FAI permetteranno di approfondire il rapporto tra industria, territorio e cultura. A Trivero, Casa Zegna offrirà un percorso attraverso la storia del celebre lanificio e il paesaggio dell’Oasi Zegna, dove architettura produttiva e ambiente montano convivono in un contesto di grande interesse.
I visitatori potranno scoprire gli spazi espositivi e partecipare alle visite guidate alla mostra “Luccicanza” di Chiara Camoni, previste alle 11 e alle 14.30. In programma anche una passeggiata culturale e ambientale dedicata al rapporto tra foreste, cambiamento climatico e cura del territorio. Agli iscritti FAI sarà inoltre riservata un’esperienza particolare all’interno del Lanificio Ermenegildo Zegna, accompagnati eccezionalmente da Anna Zegna, per conoscere da vicino la storia e l’eccellenza manifatturiera di una delle realtà più rappresentative del Made in Italy.
Sempre nel Biellese, a Veglio, aprirà l’ex Lanificio Picco, fondato nel 1883, oggi luogo di incontro tra memoria industriale e arte contemporanea.

Le aperture interesseranno anche il Novarese e il Vercellese. A Gionzana, nei pressi di Novara, sarà visitabile l’Oratorio della Madonna del Latte, edificio trecentesco che conserva un prezioso ciclo di affreschi tardogotici realizzati tra il 1487 e il 1488 dalle botteghe di Daniele De Bosis e Tommaso Cagnola.
In Valsesia, invece, sarà possibile intraprendere un itinerario tra le frazioni alte di Borgosesia, alla scoperta di piccoli borghi, antichi oratori, abitazioni storiche e testimonianze della vita rurale. Il percorso toccherà località come Albergate, Ferruta, Brina, Bastia, Lovario e Sella, dove alcune dimore private apriranno eccezionalmente al pubblico. Tra le esperienze previste anche una dimostrazione di panificazione presso il forno di Casa Ferro.

A Vercelli, domenica 11 ottobre, due appuntamenti speciali alle 10 e alle 16 saranno dedicati ad Amedeo Avogadro, nel 250° anniversario della nascita. Il percorso attraverserà alcuni luoghi simbolici legati alla storia dello scienziato, dal Liceo Scientifico all’Archivio di Stato, fino alla Torre degli Avogadro, a Palazzo Avogadro della Motta e al Palazzo Arcivescovile.

Sul Lago Maggiore, infine, sarà protagonista Villa Ducale a Stresa, antica dimora nobiliare che dal 1966 ospita il Centro Internazionale di Studi Rosminiani. I visitatori potranno attraversare gli ambienti storici della residenza, conoscere le testimonianze legate alla figura di Antonio Rosmini e raggiungere il grande giardino. Agli iscritti FAI sarà riservata anche la visita alla Coffee House del 1775.

Le Giornate FAI d’Autunno si confermano così molto più di un semplice calendario di visite culturali. Sono un invito a guardare con occhi nuovi il territorio, a riconoscere il valore di edifici, paesaggi e testimonianze che spesso fanno parte della quotidianità senza essere pienamente conosciuti.

Dalle grandi architetture industriali torinesi ai castelli della provincia di Cuneo, dai monasteri medievali alle dimore nobiliari, fino ai piccoli borghi montani, il Piemonte offre un mosaico di storie che raccontano l’evoluzione delle comunità e il legame profondo tra passato e presente.
Partecipare significa anche contribuire alla tutela di questo patrimonio, sostenendo il lavoro del Fondo per l’Ambiente Italiano attraverso le offerte raccolte durante le visite.
L’appuntamento è dunque per sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026, con aperture e percorsi distribuiti su tutto il territorio regionale. Il programma completo, le modalità di accesso e le eventuali prenotazioni sono consultabili sul sito ufficiale Giornate FAI.

In copertina foto tratta dal sito fondoambiente.it

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