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VALENZA – Il sogno di tornare sul tetto d’Italia dovrà attendere. A meno di venti giorni dall’incontro valido per il titolo tricolore dei superleggeri contro Massimiliano Ballisai, Luciano Randazzo è costretto, suo malgrado, ad alzare bandiera bianca. A causa di un infortunio in allenamento, infatti, il campione della Boxe Valenza non potrà combattere.

Martedì scorso stavo facendo una lunga sessione di sparring con Nicolas Demario e Mohamed Khalladi” ha raccontato Randazzo ai microfoni di Radio Gold “alla fine mi sono tolto il casco e ho sentito un dolore alla mandibola. Ricordo di aver preso una testata durante l’allenamento ma sinceramente non ricordo nemmeno da chi e comunque non è importante. Gli esami hanno certificato una lussazione: i medici mi hanno rimesso a posto la mandibola ma non posso prendere colpi in quella zona per circa un mese”.

Al danno, purtroppo, si aggiunge la beffa. “Io e il mio staff abbiamo chiesto di posticipare l’incontro di 15 giorni, mi sarebbero bastati per tornare in forma. Mi sarei allenato senza prendere colpi e nella mia carriera non sarebbe stata certo la prima volta che combattevo anche non al 100%. Ma la nostra richiesta non è stata accettata, anzi. Si è deciso di accorpare i due incontri più importanti in palio. Sparirà il titolo del Mediterraneo WBC e sarà proprio uno dei due pugili che avrebbe dovuto combattere per conquistarlo, Arblin Kaba, a sfidare Ballisai. Una scelta strana: è come se per un’operazione chirurgica chiamassero un infermiere. Si tratta di due categorie diverse”.

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Uno stop forzato, quindi, per Devil Inside, costretto a rallentare i ritmi di allenamento dopo due mesi e mezzo di preparazione:So che nella boxe sono cose che possono succedere ma è comunque una beffa. Ero in formissima, mi stavo preparando molto bene ed ero pronto a combattere” ha aggiunto Randazzo “sono molto deluso e so di aver deluso il mio staff, il mio maestro Adriano Gadoni che ha creduto in me e ha investito tanto in questo incontro, in termini di impegno e lavoro. So che non è colpa mia ma mi sento comunque responsabile. Addirittura c’è chi sostiene che mi sia voluto tirare indietro: se anche fosse vero perché avrei dovuto aspettare adesso, dopo due mesi e mezzo di lavoro? Sarei matto. E comunque in carriera mi è anche capitato di combattere con una costola o con una mano rotte: non sono certo un pugile che si tira indietro, ma purtroppo mi è stato imposto di non prendere colpi al volto. In teoria non potrei nemmeno allenarmi ma continuo a farlo. Non voglio buttare all’aria tutto il lavoro svolto fino a qui”.

Randazzo avrà comunque la possibilità di sfidare chi, tra Ballisai e Kaba, vincerà il titolo italiano. Per il resto c’è comunque già qualcosa che bolle in pentola, per il prossimo futuro: “Tra giugno e luglio dovrei combattere in un incontro sottoclou durante una serata che sarà trasmessa su Dazn: ancora non c’è nulla di ufficiale ma con tutta probabilità sarà così. Non vedo l’ora di tornare”.

Foto di repertorio di Walter Zollino

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