Autore Redazione
giovedì
19 Febbraio 2026
18:24
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Cronaca - Lombardia

Con la Rosa Camuna 2026 il grazie di Regione Lombardia ai soccorritori di Crans-Montana

Con la Rosa Camuna 2026 il grazie di Regione Lombardia ai soccorritori di Crans-Montana

LOMBARDIA – Regione Lombardia ha consegnato il Premio Rosa Camuna 2026 al team di professionisti lombardi intervenuti dopo la tragedia di Crans-Montana. Il presidente Attilio Fontana, insieme alla Giunta regionale, ha deciso di conferire il massimo riconoscimento della Regione ai soccorritori e al personale sanitario che fin dalle prime ore si sono attivati per assistere i feriti, molti dei quali poi curati all’ospedale Niguarda di Milano.

Il grave disastro, avvenuto il 1° gennaio 2026, ha richiesto un’immediata mobilitazione anche oltre confine. Poche ore dopo l’accaduto, mentre il sistema sanitario svizzero chiedeva supporto per la gestione di pazienti con ustioni gravissime – tra cui cittadini italiani ricoverati negli ospedali di Sion, Losanna, Ginevra, Zurigo e Aarau – la macchina dell’emergenza lombarda era già operativa.

Alle 10.30 AREU ha attivato la Centrale Operativa Maxiemergenze presso la SOREU Metropolitana, istituendo una sala crisi dedicata e assumendo la regia sanitaria dell’intervento. Un coordinamento che si è sviluppato in stretta collaborazione con Regione Lombardia, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, il Dipartimento della Protezione Civile – coinvolto attraverso il Meccanismo Europeo su richiesta del Governo svizzero – e il Ministero degli Affari Esteri.

Nel pomeriggio, alle 16.30, l’elisoccorso di Como è decollato verso Sion, seguito a breve distanza dai mezzi di Bergamo e Milano. Nella stessa giornata sono stati trasferiti tre giovani al Centro Grandi Ustioni dell’Ospedale Niguarda. Nei giorni successivi l’operazione si è ampliata fino a coinvolgere complessivamente 12 ragazzi gravemente feriti, evacuati in sicurezza con l’ultimo trasferimento completato l’11 gennaio.

Il riconoscimento è stato conferito al direttore generale di AREU, Massimo Lombardo, e simbolicamente a tutto il personale coinvolto, oltre ai professionisti dell’Ospedale Niguarda e della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Policlinico di Milano.

È un riconoscimento al grande lavoro di squadra svolto in quei giorni terribili – ha dichiarato Lombardo – Abbiamo coordinato competenze diverse ma perfettamente integrate, attivando in pochissimo tempo la Centrale Regionale Elisoccorso, le strutture operative e la rete ospedaliera. Abbiamo evacuato ragazzi con ustioni gravissime, molti in terapia intensiva: un’operazione estremamente complessa che dimostra la forza del nostro sistema”.

Fondamentale anche l’invio in Svizzera di un Burn Assessment Team congiunto Niguarda–AREU, composto da rianimatore, chirurgo plastico, infermieri di area critica, psicologo e tecnici soccorritori, incaricato di valutare l’idoneità al trasferimento dei pazienti, coordinare il raccordo clinico con i centri riceventi e fornire sostegno ai familiari.

Tra i primi ad arrivare a Sion, l’equipaggio dell’elisoccorso di Como. “È stato molto impattante vedere ragazzi così giovani in condizioni tanto gravi – racconta Francesca Dimola, medico anestesista-rianimatoreUna grande responsabilità che si affronta grazie alla preparazione e alla passione per questo lavoro”.

“Essere tra i primi ha significato gestire un trasferimento secondario estremamente delicato – aggiunge l’infermiere Alessandro PiconeÈ un’esperienza che lascia un segno, ma anche la dimostrazione di un sistema che ha funzionato grazie alla collaborazione di tutti“.

La motivazione della pergamena sottolinea la rapidità, la competenza e il coordinamento dimostrati in un contesto di emergenza internazionale complesso, riconoscendo al team un esempio di eccellenza clinica e dedizione al servizio pubblico, anche oltre i confini regionali.

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