3 Marzo 2026
14:48
Liste d’attesa, Ravetti (Pd): “Assessore Riboldi scorretto e non esaustivo. Serve più trasparenza”
PIEMONTE – Sulle liste d’attesa prosegue il botta e risposta tra maggioranza e minoranza in Regione Piemonte. Il consigliere Domenico Ravetti ha controreplicato alle parole dell’assessore Federico Riboldi dopo che lo stesso esponente del Partito Democratico aveva posto dei dubbi sui numeri delle prestazioni sanitarie erogate dall’Asl Al in orario serale e nei fine settimana. “Lo ribadisco: se esiste una palese difformità tra le prestazioni aggiuntive extra orario erogate dall’Asl di Alessandria rispetto a tutte (tutte!) le altre aziende sanitarie regionali, allora il dubbio è che siano stati utilizzati criteri differenti. È la sproporzione che emerge dall’analisi comparativa che mi ha fatto sorgere il sospetto che siamo di fronte a tanta propaganda più che alla soluzione del problema dei tempi di attesa. Sull’impegno del personale sanitario dell’Asl Alessandria non ho mai avuto dubbi e Riboldi scorrettamente mi attribuisce frasi che non ho mai né scritto né pensato”.
“Restano sul tappeto tutte le nostre domande di partenza: se i criteri adottati per la raccolta dei dati in Piemonte sono “certi, omogenei, confrontabili e verificabili”, come affermato oggi nella risposta all’Interrogazione, da dove nasce questa disparità? Si è deciso di procedere in autonomia, oppure sulla base di indicazioni precise fornite dall’Assessorato? Possiamo davvero credere che sia tutto merito della “dotazione tecnologica e professionale adeguata a sostenere uno sforzo straordinario”, come affermato da qualche dirigente alessandrino? Non solo: come mai delle 44.430 prestazioni aggiuntive, solo 10.309 sono relative al Piano Nazionale Gestione Liste d’Attesa, mentre 34.121 non lo sono? Ma soprattutto: si sono realmente ridotti i tempi di attesa sulle 69 prestazioni monitorate dal Piano Nazionale Governo Liste d’Attesa? Perché, in caso contrario, resta solo il tentativo di concedere una temporanea “bella figura” all’Assessore attraverso comunicati stampa imprecisi, mentre ciò che serve è fornire i dati in maniera trasparente. Pertanto, procederemo anche rispetto alle altre aziende sanitarie ad appositi accessi agli atti: perché se, come detto da Riboldi, “il governo delle liste di attesa non può essere ridotto ad una lettura semplicistica dei numeri”, occorre , però, che i numeri siano certi e raccolti utilizzando gli stessi criteri, altrimenti restano solo parole”.