Autore Redazione
lunedì
13 Aprile 2026
09:54
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Cronaca - Alessandria

Barosini sulla sicurezza: “Tema complesso, stiamo lavorando. Basta strumentalizzazioni politiche”

Barosini sulla sicurezza: “Tema complesso, stiamo lavorando. Basta strumentalizzazioni politiche”

ALESSANDRIA – Il vicesindaco di Alessandria, Giovanni Barosini, invita a non strumentalizzare la questione sicurezza in città. Il tema “complesso“, spiega, non può essere banalizzato e usato come strumento politico. “Ad Alessandria questo tema non è affatto astratto, anche se i dati statistici reali non siano in aumento. Riguarda però la quotidianità dei cittadini, dai quartieri più centrali ai sobborghi. Parlare seriamente di sicurezza significa uscire dalla logica degli slogan e assumersi la responsabilità di proporre soluzioni concrete, equilibrate e durature“.

Secondo Barosini “il primo punto, imprescindibile e se vogliamo essere intellettualmente onesti, è il rafforzamento dello Stato sul territorio. Non esiste sicurezza senza una presenza forte, qualificata e moderna delle varie Forze dell’Ordine. Questo significa più assunzioni nella Polizia di Stato, nei Carabinieri, nella Guardia di Finanza e nella Polizia Locale, ma anche migliori condizioni di lavoro e stipendi adeguati. Accanto a questo, è fondamentale investire in strumenti tecnologici e digitali che rendano l’azione delle forze di sicurezza più efficace e tempestiva. Una presenza visibile e competente dello Stato non solo aumenta la sicurezza reale, ma incide profondamente anche sulla sicurezza percepita dai cittadini, che è altrettanto importante per la qualità della vita, soprattutto in aree urbane sensibili della nostra Città”.
Altro “tema centrale, anch’esso di valenza legislativa nazionale, è la certezza dei processi. Una giustizia lenta o incerta mina la fiducia dei cittadini e indebolisce l’intero sistema. Servono processi più rapidi, meno discrezionalità e una riduzione significativa dei ritardi giudiziari. La sicurezza passa anche da qui: da uno Stato che sa essere giusto, ma anche efficiente”.

Barosini, in merito alla situazione cittadina esplicita la volontà di attivare un’azione ancora più incisiva contro la microcriminalità e il degrado. Si pensa in particolare ad alcune aree che richiedono maggiore attenzione, come le zone limitrofe alla stazione ferroviaria, alcuni spazi pubblici poco frequentati, e contesti periferici dove il senso di desertificazione rischia di trasformarsi in insicurezza. Dobbiamo intensificare una collaborazione costante tra Comune e Forze dell’Ordine, ma anche un impegno concreto sulla riqualificazione urbana: investimenti sulla manutenzione, illuminazione (su questo in realtà abbiamo molto investito), cura degli spazi, recupero delle aree degradate. Una città curata è una città più sicura”.

La sicurezza però deve viaggiare di pari passo con una azione incisiva e concreta attraverso “la prevenzione sociale. Anche ad Alessandria questo significa investire nella scuola, sostenere le famiglie, creare opportunità per i giovani nei quartieri, rafforzare i presidi educativi e culturali. Significa anche lavorare su percorsi di integrazione per chi vive regolarmente nel nostro territorio, evitando marginalità e isolamento. Sul tema dell’immigrazione serve chiarezza e serietà. È necessario distinguere tra immigrazione regolare, che va gestita e integrata, e immigrazione irregolare, che deve essere contrastata con strumenti efficaci, a partire da rimpatri realmente attuabili. Solo un approccio equilibrato può garantire sicurezza e rispetto delle regole”.

“In questo quadro, lo sostengo da sempre, – conclude Barosini – ritengo che in casi specifici e per periodi definiti si possa valutare anche il ricorso alla vigilanza privata, attraverso l’impiego di guardie giurate, con compiti chiaramente delimitati e coerenti con il loro ruolo. Non si tratta di sostituire lo Stato, ma di affiancarlo in modo intelligente e regolato, in una logica di supporto e di maggiore presidio del territorio, ad esempio in aree particolarmente sensibili o in fasce orarie critiche. Ricordando inoltre quanto siano fondamentali i percorsi di accompagnamento e riabilitazione in carcere e il suo rapporto con il territorio, riteniamo sbagliato che il Governo abbia destinato il Carcere di  San Michele al casa di reclusione di massima sicurezza ( 41 bis ) con la cassazione del lavoro immenso di operatori guardie e volontari . Si sa che i 41 bis si portano con sé infiltrazioni di criminalità nelle città che li ospitano, vere reti di connessione con i “ capi “ isolati a parole ma interagenti nei fatti con il territorio e gli opifici.  Infine, non possiamo dimenticare una dimensione sempre più rilevante: la sicurezza digitale. Anche le amministrazioni locali, Alessandria compresa, devono investire nella protezione dei dati, nella sicurezza delle infrastrutture informatiche e nella prevenzione dei reati digitali, che colpiscono cittadini, imprese e istituzioni. In sintesi, il tema della sicurezza va affrontato con un approccio multidisciplinare, concreto e pragmatico, scevro da pregiudiziali ideologiche. Non è riducibile a una sola dimensione: non è solo ordine pubblico, ma il risultato di un equilibrio tra uno Stato forte e presente, una giustizia efficiente e politiche sociali e urbane capaci di costruire comunità più coese.
Ad Alessandria, questo significa continuare a  lavorare ogni giorno con lucidità e determinazione, mettendo al centro i cittadini e i loro bisogni reali. Perché la sicurezza non è uno slogan da cavalcare con cinismo e mancanza di rispetto, ma un diritto che va garantito con serietà e responsabilità. Ci stiamo provando con azioni concrete, con determinazione e onestà intellettuale, chiediamo la trasparente collaborazione attiva di tutti gli attori in campo: istituzioni di ogni livello, partiti politici, parti sociali, associazioni, imprese e cittadini.
Siamo tutti importanti e determinanti”.
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