Autore Redazione
venerdì
12 Giugno 2026
13:02
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Cronaca - Alessandria

Al Parco Carrà di Alessandria una panchina per andare “Oltre le barriere”

Al Parco Carrà di Alessandria una panchina per andare “Oltre le barriere”

ALESSANDRIA – Al Parco Carrà di Alessandria ora c’è una panchina che permette a tutti di stare seduti fianco a fianco e conversare senza ostacoli. Un elemento d’arredo apparentemente semplice, ma che racchiude un messaggio preciso: l’inclusione non passa soltanto dalle grandi opere, ma anche da piccoli gesti capaci di cambiare il modo in cui si vive uno spazio pubblico.

La nuova panchina inclusiva è stata donata alla Città di Alessandria dai sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil nell’ambito della campagna nazionale “Siamo tutti pedoni“. La particolarità della struttura è quella di consentire anche a chi si muove in carrozzina di sedere insieme agli altri, al centro della conversazione e non ai margini. Un dettaglio progettuale che diventa una dichiarazione d’intenti: abbattere le distanze, fisiche e sociali, che ancora oggi possono escludere molte persone dalla vita quotidiana della comunità.  Non a caso il tema scelto per l’edizione 2026 della campagna dei sindacati dei pensionati è “Oltre le barriere”.  E nelle città le barriere da abbattere non sono soltanto quelle architettoniche, come ha evidenziato l’assessora Roberta Cazzulo.  La nuova panchina al parco Carrà ora consente a tutti di stare “al centro”, come ha osservato Letizia Mazzarello del servizio Inclusive Manager del Comune, e di farlo in uno degli spazi verdi più grandi e frequentati della città, come ha ricordato l’assessore Gianni Ivaldi.

Per i sindacati dei pensionati l’iniziativa si inserisce in un lavoro che da anni affronta i temi dell’accessibilità e della vivibilità urbana. Accanto alla tutela delle pensioni, hanno spiegato Luigi Ferrando di Uilp Uil, Pinuccia Scarsi di Fnp Cisl e Claudio Gandini dello Spi Cgil, c’è l’impegno a contrastare la solitudine e a creare occasioni di incontro, soprattutto per una popolazione anziana che spesso rischia di sentirsi ai margini in una società sempre più veloce e tecnologica. Da qui la scelta di lasciare un segno concreto in uno spazio pubblico e raccontare un’idea di città dove l’inclusione non resta uno slogan ma trova spazio nei dettagli della vita quotidiana.

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