15 Giugno 2026
08:02
All’Istituto Cellini di Valenza la paraboxe diventa strumento di inclusione e resilienza
VALENZA – Il progetto Stop Hate dell’Istituto Cellini di Valenza continua a coinvolgere gli studenti in percorsi dedicati al rispetto, alla prevenzione del bullismo e del cyberbullismo, all’accettazione di sé e alla valorizzazione delle diversità. L’iniziativa è coordinata dalle referenti antibullismo Caterina Di Giorgio e Paola Quaglia, da anni impegnate nella promozione di attività educative rivolte ai ragazzi. Durante l’anno scolastico il progetto ha proposto diversi appuntamenti: incontri con la Croce Rossa, attività di pet therapy, percorsi di difesa personale e momenti di riflessione sulla crescita personale e relazionale.
Tra le novità più significative di quest’anno c’è stato anche uno spazio dedicato allo sport paralimpico, con l’obiettivo di far conoscere agli studenti una disciplina ancora poco diffusa in Italia: la paraboxe. Per l’occasione è stato invitato Simone Dessì, atleta e Ambassador della Federazione Pugilistica Italiana, più volte campione italiano nella sua categoria e punto di riferimento della Para-Boxe e della Boxe Autonoma in Carrozzina.
Originario di Vignole Borbera, Dessì ha raccontato agli studenti il suo percorso di vita, segnato dalla capacità di reagire alle difficoltà e trasformare gli ostacoli in occasioni di crescita. Durante la pandemia si è avvicinato alla boxe, imparando in autonomia le tecniche di base e trovando nello sport una rinascita personale.
Ad accompagnarlo c’era il suo maestro Eugenio Dragone, fondatore e allenatore dell’Asd Boxe Alessandria-La Tana del Dragone. Insieme hanno dato vita a un incontro ricco di spunti su resilienza, determinazione e capacità di affrontare le sfide senza lasciarsi abbattere dalle circostanze.
Attraverso la presentazione della boxe e della paraboxe, disciplina in cui Dessì ha ottenuto risultati nazionali e internazionali, gli studenti hanno potuto comprendere come lo sport possa diventare uno strumento di inclusione, crescita personale e riscatto. Il messaggio rivolto ai giovani è stato chiaro: ogni difficoltà può essere affrontata con coraggio, impegno e fiducia nelle proprie capacità.
L’incontro ha suscitato grande interesse tra gli studenti, che hanno seguito le testimonianze degli ospiti, posto domande e si sono confrontati su temi di forte attualità. Soddisfazione è stata espressa anche da Simone Dessì e Eugenio Dragone, colpiti dall’accoglienza ricevuta e dalla sensibilità dimostrata dai ragazzi. Il successo dell’iniziativa conferma l’importanza del lavoro portato avanti da Caterina Di Giorgio e Paola Quaglia all’interno del progetto Stop Hate. Dopo l’entusiasmo generato dall’incontro, è già emersa la volontà di avviare nuove collaborazioni nel prossimo anno scolastico, per continuare a portare nelle scuole testimonianze autentiche e messaggi educativi.
Il progetto conferma così il ruolo della scuola come luogo di apprendimento ma anche come palestra di vita, dove rispetto, solidarietà e resilienza possono trovare spazio attraverso esperienze capaci di lasciare il segno.