Autore Redazione
venerdì
26 Giugno 2026
10:50
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Cronaca - Provincia di Alessandria - Tortona

Camion forza blocco dei lavorati davanti al magazzino In’s di Tortona. Tensione al presidio

Camion forza blocco dei lavorati davanti al magazzino In’s di Tortona. Tensione al presidio

TORTONA – Prosegue da cinque giorni lo sciopero con presidio davanti al magazzino In’s di Tortona, dove un gruppo di lavoratori della società appaltatrice Man Hand Work, affiancati dal sindacato Si Cobas, continua a chiedere un intervento dell’azienda dopo aver denunciato insulti razzisti e comportamenti aggressivi da parte di un responsabile.

Come ricostruito dal coordinatore del Si Cobas, Martino Puppo, la mobilitazione è nata dalla mancata risposta dell’azienda alle segnalazioni presentate dai dipendenti. “Non sono stati presi provvedimenti né è stato avviato alcun approfondimento sull’accaduto. In questo modo sembra che i comportamenti di questa persona siano tollerati dall’azienda e, per noi, questo è inaccettabile”, ha dichiarato.

Durante la protesta il presidio è stato sgomberato due volte dalle forze dell’ordine ma, in entrambe le occasioni, i lavoratori si sono riorganizzati tornando davanti ai cancelli del polo logistico. Momenti di tensione si sono però vissuti giovedì quando un mezzo pesante, rimasto fermo a causa della protesta, ha oltrepassato il blocco dei manifestanti.


Secondo quanto riferito dal Si Cobas, dopo l’accaduto tre lavoratori sono stati portati al pronto soccorso e successivamente dimessi con una prognosi di sette giorni. “Il camionista ha tentato di investire un lavoratore che si era posizionato davanti al mezzo, ma è stato lasciato andare dalle forze dell’ordine. Dopo quell’episodio è stato invece nuovamente sgomberato il presidio”, ha sostenuto Puppo, criticando la gestione dell’intervento.

Nella notte i manifestanti sono poi tornati davanti al magazzino e anche oggi proseguono il presidio. Ora attendono una convocazione in Prefettura ad Alessandria, confidando nell’apertura di un tavolo di mediazione. Tra le richieste considerate prioritarie resta l’allontanamento del responsabile accusato di atteggiamenti razzisti e vessatori, ma la protesta punta anche a ottenere un miglioramento delle condizioni di lavoro e del trattamento economico dei dipendenti.

 

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