domenica
5 Luglio 2026
16:45
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Far finta di essere Eco girando nella sua biblioteca appena aperta a Bologna
BOLOGNA – Che sensazione davano i migliaia di libri che Umberto Eco possedeva? Probabilmente nessuna risponderebbe lui con sarcasmo se non sapevate cosa cercare e dove. Ma ora a Bologna è possibile ammirare quella mare di sapere che lo circondava.
La “Biblioteca Eco” ha aperto le sue porte a dieci anni dalla scomparsa del semiologo e docente alessandrino. Come spiegato dall’Amministrazione comunale bolognese “è una delle più importanti biblioteche d’autore contemporanee: i libri di lavoro dello scrittore, semiologo e docente dell’Università di Bologna giungono in Ateneo, grazie alla collaborazione con la Fondazione Umberto Eco, alla donazione degli eredi allo Stato nel 2020, e alla concessione in comodato all’Università di Bologna richiesta dagli eredi stessi al Ministero della Cultura”.
La Biblioteca Eco si trova nell’ala novecentesca di Palazzo Poggi, con accesso da Piazza Puntoni 2 e conserva gran parte dell’impianto concettuale originario della raccolta. I libri sono suddivisi in sale tematiche che riprendono l’impianto della biblioteca originaria e richiamano i principali nuclei del pensiero di Eco. Accanto alla sezione letteraria spicca quella dei fumetti che amava tanto, da Snoopy a Calvin&Hobbes, e alla cultura popolare, oltre alle opere di e su Umberto Eco, alla filosofia antica e medievale, alla storia delle idee, alla semiotica, alla traduzione e alle teorie dei linguaggi. Tra gli scaffali è possibile trovare oltre 2000 opere scritte o curate da Eco in varie edizioni e traduzioni, in decine di lingue e da molti paesi, e circa 600 libri su Eco tra cui tesi di laurea e di dottorato.
Di grande rilievo anche la sua collezione di fumetti, prima su tutte quella completa di Linus, rivista co-fondata da Eco nel 1965.
La biblioteca è stata studiata e rilevata scaffale per scaffale, documentando la posizione dei volumi, le sequenze tematiche e gli accostamenti tra autori e discipline. In questo modo è stato possibile mantenere nella nuova sede bolognese i criteri di organizzazione autoriale che caratterizzavano la biblioteca originaria: il principio del “buon vicino” teorizzato da Aby Warburg e sottoscritto dallo stesso Eco, le relazioni interdisciplinari, i rimandi tra testi e le affinità tematiche che costituivano parte integrante del metodo di lavoro di Eco.
La biblioteca sarà accessibile per la consultazione e/o la visita guidata su prenotazione scrivendo a: bibliotecaeco@unibo.it. Le foto di seguito sono tratte dal profilo social del Comune di Bologna.




