Autore Redazione
venerdì
17 Luglio 2026
11:38
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Cronaca - Alessandria

“Parole vergognose e contraddittorie”: nuovo scontro sindacati-Amag Ambiente. Cgil, Cisl e Uil alzano la voce

“Parole vergognose e contraddittorie”: nuovo scontro sindacati-Amag Ambiente. Cgil, Cisl e Uil alzano la voce

ALESSANDRIA – Sono bastate alcune ore dalla pubblicazione della replica dei vertici di Amag Ambiente per scatenare la reazione dei sindacati. In un comunicato durissimo Funzione Pubblica Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti hanno risposto alle considerazioni dell’amministratore delegato Paolo Borbon e del direttore Francesco Moretti alle criticità sollevate dalle stesse parti sociali durante il tentativo di conciliazione dello stato di agitazione in Prefettura. Ad oggi le parti sono, se possibile, ancora più lontane. I segretari provinciali di categoria Francesca Voltan, Giacomo Monastra e Alessandro Porta, infatti, hanno definito “contradditorie” le dichiarazioni di Borbon e Moretti alle loro critiche sulla gestione della partecipata alessandrina. Secondo i sindacati, infatti, Borbon e Moretti “con disarmante disinvoltura non ammettono errori e scaricano responsabilità su lavoratori, cittadini, Provincia di Alessandria, fornitori e come sempre sui sindacati senza mai accollarsi nulla dei disastri che oramai da tempo mettono in campo”.

Nel merito, inoltre, Funzione Pubblica Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti hanno precisato ulteriormente i loro campanelli d’allarme lanciati in Prefettura.

  • L’azienda dice che noi facciamo delle illazioni in merito ai capitolati, però riesce difficile credere che una società come Farid nata negli anni 70 e che da metà degli anni 80 costruisce mezzi per la raccolta dei rifiuti si sbagli a tal punto da dimenticare di mettere le pedane posteriori. Il servizio prevede l’uomo dietro, di mettere gradini di salita alla cabina con altezze superiori a quelle previste dallo step test per la prova di sforzo. Avrà davvero letto male o ciò che è scritto nel capitolato è poco chiaro o mancante di alcune
    parti?
  • Abbiamo chiesto se fosse normale fare una gara per acquisire mezzi elettrici e al contempo non preoccuparsi di inserire le colonnine per la ricarica degli stessi e ci viene risposto che
    non sono un elemento determinante per la messa in Funzione. Ma se non sono determinanti per la loro funzione come mai vengono ricaricati da Amag Holding costringendo gli operatori a fare la spola per portarli e per andarli a prendere? Non sarebbe stato il caso di acquistare le colonnine subito? Quando si acquista un mezzo col motore termico arriva con la batteria o per farlo funzionare ce la facciamo prestare dal vicino?
  • In merito alla mancata partecipazione ad alcune gare l’Azienda risponde che i costruttori preferiscono aderire a quelle che prevedono forniture più importanti, ciò è decisamente strano dal momento che in un recente passato la stessa Azienda ha acquisito tramite gare mezzi per poche unità. Abbiamo anche chiesto ad altre realtà in provincia e ci confermano che pubblicano regolarmente gare per pochi mezzi e che le ditte partecipanti sono multiple.
  • In merito ai nastri trasportatori oltre ad evidenziare che per il loro acquisto è stata spesa una considerevole cifra e che sono stati spesi migliaia di euro per preparare il sito e per gli
    adeguamenti tecnici e che a quanto sembra se ne dovranno spendere altri, ci permettiamo di dire che 15 mesi sono lunghi per qualsivoglia pratica e che un’attrezzatura, tra l’altro inaugurata in pompa magna, rimasta inutilizzata per così tanto tempo richiede spiegazioni ben più approfondite di quelle date.

“È semplicemente vergognoso” hanno aggiunto le parti sociali che si banalizzi il caos organizzativo e la parziale inadeguatezza dei servizi resi alla cittadinanza accusando i lavoratori di assenteismo e i cittadini di essere maleducati. Vorremmo ricordare in primis che mancano i mezzi per svolgere un servizio regolare e che le dichiarazioni dell’A.D. e del direttore a mezzo stampa fanno chiaramente capire che il suddetto problema non vedrà soluzione in tempi brevi. Rimandiamo al mittente l’accusa di assenteismo. I lavoratori, che sono peraltro sotto organico, come dichiarato dall’Azienda in Prefettura, hanno continuato a lavorare in condizioni nelle quali l’organizzazione del lavoro non ha recepito le direttive Regionali del 29 maggio che prevedevano misure di prevenzione sull’intero territorio regionale per le attività lavorative esposte alle alte temperature. Hanno continuato a lavorare nonostante il parco mezzi fosse inefficiente ed inadeguato, vedi mancanza di aria condizionata. E’ specioso accusare le proprie maestranze di responsabilità che non hanno, ricordando a tutti che il lavoro che svolgono è considerato lavoro usurante e che l’età media dei dipendenti operativi è di 50 anni. Forse se invece di non dare seguito alle selezioni di personale degli anni scorsi, le graduatorie hanno validità biennale, oggi non solo non saremmo sotto organico ma avremmo dei baldi giovani a pulire la città. Non si possono giustificare le esternalizzazioni, peraltro date a cooperative operanti con mezzi non idonei e alle quali si danno anche attrezzature in comodato d’uso gratuito, facendo passare il pensiero che il tutto derivi dall’assenteismo e non da un’organizzazione che fa acqua da tutte le parti. Alla luce dei fatti sopra esposti ci chiediamo come sia possibile che l’universo mondo sia responsabile delle inefficienze di Amag Ambiente mentre chi ha la responsabilità di gestire l’Azienda stessa nonostante le evidenze sia immune da colpe, ci si chiede come sia possibile che un tecnico scelto dall’azienda e pagato 14.144 euro possa aver commesso degli errori, ci si chiede come sia possibile che il Responsabile Unico del Procedimento, Francesco Moretti, in qualità di responsabile della procedura non abbia verificato la congruità tecnica dei capitolati di gara. Ci si chiede inoltre come sia possibile che quando i mezzi sono stati acquistati seguendo le indicazione dei tecnici interni non ci siano stati problemi, mentre ora siamo nella palude. Sarebbe interessante capire chi pagherà ora tutto questo caos e questi costi. L’unica certezza è che cittadini e lavoratori lo stanno già facendo”.

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