Cronaca - Alessandria

Autorizzazione ambientale a Syensqo, presidio dei comitati di Spinetta: “Solo un teatrino per prendere tempo”

ALESSANDRIA – “Solo un teatrino per prendere altro tempo, a sei dalla scadenza della precedente autorizzazione”. I comitati dei cittadini di Spinetta, riuniti nella sigla “Ce l’ho nel sangue-Giustizia per Spinetta e per tutta la Fraschetta” hanno manifestato questo mercoledì mattina davanti alla sede della Provincia, in occasione della Conferenza dei Servizi chiamata a concludere il procedimento per il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale dello stabilimento Syensqo.

“Oggi eravamo fuori da quella stanza” hanno rimarcato Viola Cereda, Lorenza Neri, Nicoletta Mensi insieme al segretario di Sinistra Alessandria Eugenio Spineto “questo fatto rappresenta una sconfitta delle istituzioni. Perché tutti sapevamo che in questa vicenda la vera posta in gioco è sempre stata il tempo. Per sei anni gli enti hanno consentito a Solvay, oggi Syensqo, di continuare a produrre mentre il procedimento per il rinnovo dell’A.I.A. restava aperto. Sei anni nei quali l’azienda ha potuto continuare a sfruttare produzioni e molecole che oggi ritroviamo nell’ambiente e nel sangue delle persone che vivono nella Fraschetta”. 

I comitati hanno ribadito le tre richieste: La bonifica integrale del territorio, lo stop alla produzione e un vero protocollo sanitario con una presa in carico vera, unita a una educazione sul territorio dei medici di base”. “Con un processo penale per disastro ambientale che inizierà il prossimo 16 novembre, con analisi che hanno dimostrato la presenza di Pfas nel sangue della popolazione e con decenni di contaminazione alle spalle” hanno aggiunto i manifestanti durante il sit-in in via Galimberti “ci sembra semplicemente assurdo che si continui a discutere di cosa possa ancora essere prodotto in quello stabilimento. Gli enti e le istituzioni coinvolte nel procedimento dovrebbero interrogarsi, piuttosto, su come dare seguito alle richieste della comunità, su come fermare definitivamente la fonte di contaminazione per procedere con la bonifica e proteggere finalmente la salute pubblica. Da oggi la responsabilità di ogni ritardo nella bonifica, ogni rinvio delle decisioni, ogni nuova molecola immessa nell’ambiente, ogni omissione nella tutela delle persone esposte ricadrà anche su chi ha firmato questo provvedimento”. 

Nicoletta Mensi, del Comitato Vivere in Fraschetta, ha infine lanciato anche un appello agli operai Syensqo: “Manifestino insieme a noi, come hanno fatto in Veneto i loro colleghi della Miteni. Vogliamo che si crei un patto per la salute tra noi e loro. Noi non chiediamo di chiudere la fabbrica: sappiamo benissimo che le alternative ai pfas ci sono, è solo un problema economico”.

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