23 Luglio 2026
05:42
Al Museo d’Arte Orientale di Torino la mostra dedicata alle “53 stazioni della Tōkaidō”
TORINO – Dal 24 luglio al 29 novembre 2026 il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino ospita “Paesaggi da sogno / Dreamscapes”, la mostra dedicata alla celebre serie “Le 53 stazioni della Tōkaidō” di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento e di proprietà di UniCredit. L’esposizione riunisce 36 stampe della celebre serie con l’obiettivo di restituire al pubblico la dimensione immersiva e quasi cinematografica di quel “mondo fluttuante”. Il percorso è arricchito da alcuni oggetti della cultura materiale che accompagnavano i viaggi lungo la Tōkaidō tra XVIII e XIX secolo, offrendo uno sguardo sulla vita e sugli spostamenti nel Giappone dell’epoca Edo.
La mostra rappresenta la seconda parte di un progetto avviato dal MAO nel 2025 ed è curata da Laura Vigo, conservatrice per l’arte e l’archeologia asiatica del Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), insieme a Claudia Ramasso, conservatrice del MAO, con la collaborazione dei Musei Reali di Torino. Accanto alle vedute di Hiroshige sono esposte una sella giapponese (kura) in legno laccato con decorazioni in oro e l’album fotografico “Views of Japan” di Felice Beato, provenienti dalle collezioni dei Musei Reali di Torino. Le due opere raccontano la cultura del viaggio lungo le grandi arterie del Giappone dell’epoca Edo e dialogano con le celebri stampe.
Il progetto nasce dalla collaborazione con il Museo di Belle Arti di Montréal e propone un approccio sostenibile alla progettazione delle mostre: non sono le opere a viaggiare, ma il progetto curatoriale e l’apparato di mediazione museale. La serie conservata al MAO è infatti identica a quella del museo canadese, che nel 2024 l’ha presentata con la stessa chiave interpretativa. La mostra utilizza inoltre contenuti didattici e tecniche di comunicazione ispirate alla Visual Thinking Strategy, con l’obiettivo di rendere più accessibili i contenuti al pubblico.
Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie riscosse un successo immediato, rivoluzionando il panorama delle xilografie ukiyo-e. Stampata in oltre 15 mila copie, divenne un vero bestseller dell’epoca Edo: le singole stampe costavano quanto una ciotola di ramen e nacquero come prodotti editoriali destinati a un vasto pubblico, per essere poi riconosciute come opere d’arte soltanto nella seconda metà dell’Ottocento.
Determinante fu anche il ruolo di Takenouchi Magohachi, che contribuì non solo alla stampa e alla distribuzione, ma anche alla costruzione del concept narrativo e visivo dell’intera serie, concepita come una sorta di storyboard ante litteram. Attraverso un linguaggio innovativo, capace di fondere tradizione giapponese e suggestioni occidentali, Hiroshige trasformò il viaggio lungo la Tōkaidō, la strada di circa 490 chilometri che collegava Edo, l’attuale Tokyo, a Kyoto, in un racconto visivo sospeso tra realtà e immaginazione.
Contestualmente all’apertura della mostra, nella galleria Giappone 1 saranno esposte anche due coppie di paraventi recentemente restaurati. Una appartiene alla serie Rakuchū rakugai zu (“Vedute della capitale e dei suoi dintorni”) ed è di proprietà della Fondazione Compagnia di San Paolo; l’altra, dedicata alle battaglie di Ichinotani e Yashima della Guerra Genpei del XII secolo, fa parte della collezione del MAO.
La prima coppia di paraventi commemora il corteo dell’imperatore Go-Mizunoo in occasione del festival di Gion del 6 settembre 1626, raffigurando Kyoto tra monumenti, attività quotidiane e nuvole dorate. La seconda rievoca invece alcuni dei principali episodi della Guerra Genpei tra i clan Minamoto e Taira, con scene di battaglia che celebrano il passato guerriero del Giappone.
I paraventi e la serie di Hiroshige offrono così due punti di vista opposti sulla società giapponese: da una parte la rappresentazione del potere, destinata all’élite di nobili e samurai, dall’altra il racconto della vita quotidiana, del viaggio e del movimento, pensato per un pubblico molto più ampio.
L’accesso alla mostra è compreso nel biglietto delle collezioni permanenti.