Autore Redazione
mercoledì
29 Luglio 2026
05:30
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Cronaca - Provincia di Pavia

Imprese, Pavia torna a crescere: saldo positivo nel secondo trimestre 2026

Imprese, Pavia torna a crescere: saldo positivo nel secondo trimestre 2026

PROVINCIA DI PAVIA –   Il sistema imprenditoriale pavese torna a dare segnali di vitalità. Dopo un avvio d’anno caratterizzato da un contesto economico ancora incerto, il secondo trimestre del 2026 si chiude con un bilancio positivo per la provincia di Pavia, dove le nuove aperture di imprese hanno superato le cessazioni, confermando una ripresa che coinvolge anche il comparto artigiano. È quanto emerge dall’analisi elaborata dal Servizio Promozione e Informazione Economica della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia sulla dinamica della natimortalità delle imprese.

Tra aprile e giugno, in provincia di Pavia il saldo tra iscrizioni e chiusure è stato positivo per 195 imprese, facendo salire il numero complessivo delle aziende registrate a 44.902, con un tasso di crescita del +0,44%. Anche osservando esclusivamente le imprese attive il quadro resta favorevole: lo stock raggiunge quota 39.976 aziende, in aumento dello 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato che conferma la capacità di tenuta del tessuto economico provinciale in una fase ancora complessa.

L’analisi mette in evidenza anche un progressivo cambiamento nella struttura delle imprese pavesi. Continuano infatti a crescere le società di capitali (+1%), insieme alle cooperative e ai consorzi (+0,5%) e alle ditte individuali (+0,4%), mentre prosegue la diminuzione delle società di persone (-0,3%). Un’evoluzione che testimonia una tendenza verso modelli organizzativi più strutturati e competitivi.

Dal punto di vista settoriale, la fotografia è più articolata. I comparti tradizionali continuano infatti a mostrare segnali di sofferenza: arretrano agricoltura (-0,4%), manifatturiero (-0,2%), commercio (-0,4%), trasporti e magazzinaggio (-1,1%), alloggio e ristorazione (-0,3%) e attività immobiliari (-0,2%). A sostenere la crescita sono invece soprattutto i servizi avanzati, con incrementi nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (+0,6%), nei servizi finanziari e assicurativi (+0,9%) e nelle telecomunicazioni (+1%), settori sempre più centrali nell’economia provinciale.

Segnali positivi arrivano anche dall’artigianato, uno dei pilastri dell’economia locale. Nel secondo trimestre il comparto registra un tasso di crescita del +0,59%, con un saldo positivo di 77 imprese che porta il totale delle aziende artigiane registrate a 13.152. Le performance migliori si registrano nelle attività legate all’agricoltura (+0,9%), nelle costruzioni (+0,9%) e nei servizi amministrativi e di supporto (+0,4%). Restano invece in difficoltà il commercio (-4,7%), le attività professionali (-1,9%), il trasporto (-0,4%), la manifattura (-0,1%) e la ristorazione (-0,6%).

Il dato pavese si inserisce in un quadro positivo che interessa anche gli altri territori della Camera di Commercio. Complessivamente, nelle province di Cremona, Mantova e Pavia il tasso di crescita si attesta al +0,41%, con un saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni e 107.950 imprese registrate al 30 giugno. Un risultato che resta però leggermente inferiore alla media della Lombardia (+0,58%) e a quella nazionale (+0,56%).

Nel confronto tra i tre territori, Cremona registra il tasso di crescita più elevato (+0,45%), con 123 imprese in più e un totale di 27.696 aziende registrate, mentre le imprese attive crescono dello 0,3%. Anche qui si osserva una crescita delle società di capitali e una ripresa dell’artigianato, che chiude il trimestre con un incremento dello 0,39%.

Mantova chiude invece il trimestre con un tasso di crescita del +0,36%, frutto di un saldo positivo di 126 imprese, che porta il totale delle aziende registrate a 35.352. A differenza di Pavia e Cremona, però, le imprese attive mostrano una lieve flessione (-0,3%). A trainare la ripresa mantovana è soprattutto il comparto artigiano, che cresce dello 0,68%, il valore più elevato tra i tre territori.

Secondo il presidente della Camera di Commercio, Gian Domenico Auricchio, i dati del secondo trimestre rappresentano “un quadro incoraggiante”, caratterizzato da una ritrovata capacità di reazione del tessuto produttivo: “Pur inserendoci in un panorama lombardo che ci vede ancora rincorrere le province di vertice per tasso di crescita generale, il nostro tessuto produttivo sta dimostrando un certo grado di resilienza e capacità di reazione. Lo testimonia la tenuta delle imprese attive, che registrano un incremento in controtendenza rispetto alla flessione nazionale. Ma il segnale più rassicurante arriva dall’artigianato: dopo le criticità rilevate in avvio d’anno, questo comparto, che resta un pilastro fondamentale della nostra economia locale, torna a crescere con tassi superiori alle medie regionali e nazionali.
Tuttavia, affinché questa ripresa si trasformi in una crescita solida e duratura, occorre mantenere un livello di attenzione elevato. Resta fondamentale rafforzare e rendere sempre più accessibili le iniziative di supporto alle imprese: dalla promozione della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica, agli strumenti per l’accesso al credito, fino ai percorsi di formazione e accompagnamento. Le aziende stanno dimostrando la vitalità necessaria per affrontare le trasformazioni in atto investendo in competenze e sostenibilità; le istituzioni hanno il compito di affiancarle. Solo attraverso uno sforzo congiunto e sinergico sarà possibile colmare il divario con il resto della regione, accrescere la nostra competitività e sostenere il ruolo centrale delle imprese nello sviluppo economico dei territori”.

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