10 Agosto 2026
05:30
Imprese piemontesi, crescita al rallentatore: saldo positivo nel secondo trimestre 2026, ma pesa l’incertezza dei mercati
PIEMONTE – Il sistema imprenditoriale piemontese continua a crescere, ma con un ritmo contenuto. È questa la fotografia scattata da Unioncamere Piemonte sull’andamento anagrafico delle imprese nel secondo trimestre del 2026, un periodo che conferma la capacità di tenuta del tessuto economico regionale ma evidenzia, allo stesso tempo, le difficoltà nel generare nuova imprenditorialità in un contesto economico ancora caratterizzato da forte incertezza.
Tra aprile e giugno sono nate in Piemonte 5.708 nuove imprese, 41 in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Nello stesso arco temporale hanno cessato l’attività 3.836 aziende (al netto delle cancellazioni d’ufficio), in aumento di 54 unità rispetto alle 3.782 registrate un anno prima. Il saldo resta comunque positivo, con 1.872 imprese in più, portando il totale delle aziende registrate presso le Camere di commercio piemontesi a 416.694.
Il dato conferma una sostanziale stabilità del sistema economico regionale, ma mette anche in evidenza una crescita ancora fragile. L’incertezza dei mercati internazionali, il peso dei costi di gestione e il graduale riassestamento dei tassi di interesse continuano infatti a frenare la propensione a investire e ad avviare nuove attività. Se da un lato non si registrano aumenti significativi delle chiusure d’impresa, segnale della resilienza delle aziende già consolidate, dall’altro la nascita di nuove realtà procede con estrema cautela.
Il tasso di crescita delle imprese piemontesi si attesta così allo 0,45%, un valore inferiore alla media nazionale, ferma allo 0,56%, ma in linea con quello registrato nello stesso trimestre del 2025 e superiore allo 0,37% del secondo trimestre 2024, segnale di un progressivo consolidamento.
“Il secondo trimestre dell’anno conferma la tenuta del tessuto imprenditoriale piemontese che, pur in un contesto globale incerto, dimostra una solida capacità di resistenza, trainato dalla vitalità dei servizi e dalle strutture societarie più solide. Tuttavia, la cautela che frena la nascita di nuove aziende ci indica che occorre una scossa di fiducia: per agganciare una ripresa decisa dobbiamo accelerare sugli investimenti strategici per la transizione digitale ed ecologica. Come Unioncamere Piemonte lavoriamo in stretta sinergia con le istituzioni territoriali e nazionali affinché si mettano a terra politiche concrete, capaci di restituire slancio alla competitività del territorio e incentivare chi vuole fare impresa“, commenta Gian Paolo Coscia, presidente di Unioncamere Piemonte.
L’analisi delle diverse forme giuridiche evidenzia un sistema a due velocità. A trainare la crescita sono ancora una volta le società di capitale, che registrano il miglior risultato con un incremento dell’1,12%, ben superiore alla media regionale, arrivando a rappresentare il 23,1% dell’intero tessuto imprenditoriale piemontese. Continua invece la difficoltà delle società di persone, unico segmento in lieve diminuzione (-0,05%) e oggi pari al 19,4% del totale. Le imprese individuali, che costituiscono oltre la metà delle attività regionali (55,6%), crescono dello 0,35%, mentre le “altre forme” segnano un aumento dello 0,39%.
Dal punto di vista settoriale, il principale motore della crescita continua a essere il comparto dei servizi, che con un incremento dello 0,97% e un peso pari al 34,2% del totale delle imprese rappresenta il contributo più importante all’espansione regionale.
Buoni risultati arrivano anche dal turismo, che cresce dello 0,77%, confermando la fase positiva di un settore che rappresenta il 7% del sistema produttivo piemontese, e dalle costruzioni, in aumento dello 0,54%.
Più contenuta, invece, la crescita dell’industria manifatturiera, che si ferma allo 0,26%, mentre l’agricoltura mostra una situazione stabile con un incremento dello 0,01%. L’unico comparto in lieve flessione è il commercio, secondo settore per numero di imprese in Piemonte con il 19,2% del totale, che registra una diminuzione dello 0,02%, confermando le difficoltà già emerse negli ultimi trimestri.
La crescita interessa tutte le province piemontesi, anche se con intensità differenti. A guidare la classifica è Novara, che registra il miglior tasso di crescita regionale con un +0,63%, seguita da Torino con il +0,52%. Considerato che il capoluogo concentra oltre la metà delle imprese piemontesi (53,2%), è proprio Torino a fornire il contributo numericamente più consistente all’incremento complessivo.
Seguono Cuneo (+0,40%), Asti (+0,36%) e Vercelli (+0,35%). Più contenuti gli incrementi di Alessandria (+0,26%) e del Verbano-Cusio-Ossola (+0,25%), mentre Biella chiude la graduatoria regionale con una crescita dello 0,16%.
Il quadro che emerge dal secondo trimestre del 2026 è quello di un sistema imprenditoriale che continua a dimostrare capacità di resistenza nonostante uno scenario economico ancora complesso. La tenuta delle imprese esistenti e la buona performance dei servizi e delle società di capitale rappresentano elementi di fiducia, ma il rallentamento nella nascita di nuove attività conferma come la ripresa resti strettamente legata all’evoluzione del contesto economico internazionale e alla capacità delle politiche di sostegno agli investimenti di rafforzare la competitività del territorio piemontese.