Redazione30 Luglio 2026
18:55
Siccità, oltre 70 Comuni piemontesi riforniti con autobotti. Pronta la dichiarazione dello stato di emergenza per la crisi idrica

PIEMONTE – La crisi idrica che da settimane interessa il Piemonte compie un ulteriore passo sul piano istituzionale. La Regione ha deciso di avviare la dichiarazione dello stato di emergenza regionale, una misura resa possibile dalla nuova normativa approvata lo scorso giugno per consentire interventi più rapidi in situazioni di particolare criticità. La proposta sarà portata all’esame della Giunta regionale nella seduta di lunedì 3 agosto.
La decisione è maturata al termine del Tavolo siccità convocato dall‘assessore regionale all’Emergenza idrica, Matteo Marnati, al quale hanno preso parte le direzioni regionali competenti, Arpa Piemonte, Province, Prefetture, enti gestori del servizio idrico integrato, Anbi Piemonte, rappresentanti delle aree protette e delle associazioni agricole.
L’incontro ha fotografato un quadro definito particolarmente preoccupante. Le condizioni meteorologiche continuano infatti a peggiorare, mentre i dati raccolti dagli enti tecnici confermano una situazione di estrema sofferenza per il sistema idrico regionale.
“Alla luce dell’aggravarsi delle condizioni meteo-climatiche e dei dati tecnici emersi durante la riunione – hanno dichiarato il presidente della Regione Alberto Cirio e gli assessori Matteo Marnati, Marco Gabusi e Paolo Bongioanni – abbiamo avviato le procedure per l’attivazione dello stato di emergenza regionale. Abbiamo inoltre deciso di mantenere il Tavolo convocato in maniera permanente per monitorare costantemente l’evolversi della situazione ed essere pronti ad adottare, se necessario, misure ancora più incisive”.
Lo stato di emergenza consentirà al presidente della Regione di emanare ordinanze urgenti per affrontare la crisi, predisporre interventi straordinari a sostegno della popolazione e gestire con maggiore efficacia anche le emergenze collegate, come gli incendi boschivi che nelle ultime settimane hanno interessato diverse aree del Piemonte. In queste operazioni è stato necessario anche il supporto del Dipartimento nazionale della Protezione civile, che ha messo a disposizione la flotta aerea antincendio, compreso l’elicottero Erickson.
I numeri illustrati durante il tavolo evidenziano la gravità della situazione. Attualmente sono oltre 70 i Comuni e le frazioni serviti tramite autobotti per garantire l’approvvigionamento idrico. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 581 viaggi, con una spesa complessiva superiore ai 400 mila euro, mentre 106 amministrazioni comunali hanno già emanato ordinanze o avvisi per limitare il consumo di acqua e favorirne un utilizzo responsabile.
A rendere ancora più allarmante il quadro sono i dati di Arpa Piemonte. Il mese di luglio è destinato a entrare tra i più secchi degli ultimi settant’anni, con un deficit di precipitazioni del 55% registrato negli ultimi tre mesi. Giugno è stato inoltre il secondo mese più caldo dal 2003 e anche luglio ha fatto segnare temperature ben superiori alla media stagionale.
Le conseguenze sono ormai evidenti sull’intero territorio regionale. Fiumi, laghi e falde acquifere registrano livelli particolarmente bassi, mentre i bacini idrici hanno raggiunto i minimi stagionali. Le valutazioni dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del Distretto del Po e dell’Autorità di bacino confermano una condizione di severità elevata, con il Piemonte collocato nella fascia di massima criticità.
Le difficoltà riguardano anche il comparto agricolo, tra i settori maggiormente colpiti dalla scarsità d’acqua. Mais e soia si trovano nella fase conclusiva del ciclo produttivo, mentre il riso è nel pieno della fioritura, momento in cui il fabbisogno idrico raggiunge livelli particolarmente elevati. Una situazione che rischia di compromettere le produzioni se le condizioni meteorologiche non dovessero cambiare nelle prossime settimane.
Parallelamente continuano a crescere i costi sostenuti per garantire il servizio delle autobotti e gli altri interventi emergenziali, mentre resta elevato il rischio di incendi boschivi, che impone il mantenimento di un costante livello di allerta da parte del sistema regionale di Protezione civile.
Il Tavolo siccità rimarrà dunque operativo in maniera permanente, con il compito di raccogliere dati aggiornati in tempo reale, monitorare l’evoluzione della crisi e valutare eventuali ulteriori misure di sostegno, comprese quelle economiche che potranno essere finanziate attraverso il fondo regionale di Protezione civile. L’obiettivo della Regione è intervenire con tempestività per limitare gli effetti di una delle emergenze idriche più gravi che il Piemonte abbia affrontato negli ultimi decenni.
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