18 Settembre 2026
05:33
Bollo auto, in Piemonte oltre 1.6 milioni di esenzioni. Giunta e opposizioni si dividono su coperture e autonomia
PIEMONTE – Nel 2027 oltre 1,6 milioni di piemontesi potranno beneficiare dell’esenzione dal bollo auto o moto prevista dal decreto-legge n. 162 del 17 settembre 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. La misura riguarderà un solo veicolo regolarmente assicurato per persona e, per le automobili, si applica ai mezzi alimentati a benzina o gasolio, anche insieme ad altre forme di propulsione, con una potenza non superiore a 80 kW. L’esenzione riguarda i versamenti con scadenza ordinaria tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. Secondo i dati presentati dalla Regione Piemonte, i cittadini interessati saranno 1.416.089 proprietari di auto e 220.402 possessori di moto o scooter. L’impatto stimato dalla Regione è di circa 170 milioni di euro. Il presidente Alberto Cirio, il vicepresidente Maurizio Marrone e gli assessori Matteo Marnati e Andrea Tronzano hanno presentato i numeri piemontesi al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino. «La macchina non è un lusso. È un bene primario, che serve per vivere e lavorare e, come la casa, non deve essere tassata. Nei mesi scorsi come Regione avevamo preso l’impegno di abolire questa tassa e oggi il Governo, insieme alle Regioni, mantiene questo impegno, in maniera giusta, perché favorisce le famiglie e chi possiede un’utilitaria», ha dichiarato Cirio.
Il presidente ha inoltre definito la misura strutturale. Il testo del decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, però, disciplina al momento l’esenzione esclusivamente per il 2027. Il provvedimento, inoltre, entrerà formalmente in vigore il 2 ottobre 2026. «I cittadini piemontesi risparmieranno oltre 170 milioni di euro», ha aggiunto Cirio, sostenendo che le minori entrate saranno compensate dallo Stato senza conseguenze per il bilancio regionale. Il decreto prevede effettivamente il trasferimento delle risorse alle Regioni, mentre la quota spettante al Piemonte dovrà essere determinata con il decreto del Mef previsto entro il 31 marzo 2027.
Il vicepresidente Maurizio Marrone ha sottolineato: «È una misura che riguarda direttamente la vita quotidiana di tantissime famiglie piemontesi e interviene su una spesa che per molti è legata alla necessità di muoversi, lavorare e raggiungere i servizi». Per Matteo Marnati, «il numero così ampio delle esenzioni fotografa quanto estesa sarà la platea coinvolta dall’abolizione del bollo che entra nel vivo dei bilanci delle famiglie». L’assessore al Bilancio Andrea Tronzano ha invece evidenziato: «Per il Piemonte significa poter applicare la misura senza effetti sul bilancio regionale».
Secondo i dati della Regione, i beneficiari sarebbero 809.550 nella Città metropolitana di Torino, 163.717 in provincia di Alessandria, 85.159 nell’Astigiano, 230.977 nel Cuneese, 73.705 nel Biellese, 141.784 nel Novarese, 66.757 nel Vercellese e 64.842 nel Verbano-Cusio-Ossola. La somma dei dati provinciali coincide con il totale regionale di 1.636.491 beneficiari.
Ravetti: «Roma decide al posto del Piemonte»
Dall’opposizione è arrivata la critica del vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Ravetti, esponente del Partito Democratico: “In Consiglio regionale stiamo vivendo una situazione paradossale. In VII Commissione stiamo affrontando il tema dell’Autonomia differenziata, con la Lega che rivendica la bontà di un provvedimento che dovrebbe rafforzare il Piemonte, e lo facciamo il giorno dopo l’annuncio dell’abolizione della tassa automobilistica regionale. Cioè, mentre a Torino ci dicono “più autonomia per il Piemonte”, a Roma accentrano scelte che, peraltro, competono al Piemonte», ha dichiarato Ravetti.
«Al bilancio del Piemonte verranno meno 500 milioni di euro: lo Stato garantirà in altro modo queste risorse ai piemontesi, oppure Cirio e la sua maggioranza taglieranno servizi per 500 milioni? Ancora una volta la politica ha rinunciato ad approfondire nel merito i problemi e le conseguenze delle scelte adottate».
M5s: «Cirio due facce»
Critiche anche dal Movimento 5 Stelle. La capogruppo Sarah Disabato e i consiglieri Alberto Unia e Pasquale Coluccio hanno contestato in particolare le precedenti decisioni della Regione sulle agevolazioni automobilistiche. «Cirio “due facce”. Proprio lui, che oggi festeggia in pompa magna la notizia, non si è mai fatto scrupoli nel ripristinare la tassa che ha definito “ingiusta”. Uno dei suoi primi atti subito dopo le elezioni fu proprio quello di ripristinare il bollo per le auto ibride, cancellando l’esenzione prevista per i primi cinque anni», affermano i consiglieri. Il M5s ha richiamato anche un’altra decisione regionale: «Per il 2024, anno delle elezioni, la Regione aveva previsto un’ulteriore esenzione per i veicoli benzina/Gpl e benzina/metano che avevano già terminato i cinque anni di esenzione. Dal 2025, però, questa agevolazione non è stata rinnovata». «Insomma, i cittadini sono stati traditi a più riprese solo sul bollo, così come su altre partite, a partire dall’aumento dell’Irpef», proseguono Disabato, Unia e Coluccio.
I tre consiglieri hanno sollevato quindi il tema delle coperture: «E se fosse vero che il gettito mancante verrà colmato in prima battuta dai risparmi del Pnrr lasciato in dote dal Governo Conte, allora possiamo dire che i proclami di Cirio e Meloni diventano ancora più ridicoli. Dove troveranno le coperture per gli anni successivi? Pensano di continuare a vivere di rendita e, semplicemente, scaricheranno la patata bollente a chi verrà dopo di loro?».
Avs: «Promessa elettorale al buio»
Anche Alleanza Verdi Sinistra ha contestato il provvedimento, concentrandosi sul rapporto tra Stato e Regioni e sulle risorse necessarie per compensare il mancato gettito. «Se non fosse che in Italia e in Piemonte sempre più persone non arrivano a fine mese e in auto non si riescono più a muovere per via dei rincari del carburante, farebbe quasi ridere essere impegnate in Commissione a discutere della parodia di autonomia differenziata nello stesso giorno in cui il Governo taglia i bolli auto, dando l’ennesimo colpo alle finanze regionali», sostiene Avs. “Scopriamo da Cirio e Tronzano che per il Piemonte si tratterebbe “solo” di 180 milioni, che secondo loro verranno interamente coperti da Roma. Ma con che risorse?».
Avs concentra quindi le critiche sull’utilizzo di risorse legate al Pnrr: «Ma davvero si vogliono spendere miliardi che dovevano servire per investimenti e spesa corrente sanitaria per pareggiare gli effetti del caro benzina su cui il Governo nulla è stato in grado di fare? Ammesso e non concesso che si possa fare, e lo vedremo nei prossimi mesi, è l’ennesimo gioco delle tre carte: soldi che non sono stati spesi per rafforzare servizi essenziali oggi verrebbero utilizzati per coprire ammanchi di entrate che servirebbero proprio a quei servizi, sanità e trasporti in primis».
Il gruppo pone inoltre l’accento sui tempi della compensazione: «Il decreto prevede che la ripartizione per Regioni vada fatta con decreto attuativo entro il 31 marzo 2027. Non vorremmo essere nei panni dell’assessore Tronzano, che a dicembre si troverà a dover presentare un bilancio preventivo con 180 milioni in meno, in attesa che le promesse si adempiano». Avs è intervenuta infine sul fronte ambientale: «Nell’estate in cui la crisi climatica ha manifestato con ferocia i suoi effetti, è quasi offensivo che il Governo preveda una misura che vale solo per le auto con motore a scoppio e non per le elettriche, che in buona parte di Italia pagano il bollo dopo cinque anni dall’immatricolazione. Ed è poi impressionante il dato sul Piemonte. Nel 2025 il bollo auto in Piemonte valeva 512 milioni di Euro: l’esenzione cuba 180 milioni, “solo” il 35% del totale. Il dato è che su circa 3 milioni di veicoli circolanti, circa 1,4 milioni hanno potenza superiore agli 80 kw/h oppure sono sono seconde auto intestate al medesimo intestatario. E poi ci stupiamo di essere la Regione con la peggiore qualità dell’aria d’Europa”.