Autore Redazione
giovedì
10 Settembre 2026
15:00
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Cronaca - Alto Piemonte - Piemonte - Vercelli

Giorgia Meloni apre Risò a Vercelli: riflettori sul futuro della risicoltura

Giorgia Meloni apre Risò a Vercelli: riflettori sul futuro della risicoltura

VERCELLI –  Sarà la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a inaugurare venerdì 11 settembre a Vercelli la seconda edizione di Risò, la manifestazione che per tre giorni trasformerà la capitale piemontese del riso in un punto di riferimento nazionale ed europeo per il confronto sul futuro della risicoltura.

L’appuntamento con la premier è fissato alle 11 sul sagrato della Basilica di Sant’Andrea, dove prenderà ufficialmente il via il festival in programma fino a domenica 13 settembre. L’evento, nato per promuovere una delle principali eccellenze agroalimentari piemontesi, sarà anche occasione di confronto sulle grandi questioni economiche e politiche che interessano il comparto.

Il Piemonte, primo produttore di riso in Europa, porterà infatti a Vercelli i temi che oggi preoccupano maggiormente aziende e operatori: la concorrenza proveniente dai mercati extraeuropei, l’aumento dei costi di produzione, le conseguenze delle tensioni internazionali, le condizioni climatiche e, soprattutto, la disponibilità e la gestione dell’acqua.

Accanto a Giorgia Meloni sarà presente il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. Il ministro parteciperà venerdì pomeriggio al convegno istituzionale insieme al direttore generale della Fao Qu Dongyu, al vicedirettore Maurizio Martina e al presidente dell’Ice Matteo Zoppas. Sabato mattina interverrà invece al confronto dedicato al futuro della risicoltura europea.

Per il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni, la presenza della presidente del Consiglio rappresenta un riconoscimento dell’importanza raggiunta dalla manifestazione e dell’attenzione riservata al comparto.

Il riso, sottolineano Cirio e Bongioanni, è un prodotto simbolo della cucina italiana e una delle eccellenze agroalimentari che il Piemonte sta promuovendo sui mercati nazionali e internazionali. Dietro l’immagine di un prodotto conosciuto in tutto il mondo, tuttavia, c’è una filiera che deve affrontare problemi sempre più complessi e che chiede strumenti per restare competitiva.

La Regione rivendica in questo senso una serie di interventi messi in campo negli ultimi anni. Uno dei principali riguarda i pagamenti della Politica agricola comune. Nel 2024, ultima annualità disponibile a consuntivo, oltre al sostegno disaccoppiato sono stati erogati alle 1.533 aziende risicole piemontesi più di 42 milioni di euro, per un contributo medio di circa 27 mila euro per impresa.

Un sostegno che, secondo la Regione, ha contribuito soprattutto alla tenuta delle aziende medie e piccole e ha permesso di salvaguardare la superficie coltivata. Gli ettari destinati alla produzione di riso sono infatti passati da 110.215,76 a 113.647,47.

Sul fronte dei pagamenti, l’intesa tra Regione Piemonte, Arpea e Agea ha inoltre introdotto procedure e strumenti tecnologici con l’obiettivo di ridurre i tempi necessari per far arrivare le risorse alle aziende.

Nuovi aiuti contro il caro fertilizzanti

Un’altra questione aperta è quella dei costi di produzione. Il continuo rincaro dei fertilizzanti, legato anche alle guerre e alle tensioni internazionali, ha avuto conseguenze rilevanti sulle aziende agricole e sulla risicoltura.

I regolamenti approvati dall’Unione europea nel mese di luglio mettono ora a disposizione dell’Italia nuove risorse. La quota destinata al Piemonte viene stimata dalla Regione in circa 20 milioni di euro.

Il sistema previsto dovrebbe consentire di trasferire i ristori direttamente da Agea alle aziende interessate che hanno presentato la domanda unica Pac per il 2026, evitando ulteriori procedure a carico degli agricoltori.

Acqua e irrigazione, la sfida decisiva per il futuro delle risaie

Se competitività e costi rappresentano una parte del problema, l’altra grande partita si gioca sull’acqua. La gestione della risorsa idrica è ormai uno dei temi strategici per garantire il futuro della produzione risicola piemontese.

Attraverso il Csr 2023-2027 sono già stati stanziati 29 milioni di euro per le infrastrutture irrigue, ai quali si aggiungono ora altri 3,3 milioni destinati all’apertura di un nuovo bando e allo scorrimento delle graduatorie dei precedenti.

Altri 20 milioni in cinque anni hanno permesso a 199 aziende risicole di continuare a praticare la tradizionale semina in sommersione, metodo che contribuisce anche alla ricarica delle falde freatiche.

Il quadro degli interventi comprende inoltre i bandi per la meccanizzazione e l’agricoltura digitale, le misure per favorire l’ingresso dei giovani agricoltori e un investimento da un milione di euro destinato al ripristino e alla rinaturalizzazione di 21 fontanili e aree umide delle risaie.

Il prossimo passaggio annunciato dalla Regione sarà la riforma della governance irrigua. Il disegno di legge destinato ad arrivare in Commissione consiliare comprenderà anche il nuovo Piano regionale dei piccoli e medi invasi, attraverso il quale si punta a programmare la disponibilità e la gestione dell’acqua nel medio e lungo periodo.

A Vercelli si discute anche il futuro del riso europeo

Risò avrà però una dimensione che supera i confini piemontesi. Uno degli appuntamenti centrali è infatti in programma sabato 12 settembre alle 9, nella sala di piazza Zumaglini 14, con l’incontro “Il futuro del settore risicolo in Europa: qualità, sicurezza alimentare e competitività”.

Al centro della discussione ci sarà il parere sul futuro del riso europeo promosso dal presidente Cirio, che ne è relatore al Comitato europeo delle Regioni, dove guida la delegazione italiana.

Il documento è in fase di preparazione e dovrebbe essere approvato dalla commissione Nat, competente per le Risorse naturali, nel mese di ottobre, per poi passare all’Assemblea plenaria a dicembre.

Al tavolo di Vercelli siederanno, insieme a Cirio, il ministro Lollobrigida, l’assessore Bongioanni, il presidente della Provincia Davide Gilardino, il sindaco Roberto Scheda, la presidente dell’Ente Nazionale Risi Natalia Bobba, le organizzazioni agricole Confagricoltura, Coldiretti e Cia e i rappresentanti della filiera.

L’obiettivo è portare a Bruxelles le esigenze di un settore che deve riuscire a competere con le produzioni provenienti da Paesi extraeuropei mantenendo gli standard di qualità, sicurezza alimentare e sostenibilità richiesti agli agricoltori dell’Unione.

Dal campo alla tavola: il riso diventa anche promozione turistica

I tre giorni di Risò saranno anche una grande vetrina dedicata al territorio. La Regione punta infatti sul marchio “Eccellenza Piemonte – Piemonte Is”, già utilizzato per identificare manifestazioni di qualità e che in futuro potrebbe comparire anche sulle confezioni dei prodotti.

La strategia è quella di legare sempre più strettamente agroalimentare e turismo, utilizzando le eccellenze della tavola come strumento per raccontare e promuovere i territori.

Una scelta che si inserisce in una fase positiva per il turismo piemontese: a luglio 2026 le presenze sono aumentate del 9,9% rispetto allo stesso periodo del 2025, dato che, secondo la Regione, colloca il Piemonte al primo posto nazionale per crescita.

Durante Risò non mancherà naturalmente la parte dedicata alle degustazioni. Venerdì sera lo Spazio Eccellenza Piemonte ospiterà vini e prodotti tipici regionali a cura dell’Enoteca regionale di Gattinara e dell’Alto Piemonte.

Sabato, dalle 12 alle 13, sarà protagonista “Riso’n’Roll – Fassushi Edition”, con lo show cooking della chef Emanuela Gaia, mentre dalle 18 alle 19 arriverà “Maccagno in risaia”, realizzato insieme al Distretto del cibo delle Valli Biellesi, della Baraggia e della pianura vercellese.

Domenica, dalle 11 alle 12, la chiusura gastronomica sarà affidata a “Riso, passione e novaresità: le eccellenze in scena”, con il Distretto del cibo Novara e Laghi.

Tra la presenza di Giorgia Meloni, il confronto con il Governo e le istituzioni europee e gli appuntamenti dedicati alla filiera, Vercelli si prepara così a vivere tre giorni nei quali il riso sarà molto più di un prodotto da promuovere. Sarà soprattutto il punto di partenza per discutere del futuro di migliaia di aziende, della tutela delle risaie e dell’acqua e della capacità del Piemonte di difendere sui mercati internazionali una delle produzioni che maggiormente ne caratterizzano economia, paesaggio e identità.

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