28 Agosto 2026
10:15
Radioterapia contro i tumori gastrointestinali: l’esperienza di Novara nelle nuove linee guida nazionali
NOVARA – Anche Novara tra i protagonisti della definizione delle nuove raccomandazioni per l’utilizzo della radioterapia di precisione nel trattamento dei tumori gastrointestinali. Il professor Pierfrancesco Franco, direttore della SCDU di Radioterapia Oncologica dell’AOU “Maggiore della Carità” di Novara e professore associato di Diagnostica per immagini e radioterapia al Dipartimento di Medicina traslazionale dell’Università del Piemonte Orientale, è infatti tra i venti esperti italiani che hanno sottoscritto il nuovo documento dedicato all’impiego delle più avanzate tecniche di Radioterapia Guidata dalle Immagini (IGRT).
Le raccomandazioni riguardano in particolare il trattamento dei tumori gastrointestinali localizzati nell’addome superiore, tra cui quelli che interessano pancreas, stomaco, fegato e vie biliari, aree nelle quali la precisione dell’irradiazione assume un’importanza fondamentale per colpire il tumore cercando, allo stesso tempo, di preservare il più possibile gli organi e i tessuti sani circostanti.
Le nuove linee guida sono state pubblicate sulla rivista scientifica Oncologie e rappresentano il risultato del lavoro di venti professionisti provenienti da tutta Italia. Il gruppo comprende radioterapisti oncologi, fisici medici e tecnici di radioterapia con una consolidata esperienza nel trattamento delle neoplasie dell’addome superiore.
Gli esperti hanno individuato sedici aspetti considerati fondamentali per una corretta applicazione clinica delle tecniche più avanzate di radioterapia di precisione. L’obiettivo è definire criteri condivisi che possano diventare un punto di riferimento per i centri italiani e contribuire a garantire standard qualitativi uniformi nel trattamento dei pazienti.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione di tre realtà scientifiche e professionali nazionali: AIRO, Associazione Italiana di Radioterapia e Oncologia Clinica, AITRO, Associazione Italiana Tecnici di Radioterapia Oncologica, e AIFM, Associazione Italiana di Fisica Medica.
Uno degli aspetti centrali riguarda la possibilità di adattare il trattamento alle caratteristiche del singolo paziente e, in particolare, ai movimenti determinati dalla respirazione. Quando si interviene sull’addome superiore, infatti, gli organi e lo stesso bersaglio tumorale possono modificare la propria posizione durante gli atti respiratori. Per questo la capacità di controllarne gli spostamenti diventa essenziale per aumentare la precisione della terapia.
“Una radioterapia altamente accurata – ha spiegato il professor Franco – richiede un monitoraggio personalizzato del movimento respiratorio del paziente, l’impiego di marcatori di riferimento in casi selezionati e l’utilizzo quotidiano della tomografia computerizzata integrata nei moderni acceleratori lineari“.
La tecnologia, tuttavia, rappresenta solo una parte del percorso. Altrettanto importante è individuare con grande accuratezza sia il volume tumorale da trattare sia gli organi sani che si trovano nelle immediate vicinanze.
“Fondamentale è inoltre una precisa identificazione dei volumi tumorali e degli organi sani circostanti – ha aggiunto Franco – così da ottimizzare l’efficacia del trattamento e ridurre gli effetti sui tessuti non coinvolti“.
In questo processo hanno un ruolo significativo anche i sistemi avanzati di immobilizzazione, utilizzati per consentire al paziente di mantenere una posizione il più possibile stabile e riproducibile durante le sedute di irradiazione. Precisione delle immagini, controllo della respirazione e stabilità della posizione concorrono quindi a rendere il trattamento sempre più mirato.
Alla definizione delle raccomandazioni ha contribuito l’esperienza maturata negli anni dalla Radioterapia Oncologica di Novara, impegnata sia nell’attività clinica sia nella ricerca sulle tecnologie applicate ai trattamenti oncologici.
“È stato determinante – ha sottolineato il professor Franco – il contributo del gruppo della Radioterapia Oncologica di Novara, impegnato da anni nella ricerca scientifica e nell’applicazione delle più innovative metodiche di imaging, tra cui TC, Risonanza Magnetica e PET/TC, integrate con strategie personalizzate di controllo respiratorio ed individualizzazione dei trattamenti oncologici“.
Le nuove raccomandazioni puntano dunque a diventare un riferimento per i centri italiani impegnati nella radioterapia oncologica e sottolineano anche la necessità di un approccio multidisciplinare. Trattamenti di questa complessità richiedono infatti la collaborazione di differenti professionalità, dai medici radioterapisti oncologi ai fisici sanitari fino ai tecnici specializzati.
La presenza del professor Pierfrancesco Franco nel gruppo nazionale di esperti rappresenta infine un riconoscimento dell’esperienza sviluppata a Novara nel campo della radioterapia oncologica e del contributo del centro alla ricerca e all’introduzione delle tecniche più innovative per rendere i trattamenti sempre più precisi e personalizzati.