Cronaca - Alessandria - Provincia di Alessandria

Il Questore Sergio Molino saluta la Polizia dopo 37 anni: “Non lavorate per la carriera, lavorate perché ci credete”

ALESSANDRIA – Voleva fare il poliziotto, anzi, “il vero sbirro”. E Sergio Molino lo ha fatto per la maggior parte dei suoi 37 anni nella Polizia di Stato. A pochi giorni dalla pensione, per il Questore di Alessandria è arrivato il momento dei saluti. Nel cortile della Questura si sono radunati funzionari e poliziotti, insieme al Prefetto di Alessandria, Alessandra Vinciguerra, e al Vicario del Questore, Sara Mancinelli. E il saluto inevitabilmente istituzionale è diventato presto personale.

Nel ripercorrere la sua carriera in Polizia, Molino ha scelto di partire dalle persone che ne hanno condiviso sacrifici e soddisfazioni. Prima di tutti, la sua famiglia. Soprattutto i 22 anni alla Squadra Mobile di Torino, la sua città, hanno sottratto molto tempo alla vita privata. Sono stati però anche gli anni in cui Molino ha potuto fare più a lungo il mestiere che aveva immaginato per sé fin da bambino. Poi la carriera lo ha portato verso altri incarichi, prima come vicario e quindi come Questore. “A quel punto, secondo me, ho cambiato lavoro” ha scherzato: meno operatività, molte più responsabilità e un modo completamente diverso di vivere la Polizia.

Un lavoro al quale Molino sembra essere arrivato anche per una coincidenza del destino. Si laureò il 22 novembre 1988, appena un giorno dopo la scadenza del concorso in Polizia. Il termine, però, quell’anno venne prorogato e riuscì a presentare la domanda.  Da lì è iniziato un percorso durato 37 anni. Nel suo saluto, Molino ha lasciato sullo sfondo incarichi e promozioni. Per spiegare ciò che conta davvero ha ricordato una targa ricevuta anni fa dai suoi colleghi, sulla quale era stata incisa una frase che era solito ripetere: “Non lavorate per la carriera, ma lavorate perché ci credete“. Sotto, i colleghi avevano aggiunto: “E noi, grazie a te, ci abbiamo creduto“. Un ricordo che ancora oggi considera tra i riconoscimenti più importanti.

Fiducia e spirito di squadra sono stati il filo conduttore anche dei cinque anni trascorsi da Questore di Alessandria. Molino ha parlato di rapporti costruiti su “lealtà, collaborazione, professionalità e fiducia”, ringraziando tutto il personale degli uffici e i poliziotti che hanno lavorato con lui. Un aspetto sottolineato anche dal Vicario Sara Mancinelli, che ha descritto Molino come un dirigente “professionalmente preparato, equilibrato, umano” capace soprattutto di creare “una squadra“.

Tra i rapporti costruiti negli anni alessandrini, Molino ha dedicato un ringraziamento particolare al Prefetto, Alessandra Vinciguerra. La sua presenza nel cortile della Questura, ha sottolineato, è stata per lui la testimonianza della vicinanza dimostrata in questi anni alla Polizia di Stato. “Non sempre Prefetto e Questore vanno d’accordo”, ha osservato Molino strappando qualche sorriso. Con Vinciguerra, invece, ha raccontato di aver trovato “un’intesa immediata”, consolidata tra tavoli, comitati e decisioni delicate.

Nel suo bilancio Molino non ha nascosto neppure quanto il lavoro del Questore sia diventato più complesso negli ultimi anni: “Chi ci tira per la giacchetta di qua, chi ci tira per la giacchetta di là. Tutti ci vogliono quasi sotto casa”. Le pressioni legate alla percezione di sicurezza che negli ultimi anni si è indebolita gli hanno fatto attendere il momento della pensione “con una certa impazienza”. Alla fine, però, il bilancio è positivo. “Sono felice di quello che ho fatto”, ha detto. E alla provincia di Alessandria Molino lascia soprattutto una certezza: “La Polizia c’è”. Una Polizia che, nonostante le difficoltà, sta vedendo arrivare nuove forze. E proprio ai tanti giovani poliziotti presenti nel cortile della Questura Molino ha rivolto lo sguardo: “Sono sicuro che le giovani generazioni sapranno trasmettere il loro entusiasmo e le loro capacità di innovazione anche alla Polizia di Stato”.

 

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