Autore Redazione
lunedì
19 Ottobre 2026
16:14
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Cronaca - Novi Ligure - Provincia di Alessandria

Ex Ilva di Novi Ligure, il vescovo Marini scrive ai lavoratori: “Non siete soli, serve un’alternativa alla chiusura”

Ex Ilva di Novi Ligure, il vescovo Marini scrive ai lavoratori: “Non siete soli, serve un’alternativa alla chiusura”

NOVI LIGURE (AL) – Un messaggio di solidarietà, vicinanza e speranza, ma anche un appello a trovare soluzioni concrete per salvaguardare i posti di lavoro. Il vescovo della Diocesi di Tortona, monsignor Guido Marini, ha scritto una lettera ai lavoratori dell’ex Ilva di Novi Ligure e alle loro famiglie, dopo le recenti notizie sulla fermata temporanea generale degli stabilimenti di Acciaierie d’Italia.

Nella lettera, datata 18 ottobre, il vescovo esprime forte preoccupazione per il futuro dello stabilimento novese e per le conseguenze che un’eventuale chiusura definitiva potrebbe avere sull’occupazione e sull’intero territorio.

“La recente notizia della fermata temporanea generale degli stabilimenti di Acciaierie d’Italia, compreso quello di Novi Ligure, sta destando non poche preoccupazioni sul vostro futuro e su quello delle vostre famiglie”, scrive Marini, unendosi all’appello del sindaco di Novi Ligure affinché venga individuata una soluzione capace di scongiurare una crisi irreversibile.

Il vescovo chiede un impegno concreto da parte di tutti i soggetti coinvolti per tutelare non soltanto i dipendenti dello stabilimento, ma anche i lavoratori dell’indotto. Richiamando i principi della Dottrina Sociale della Chiesa, sottolinea la centralità della dignità umana e dei diritti dei lavoratori.

“Il lavoro è per l’uomo e non l’uomo per il lavoro“, ricorda Marini, evidenziando la necessità di favorire il dialogo tra lavoratori, aziende e istituzioni, evitando che la situazione possa arrivare a livelli di esasperazione.

Da qui la richiesta di una prospettiva concreta per il futuro dell’ex Ilva: “La complessità dei problemi richiede una visione lungimirante e un’alternativa certa alla chiusura definitiva dello stabilimento dell’ex Ilva: due richieste che vi potranno restituire prospettiva e fiducia”.

Marini ricorda inoltre che, insieme all’arcivescovo di Genova, ha più volte espresso preoccupazione per la situazione siderurgica, anche attraverso comunicati congiunti diffusi nelle ultime settimane. Un’attenzione che, assicura, continuerà anche nei prossimi mesi, seguendo da vicino l’evoluzione della vicenda.

Particolarmente sentito il passaggio rivolto direttamente ai dipendenti e alle loro famiglie: “Vi invito a non cedere allo sconforto e a non avere paura: non siete soli! Il vostro Vescovo, insieme alla Chiesa che vive a Tortona, è accanto a voi e prega per il vostro futuro”.

Il presule ricorda anche il legame personale con lo stabilimento di Novi Ligure, dove in passato ha celebrato alcune Messe, incontrando i lavoratori e conoscendo da vicino la realtà produttiva.

“Ben conosco il valore di ciò che fate e apprezzo il vostro impegno quotidiano, i vostri sacrifici, la vostra dedizione”, scrive il vescovo, ricordando come proprio il contributo dei dipendenti abbia permesso all’azienda di conquistare negli anni un ruolo di primo piano nell’economia nazionale e internazionale. “È un patrimonio che non può andare disperso!”, aggiunge.

La lettera si conclude con la disponibilità del vescovo all’ascolto e al sostegno morale e spirituale dei lavoratori, accompagnata da una preghiera e dall’affidamento delle famiglie alla protezione della Madonna Lagrimosa, patrona di Novi Ligure.

Un messaggio che, accanto alla vicinanza della Chiesa, ribadisce soprattutto la necessità di risposte concrete per evitare che la crisi dell’ex Ilva comprometta definitivamente il futuro occupazionale di centinaia di famiglie e del territorio novese.

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