Autore Redazione
giovedì
22 Ottobre 2026
14:30
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Cronaca - Alessandria

Ad Alessandria nasce FIBRA, la sartoria sociale che crea opportunità di lavoro e autonomia per donne in difficoltà

Ad Alessandria nasce FIBRA, la sartoria sociale che crea opportunità di lavoro e autonomia per donne in difficoltà

ALESSANDRIA –  Ad Alessandria il cucito diventa uno strumento di inclusione sociale, autonomia economica e inserimento lavorativo. Con il progetto “Ri-ciclo Ri-cucio Ri-nasco” prende forma FIBRA – Sartoria Sociale, una realtà che punta a trasformare le competenze artigianali acquisite dalle donne in situazioni di fragilità in concrete opportunità di occupazione e riscatto personale.

L’iniziativa rappresenta l’evoluzione di un percorso già avviato sul territorio attraverso il progetto “Il Filo di Arianna”, realizzato con il coinvolgimento dell’APS Colibrì e dell’Associazione Don Angelo Campora. Un’esperienza che ha permesso a oltre cento donne di partecipare a laboratori di cucito, macramè e altre tecniche artigianali, affiancando alla formazione occasioni di socializzazione e accompagnamento verso il mondo del lavoro.
Ora l’obiettivo è compiere un passo ulteriore, passando dai laboratori formativi a una vera attività produttiva, capace di confrontarsi con il mercato e creare lavoro retribuito.

Un ruolo centrale sarà svolto da Borsalino, che diventerà il primo cliente della sartoria sociale, mentre la gestione operativa sarà affidata alla cooperativa sociale La Ruota.
Il progetto prevede laboratori di sartoria, intreccio, riparazione e rivisitazione di abiti e biancheria, oltre ad attività di stireria. Particolare attenzione sarà dedicata al recupero e al riutilizzo dei tessuti, con l’obiettivo di coniugare sostenibilità ambientale e inclusione sociale. Alla formazione artigianale si affiancheranno corsi di marketing, alfabetizzazione informatica, sicurezza sul lavoro e coaching d’impresa, per favorire anche eventuali percorsi di autoimprenditorialità.

Non mancheranno strumenti di sostegno alla partecipazione delle donne con figli, soprattutto delle madri sole prive di una rete familiare di supporto. È infatti previsto un servizio di babysitting, insieme a laboratori mamma-bambino, un circolo del cucito dedicato alla socializzazione e alla collaborazione e alla realizzazione di podcast in collaborazione con le radio locali.

Per l’assessora alle Politiche sociali del Comune di Alessandria, Roberta Cazzulo, il progetto rappresenta un’evoluzione importante delle politiche di welfare cittadine. “Questo percorso fa un salto di qualità, trasformandosi da laboratorio formativo a reale opportunità occupazionale e di impresa sociale”, sottolinea, evidenziando il valore della collaborazione tra istituzioni, privati e Terzo Settore.

Al centro dell’iniziativa c’è soprattutto il tema dell’indipendenza economica femminile. “L’indipendenza economica non è solo un dato statistico: è lo strumento fondamentale per garantire la dignità, la libertà e l’autodeterminazione di ogni donna”, osserva Cazzulo, ricordando l’importanza di servizi come il babysitting per aiutare le donne a conciliare lavoro e responsabilità familiari.

Anche l’assessora alle Politiche giovanili, Vittoria Oneto, sottolinea il valore della trasformazione di uno spazio in un luogo di produzione e inclusione. “È particolarmente bello e significativo vedere uno spazio che ha trovato una nuova vita, trasformandosi in un luogo vivo che oggi dà lavoro, dignità e prospettive alle persone”, afferma, indicando nella collaborazione tra istituzioni e Terzo Settore un elemento decisivo per la riuscita del progetto.

La partecipazione di Borsalino costituisce uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa, perché permette alla nuova sartoria di avviare un rapporto concreto con il mondo produttivo. Una scelta che richiama anche la storia dell’azienda alessandrina, profondamente legata al lavoro femminile.
“Generazioni di donne hanno contribuito, con il loro talento e la loro dedizione, a costruire la storia e il prestigio della nostra Maison”, ricorda Sasha Camperio, vicepresidente della Fondazione Borsalino. Per questo, aggiunge, “essere il primo cliente del laboratorio sartoriale della cooperativa La Ruota è per noi motivo di grande orgoglio”.

Sulla stessa linea Fabio Bartoloni, COO di Borsalino, che vede nel progetto un’occasione per valorizzare le competenze artigianali e rafforzare il rapporto dell’azienda con Alessandria. “Il progetto rappresenta un’importante occasione per promuovere il reinserimento sociale attraverso il lavoro sartoriale”, evidenzia, ribadendo l’impegno dell’azienda a favore della comunità locale.

A tradurre questo percorso in un’attività imprenditoriale sarà la cooperativa sociale La Ruota, attraverso il nuovo marchio FIBRA – Sartoria Sociale. La cooperativa metterà a disposizione la propria esperienza nell’inserimento lavorativo e la propria struttura organizzativa per costruire una realtà produttiva in grado di rispondere anche alle esigenze delle imprese del territorio.
Come spiega Rossella Foco, legale rappresentante della cooperativa e di FIBRA, l’obiettivo è trasformare la formazione e le capacità delle partecipanti in “vere opportunità di lavoro retribuito, autonomia economica e riscatto personale”. Una prospettiva che punta a rendere la sartoria sociale non soltanto un luogo di inclusione, ma anche un’attività capace di sostenersi attraverso il lavoro.

Alla base del progetto resta il percorso costruito negli anni dalle associazioni impegnate nel sostegno alle donne. Ivana Tripodi, presidente dell’Associazione Colibrì, ricorda come la sartoria sociale sia “il positivo risultato di un lungo percorso di formazione di un nutrito gruppo di donne capaci e decise a prendere in mano il proprio futuro”.
Un risultato reso possibile grazie al sostegno di diverse realtà pubbliche e private, tra cui Intesa Sanpaolo Ente Filantropico, le Fondazioni Cassa di Risparmio di Alessandria e di Torino, Fondazione Social, Comune di Alessandria, Regione Piemonte e aziende locali. Tra queste anche la famiglia Di Menza, che ha messo gratuitamente a disposizione i futuri spazi della sartoria sociale.
L’ambizione è ora quella di consolidare ad Alessandria un punto di riferimento stabile per l’inclusione lavorativa femminile, capace di mettere in rete istituzioni, associazioni e imprese. Un progetto nel quale il recupero dei materiali si accompagna alla valorizzazione delle persone, trasformando ago, filo e competenze artigianali in nuove possibilità di autonomia e futuro.

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