28 Ottobre 2026
05:40
Imprese femminili, Lombardia prima in Italia: oltre 181mila attività e 44 miliardi di produzione
LOMBARDIA – La Lombardia guida la classifica nazionale per numero di imprese femminili, con 181.848 attività, pari al 19,4% del totale regionale, e un valore della produzione di 44 miliardi di euro. È quanto emerge dai dati di CNA Impresa Donna Lombardia, presentati durante l’evento “Insieme per un futuro senza violenza”, dedicato al rapporto tra indipendenza economica delle donne e contrasto alla violenza di genere.
L’imprenditoria femminile rappresenta una componente importante dell’economia lombarda, ma il suo valore va oltre quello strettamente produttivo. La possibilità di avviare e gestire un’attività, infatti, costituisce anche uno strumento di autonomia personale, soprattutto per le donne che vivono situazioni di dipendenza economica o di violenza.
“L’autonomia economica non è soltanto una conquista professionale, ma una condizione importante per la libertà e la possibilità di scegliere“, ha sottolineato Malisa Moretti, presidente di CNA Impresa Donna Lombardia. Moretti ha ribadito la necessità di rafforzare l’accesso al credito, la formazione e le reti di sostegno tra imprenditrici, per consentire a un numero sempre maggiore di donne di costruire il proprio futuro in modo indipendente.
A livello nazionale, tuttavia, persistono forti disuguaglianze. Secondo il rapporto Directa SIM-Istituto Piepoli, una donna su quattro in Italia non dispone di un reddito personale, mentre oltre il 30% non possiede un conto corrente individuale. A questo si aggiunge un divario nell’accesso al credito stimato in 68 miliardi di euro: meno del 20% dei finanziamenti alle famiglie è destinato alle donne, contro oltre il 34% agli uomini.
L’incontro ha acceso i riflettori anche sul fenomeno della violenza domestica. A Milano, secondo i dati della Questura, nel primo semestre del 2026 gli ammonimenti per violenza domestica sono aumentati del 24,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, passando da 2.616 a 3.247. Complessivamente, i provvedimenti sono cresciuti del 10,7%, mentre quelli relativi allo stalking sono diminuiti del 12,3%.
Si tratta di numeri che riguardano l’attività di prevenzione delle forze dell’ordine e che, da soli, non consentono di stabilire se gli episodi di violenza siano aumentati o diminuiti.
Durante l’evento, Graziella Currò, vice questore aggiunto della Polizia di Stato, ha illustrato gli strumenti disponibili per prevenire e contrastare la violenza, tra cui il Protocollo Zeus, che prevede percorsi di responsabilizzazione per le persone ammonite, e l’app YouPol, attraverso la quale è possibile segnalare anche anonimamente episodi di violenza domestica e di genere.
Al confronto hanno partecipato psicologi, esperti legali, rappresentanti delle associazioni e delle istituzioni, affrontando temi come lo stalking, la sicurezza urbana, il sostegno alle vittime e il ruolo della scuola nella prevenzione.
Tra i rappresentanti istituzionali presenti anche Federico Romani, presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Luce Meola, presidente della CPO, ed Elena Lucchini, assessora regionale alla Famiglia, solidarietà sociale, disabilità e pari opportunità.
Il messaggio emerso dall’iniziativa è che il contrasto alla violenza di genere passa anche attraverso il lavoro, l’educazione finanziaria e le opportunità imprenditoriali. Perché garantire alle donne gli strumenti per raggiungere l’indipendenza economica significa contribuire a rafforzare la loro libertà di scelta.