Autore Redazione
mercoledì
28 Ottobre 2026
09:42
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Cronaca - Vercelli

Furti in abitazioni e negozi tra Lombardia e Veneto: quattro arresti nelle province di Milano, Monza e Vercelli

Furti in abitazioni e negozi tra Lombardia e Veneto: quattro arresti nelle province di Milano, Monza e Vercelli

PROVINCIA DI VERCELLI –  Anche la provincia di Vercelli è stata interessata dall’operazione della Polizia di Stato che ha portato all’esecuzione di quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettante persone, accusate a vario titolo di numerosi furti in abitazioni e attività commerciali, oltre che di ricettazione di beni rubati e armi da fuoco.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, è stata condotta dagli investigatori della seconda Sezione della Squadra Mobile e del Commissariato Greco-Turro e i provvedimenti sono stati eseguiti nelle province di Milano, Monza e Vercelli 

Le indagini hanno permesso di ricostruire l’attività del gruppo criminale composto dai quattro uomini di 30, 36, 47 e 56 anni, che avrebbe messo a segno oltre trenta colpi tra la fine del 2025 e la prima metà del 2026, prendendo di mira abitazioni private e diversi esercizi commerciali, tra cui farmacie, bar e pizzerie, in varie province della Lombardia e del Veneto.

Secondo quanto accertato dagli investigatori, la banda agiva seguendo un’organizzazione particolarmente accurata. Prima di entrare in azione, i componenti effettuavano sopralluoghi per studiare gli obiettivi e pianificare i furti nei minimi dettagli. Per gli spostamenti utilizzavano automobili di grossa cilindrata, sulle quali venivano applicate targhe false oppure rubate, così da rendere più difficile l’identificazione dei veicoli e sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine.

Particolari anche gli accorgimenti adottati durante le incursioni. I sospettati avrebbero spento sistematicamente i telefoni cellulari per evitare di essere localizzati, servendosi inoltre di strumenti da scasso e dispositivi elettronici in grado di disturbare le frequenze radio, i cosiddetti jammer.

L’attività investigativa, sviluppata attraverso servizi di osservazione, pedinamenti e monitoraggi sul territorio, ha consentito agli agenti di ricostruire le modalità operative del gruppo e di raccogliere gli elementi che hanno portato all’emissione delle misure cautelari.

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