Autore Redazione
mercoledì
28 Ottobre 2026
10:00
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Cronaca - Provincia di Pavia

Avanzata del cemento in Lombardia: in provincia di Pavia consumato suolo pari a 111 campi da calcio

Avanzata del cemento in Lombardia: in provincia di Pavia consumato suolo pari a 111 campi da calcio

PROVINCIA DI PAVIA – Il cemento continua ad avanzare anche in provincia di Pavia. Nel 2025 il territorio pavese ha registrato un incremento netto del consumo di suolo di 79,2 ettari, collocandosi al quinto posto tra le dodici province lombarde per nuove superfici sottratte all’agricoltura e alla natura. È quanto emerge dal rapporto ISPRA Consumo di suolo, ecosistemi urbani e stato del territorio, presentato a Roma il 27 ottobre 2026.

Secondo i dati, in provincia di Pavia il suolo complessivamente consumato ha raggiunto 28.564 ettari, pari al 9,6% dell’intero territorio provinciale. Un dato inferiore alla media lombarda del 12,3%, ma che non cancella il peso delle nuove trasformazioni urbanistiche e infrastrutturali.

Il dato pavese si inserisce in un quadro regionale particolarmente preoccupante. Nel 2025 la Lombardia ha registrato un incremento netto di 982,1 ettari di suolo consumato, il valore più elevato dal 2015, anno in cui ISPRA ha avviato il monitoraggio annuale. Complessivamente, le superfici già urbanizzate o impermeabilizzate nella regione raggiungono i 292.295,6 ettari.

A guidare la classifica lombarda sul consumo di suolo è Brescia, con 160,8 ettari persi nel solo 2025, seguita da Monza e Brianza con 145,4 ettari, Milano con 145,3 e Bergamo con 120,4. Subito dopo Pavia si collocano Mantova, con 70,1 ettari, Varese con 61,7 e Cremona con 56,6.
Più contenuti, ma comunque significativi, i dati delle altre province: Como ha registrato un incremento netto di 41,9 ettari, Lodi di 39,6, Sondrio di 38,7 e Lecco di 22,5 ettari.

Il confronto cambia se si considera la percentuale di territorio già consumato. In questo caso il primato spetta a Monza e Brianza, dove il cemento occupa ormai il 41,3% della superficie provinciale, seguita da Milano con il 32,1% e Varese con il 21,1%. Pavia, con il suo 9,6%, si colloca invece al di sotto della media regionale, davanti soltanto a Sondrio, ferma al 2,7%.

In termini di superficie complessivamente consumata, Milano guida la classifica con 50.481,2 ettari, seguita da Brescia con 50.496,8 ettari, Bergamo con 33.177,4 e Pavia con 28.564. Seguono Cremona con 18.704,9 ettari, Monza e Brianza con 16.714,2, Como con 15.778,9, Lodi con 9.715,4, Lecco con 9.736,3 e Sondrio con 8.595,5. Mantova e Varese registrano rispettivamente 25.012,5 e 25.318,6 ettari.

A preoccupare Legambiente è soprattutto l‘accelerazione del consumo di suolo nell’ultimo decennio. Rispetto al 2016, il fenomeno in Lombardia ha registrato una crescita annua del 143%, nonostante la legge regionale approvata nel 2014 con l’obiettivo di limitarlo. “Questo evidente peggioramento è particolarmente grave per la Lombardia, che nel 2014 si è dotata, tra le prime regioni in Italia, di una legge per ridurre il consumo di suolo che, evidentemente, fino ad oggi ha fallito“, dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia.

Tra i principali fattori che hanno contribuito all’espansione delle superfici urbanizzate figurano le grandi infrastrutture e le opere legate alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Milano e Livigno sono infatti i due comuni lombardi che hanno registrato i maggiori incrementi nel 2025, rispettivamente con 28 e 23 ettari. In Brianza, oltre 100 ettari di nuovo consumo di suolo sono riconducibili ai comuni interessati dal tracciato dell’Autostrada Pedemontana Lombarda.

Accanto al consumo di nuove superfici, ISPRA rileva anche 111 ettari di suolo ripristinato in Lombardia, circa la metà dei quali nella Città Metropolitana di Milano. Un risultato che, secondo Legambiente, resta insufficiente rispetto alla progressiva perdita di aree naturali e agricole.
“Riportare la natura nelle città e negli agglomerati è un obiettivo vincolante imposto dal regolamento europeo per il ripristino della natura, ma è anche un impegno indifferibile per le nostre città a mitigare gli effetti della crisi climatica”, sottolinea Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia.

(in copertina immagine di repertorio tratta dal sito Unsplash)

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