2 Novembre 2026
15:14
Vercelli riscopre il suo anfiteatro romano: il 13 novembre inaugurazione e visite guidate gratuite
VERCELLI – Un anfiteatro romano di circa 130 metri per 102, con corridoi sotterranei e una lunga canaletta per il deflusso delle acque. Dopo anni di scavi e ricerche, una parte dell’antica arena di Vercelli sarà aperta al pubblico. Venerdì 13 novembre 2026, alle 11, sarà inaugurato il primo settore dell’area archeologica di Ca’ di Rat, al termine dei lavori di riqualificazione finanziati con fondi Pnrr destinati alla rigenerazione urbana. Per l’occasione, dalle 14.30 alle 17, sono previste visite guidate gratuite organizzate dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli. La prenotazione è obbligatoria e per partecipare occorre compilare il modulo di iscrizione online. L’inaugurazione rappresenta una nuova tappa del lungo percorso di recupero dell’anfiteatro e del progetto di valorizzazione del patrimonio storico e culturale della città. L’obiettivo è collegare l’area archeologica agli altri luoghi di interesse di Vercelli, dalla basilica di Sant’Andrea ai musei, fino agli affreschi di Gaudenzio Ferrari e alla mostra dedicata a Marc Chagall.
Un anfiteatro di duemila anni fa: la storia degli scavi
L’anfiteatro sorgeva nella zona sud-orientale della Vercelli romana, vicino al porto-canale e ai suoi magazzini. Era un grande edificio destinato agli spettacoli gladiatori, del quale gli scavi hanno riportato alla luce corridoi sotterranei e una lunga canaletta utilizzata per il deflusso delle acque. L’importanza della città in epoca romana è testimoniata anche dallo storico Tacito, che nelle Historiae cita Vercelli insieme a Milano, Novara e Ivrea tra i “firmissima transpadanae regionis municipia”, ovvero i municipi più saldi della regione transpadana. Il riferimento non riguarda direttamente l’anfiteatro, ma testimonia il rilievo dell’antica Vercellae. Dell’esistenza dell’edificio si aveva notizia già nell’Ottocento. Nel 1874 Luigi Bruzza, nelle Iscrizioni antiche vercellesi, riportò il racconto di un erudito della seconda metà del Cinquecento che aveva osservato i ruderi dell’anfiteatro. Le strutture ancora visibili furono successivamente demolite per lasciare spazio alle fortificazioni sabaude.
I primi resti correttamente attribuiti all’anfiteatro riemersero nel 1928, durante i lavori alla roggia Molinara. Altre strutture furono individuate nel 1994 a Ca’ di Rat, mentre le campagne di scavo condotte tra il 2006 e il 2010 e successivamente nel 2024-2025 hanno permesso di ricostruire meglio le dimensioni e le caratteristiche dell’edificio. La data della costruzione non è ancora certa. Secondo l’ipotesi tradizionale, l’anfiteatro sarebbe stato realizzato tra l’ultimo quarto del I secolo e l’inizio del II secolo dopo Cristo.
Più precisi sono invece gli indizi relativi alla fine del suo utilizzo. Oltre 20 monete rinvenute negli strati di abbandono dei sotterranei permettono di collocare questi ultimi nella seconda metà del IV secolo. A quel periodo potrebbe risalire anche l’abbandono dell’intero anfiteatro. Nell’area sono state individuate anche le fondazioni delle fortificazioni costruite molti secoli dopo, tra cui quelle legate al rivellino voluto da Carlo Emanuele I di Savoia.
Il progetto per ampliare l’area archeologica
Il soprintendente Federico Barello ha ricordato il lungo percorso di recupero, avviato con il Comune fin dal 1999, anno del primo provvedimento di tutela. “Si tratta della conclusione di un lungo percorso avviato in collaborazione con l’Amministrazione comunale sin dall’apposizione del primo strumento di tutela, nel 1999, e oggi pervenuto alla prima tappa fondamentale, l’apertura alla comunità vercellese e a tutti i visitatori del primo settore di area archeologica e parco pubblico, lungo corso de Rege”. L’obiettivo è collegare il settore lungo corso de Rege con l’altra area di scavo in viale Rimembranza, per consentire ai visitatori di comprendere meglio le dimensioni dell’antico anfiteatro. Per il valore dell’intervento, la Soprintendenza ha inoltre proposto al Ministero l’inserimento del progetto nel “Piano Olivetti per la Cultura”.
Dall’anfiteatro alla basilica di Sant’Andrea: Vercelli racconta duemila anni di storia
Il recupero dell’anfiteatro vuole diventare anche un’occasione per promuovere il patrimonio culturale della città. “È l’occasione per far conoscere meglio Vercelli in tutta Italia e mettere in relazione luoghi che spesso vengono visitati separatamente” ha spiegato il sindaco Roberto Scheda, che mantiene le deleghe alla Cultura e al Turismo. “Il lavoro è costruire un percorso comprensibile, che aiuti chi arriva a scoprire la città e porti benefici anche a chi ci vive”. Tra le tappe del percorso c’è la basilica di Sant’Andrea, che nel 2027 celebrerà gli 800 anni dalla conclusione della costruzione. Nel volume Terre d’acqua. I vercellesi all’epoca delle crociate, lo storico Alessandro Barbero individua nella rapidità del cantiere medievale una testimonianza della vitalità della città e dei suoi rapporti con l’Europa. Un altro luogo di particolare interesse è il Duomo di Vercelli, che custodisce il grande Crocifisso ottoniano, risalente ai secoli intorno all’anno Mille. La Biblioteca Capitolare conserva invece il Vercelli Book, manoscritto in antico inglese della fine del X secolo, e il Codex Vercellensis Evangeliorum, conosciuto come Codice A, risalente al IV secolo e contenente una versione latina dei Vangeli precedente alla Vulgata. Il viaggio nella storia dell’arte prosegue nella chiesa di San Cristoforo, dove si trovano gli affreschi di Gaudenzio Ferrari. Tra le opere più importanti figurano le Storie della Vergine e della Maddalena, realizzate tra il 1532 e il 1534, e la Madonna degli Aranci. Il percorso culturale comprende inoltre i quattro musei cittadini: Museo Borgogna, Museo Leone, Museo del Tesoro del Duomo e MAC.
Anche la mostra di Chagall tra le attrazioni della città
Tra le proposte culturali di Vercelli figura anche la mostra dedicata a Marc Chagall, ospitata nello spazio Arca, nell’ex chiesa di San Marco, fino al 29 marzo 2027. L’esposizione riunisce 60 opere originali, tra cui una mai esposta prima in Europa. I biglietti sono disponibili online sul circuito Ticket.it. L’amministrazione comunale punta così a creare un collegamento tra i luoghi della Vercelli romana, medievale, rinascimentale e contemporanea. “Chi viene a vedere gli scavi potrebbe fermarsi per Sant’Andrea, entrare nei musei, scoprire gli affreschi di San Cristoforo. È su questo che occorre lavorare: aiutare le persone a conoscere quello che Vercelli offre e dare loro un motivo per restare più a lungo o tornare” ha concluso il sindaco Roberto Scheda.