Cronaca - Alessandria

“Danni nella ex chiesa S. Francesco”: foto di chiodi nel muro mostrate dal centrodestra in consiglio comunale

ALESSANDRIA – Quasi un mese dopo si riaccende ad Alessandria la polemica sulla concessione della ex chiesa di San Francesco per una festa privata nel fine settimana dal 9 all’11 ottobre. Durante la trattazione in consiglio comunale dell’interpellanza nel merito firmata ed esposta dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Emanuele Locci, dopo la replica del sindaco Abonante l’esponente del partito di Giorgia Meloni ha mostrato in aula alcune foto scattate dal collega di minoranza Luigi Sfienti. Il capogruppo del movimento civico Per Alessandria, infatti, avrebbe documentato la presenza di chiodi piantati nel muro del complesso conventuale di via XXIV maggio.

“Nei giorni successivi all’evento il collega Sfienti si è recato lì e ha trovato dei danni alle mura del complesso” ha spiegato Locci “è una cosa incredibile che ci siano stati dei danneggiamenti, a fronte di tutti gli sforzi che la comunità ha fatto per riportare alla luce questo monumento. Il fatto che sia stato utilizzato in questa maniera fa male. Ci sono i tasselli con i chiodi dentro nel muro, tanti sono stati tolti e ci sono i buchi ma alcuni chiodi sono rimasti. Ora cosa pensa di fare l’amministrazione per questi danni riscontrabili? Chiedo di convocare una commissione così da effettuare un sopralluogo il più presto possibile. Altrimenti paghiamo il biglietto e andiamo a riscontrare i danni che ci sono”.

Immediato l’intervento della capogruppo Pd Rita Rossa: “Chiedo di acquisire agli atti del consiglio le foto del presunto danneggiamento e che sia verificata la loro attendibilità. In caso contrario questa sarebbe una illazione di cui chi ha fatto questa denuncia si rende responsabile. Questa denuncia è un fatto grave che deve essere subito verificato. Non si può andare avanti così: il confronto politico, lo scontro e il difendere le giuste ragioni di chi chiede trasparenza non hanno niente a che fare con la mistificazione. Ci vogliono trasparenza e correttezza”.

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