Autore Redazione
venerdì
9 Ottobre 2026
16:36
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Politica - Alessandria

Evento privato nel Complesso di San Francesco. Opposizioni incalzano la Giunta su autorizzazioni e gestione del complesso

Evento privato nel Complesso di San Francesco. Opposizioni incalzano la Giunta su autorizzazioni e gestione del complesso

ALESSANDRIA – La concessione dell’ex convento di San Francesco per una cena privata in programma sabato 11 ottobre accende lo scontro politico ad Alessandria. L’Amministrazione comunale ha spiegato le ragioni della scelta, sottolineando il valore promozionale dell’iniziativa e il ritorno economico per la gestione del complesso monumentale. La decisione ha però suscitato le critiche delle opposizioni. I capigruppo di Fratelli d’Italia, Lega e Movimento Civico per Alessandria contestano le modalità con cui è stato autorizzato l’evento, la chiusura temporanea del complesso monumentale al pubblico e l’assenza di un regolamento per l’utilizzo degli spazi.

A sollevare le prime contestazioni è Emanuele Locci, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, che annuncia un’interpellanza per chiarire la cronologia delle autorizzazioni. Secondo quanto ricostruito dal consigliere, il 7 ottobre ASM Costruire Insieme ha comunicato la chiusura del complesso dal 9 all’11 ottobre, con la conseguente cancellazione delle visite programmate proprio nella settimana delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi.
La mattina dell’8 ottobre, sostiene Locci, gli allestimenti per l’evento sarebbero già stati avviati, mentre la Giunta si sarebbe riunita soltanto nel pomeriggio, a partire dalle 14.30, per approvare la deliberazione numero 311.

“Prima gli allestimenti, poi la delibera. Chi aveva autorizzato l’ingresso? Chi aveva consegnato le chiavi? Quale atto consentiva di occupare e utilizzare il monumento quella mattina? Gli alessandrini hanno diritto a risposte documentate, non a una spiegazione confezionata quando la vicenda viene scoperta”, dichiara Locci.

Il consigliere riferisce anche di aver presentato una richiesta urgente di accesso agli atti, ricevendo dai dirigenti dei settori Patrimonio e Cultura risposte secondo cui la documentazione richiesta non risultava presente nei rispettivi uffici.

Tra gli aspetti sui quali Fratelli d’Italia chiede chiarimenti figura anche l’eventuale autorizzazione della Soprintendenza e la compatibilità dell’evento con la tutela del bene storico. “L’ex convento San Francesco non può essere trattato come una sala qualsiasi: vogliamo conoscere le verifiche sulla compatibilità dell’evento, sulla conservazione del monumento e sulla fruizione pubblica”, aggiunge Locci, che contesta anche la scelta di sacrificare le visite dei cittadini per un ricevimento privato.

Sulla vicenda intervengono anche Mattia Roggero, capogruppo della Lega, e Luigi Sfienti, capogruppo del Movimento Civico per Alessandria, che spostano l’attenzione sul futuro del complesso monumentale e sulle regole per il suo utilizzo. “La questione, sia chiaro, non è essere contrari all’utilizzo del complesso per eventi. Anzi, riteniamo che la valorizzazione di un patrimonio così importante possa e debba passare anche attraverso iniziative culturali, associative, sociali ed enogastronomiche”, spiegano i due consiglieri.

Roggero e Sfienti evidenziano come diverse iniziative promosse dalle associazioni cittadine sarebbero ancora in attesa di conferma, proprio per la necessità di predisporre un disciplinare che regoli l’accesso agli spazi. Per l’evento privato, invece, la Giunta ha scelto di procedere con un’autorizzazione straordinaria, pur in assenza di un regolamento specifico e di un tariffario generale. “Perché ciò che non è ancora possibile programmare per le associazioni diventa invece immediatamente autorizzabile per un ricevimento privato?”, domandano i due capigruppo, chiedendo chiarimenti anche sul ruolo di ASM Costruire Insieme e sulle prospettive di utilizzo del complesso.

L’amministrazione comunale di Alessandria riconosce il carattere eccezionale della concessione ma considera l’evento privato un’opportunità per promuovere l’ex convento anche al di fuori del territorio e contribuire economicamente alla sua gestione. L’Amministrazione ha precisato che l’organizzatore dovrà versare 10mila euro più Iva, destinati alle spese correnti e alla valorizzazione del complesso. A suo carico resteranno inoltre i costi di apertura, chiusura, pulizia e sicurezza, con specifiche prescrizioni per la protezione delle superfici storiche e l’obbligo di una polizza assicurativa: “Sarà un’importantissima iniziativa, di un livello raro per il nostro territorio, un’occasione unica di promozione di San Francesco verso un pubblico non alessandrino”, sottolinea Palazzo Rosso.

Le spiegazioni dell’Amministrazione non esauriscono però gli interrogativi delle opposizioni. Per Locci resta centrale la necessità di verificare la regolarità delle procedure e delle autorizzazioni, mentre Roggero e Sfienti chiedono che vengano definite al più presto regole trasparenti e uguali per tutti, comprese le associazioni culturali, sociali e di volontariato: “Alessandria ha bisogno di un grande contenitore culturale, non semplicemente di una prestigiosa location per ricevimenti”, ribadiscono i due capigruppo.
Il nodo resta dunque anche il futuro di San Francesco: da una parte la volontà dell’Amministrazione di renderlo uno spazio capace di ospitare anche eventi di richiamo e generare risorse per il proprio mantenimento, dall’altra la richiesta delle opposizioni di garantire trasparenza nelle concessioni, tutela del patrimonio e piena accessibilità per la cittadinanza. Un confronto destinato a proseguire in Consiglio comunale.

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