Autore Redazione
venerdì
3 Aprile 2020
11:59
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Cronaca - Piemonte

Coronavirus, Borrelli: “Staremo a casa ancora a lungo. Possibile fase 2 dal 16 maggio”

Coronavirus, Borrelli: “Staremo a casa ancora a lungo. Possibile fase 2 dal 16 maggio”

PIEMONTE – “Dobbiamo andare avanti con il massimo rigore“. Ne è sicuro il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli. Lo ha detto a Circo Massimo su Radio Capital commentando la possibilità di una riapertura parziale dopo Pasqua. “Dobbiamo usare misure forti e precauzionali“, ha proseguito specificando come un nuovo ritorno del virus non è da escludere a priori.

Su Rai Radio 1, intervenuto durante il programma Radio Anch’io, il capo della Protezione Civile ha spiegato che le restrizioni potrebbero rimanere tali anche sino a maggio. “Non credo che passerà questa situazione per la data del 13 aprile. Dovremo stare in casa per molte settimane“. Il coronavirus, ha poi aggiunto, “cambierà il nostro approccio ai contatti umani e interpersonali, dovremo mantenere le distanze” per diverso tempo. Per poi sottolineare che il Governo “ha garantito alle Regioni le risorse per i dispositivi di protezione individuale e per quelli necessari al superamento dell’emergenza“.

La cosiddetta ‘fase 2’ di convivenza con il coronavirus potrebbe iniziare così a metà maggio, anche se al momento non c’è alcuna certezza. “Se l’andamento non cambia, potrebbe essere, come potrebbe essere prima o dopo, dipende dai dati“, ha risposto Borrelli questa volta a Circo Massimo su Radio Capital. Questo perché la situazione al momento è stazionaria. “Dobbiamo vedere quando questa situazione inizia a decrescere. Non vorrei dare delle date, però da qui al 16 maggio potremo aver dati ulteriormente positivi che consigliano di riprendere le attività e cominciare quindi la fase 2“. La situazione attuale, ha concluso, consente però di “dare un po’ di respiro alle strutture sanitarie e alle terapie intensive: si stanno alleggerendo di un carico di lavoro che ogni giorno era molto più forte e comportava sacrifici straordinari per trovare nuovi posti di ricovero e cura“.

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