24 Luglio 2026
12:29
Caldo record e siccità trasformano il sorgo in una trappola mortale per oltre 50 pecore
PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Una sosta per un pasto fresco dopo settimane di caldo asfissiante si è trasformata in una trappola mortale per un gregge al pascolo nell’Alessandrino. Come riporta l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta, la scorsa settimana oltre 50 pecore sono morte nel giro di pochi minuti dopo aver ingerito sorgo spontaneo cresciuto in un campo appena mietuto nelle campagne dell’Alessandrino.
L’episodio, avvenuto venerdì 10 luglio, ha coinvolto un gregge di circa mille capi. Gli animali erano stati condotti in un campo, dove tra le stoppie erano cresciute erbe spontanee. Tra queste si nascondeva anche il Sorghum halepense, una pianta che in particolari condizioni ambientali può accumulare sostanze altamente tossiche.
Pochi istanti dopo aver iniziato a brucare, le prime pecore hanno manifestato sintomi gravissimi. La rapidità con cui si è sviluppata l’intossicazione ha lasciato poco margine di intervento. Solo la prontezza dei pastori, che hanno immediatamente allontanato il resto del gregge dall’area, ha evitato un bilancio ancora più pesante.
Sul posto sono intervenuti i medici del Servizio Veterinario dell’Asl di Alessandria insieme agli specialisti dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (IZSPLV). Grazie alle cure tempestive è stato possibile salvare gli animali colpiti in forma meno grave.
Le necroscopie e gli esami di laboratorio eseguiti sia sugli animali sia sui campioni vegetali hanno confermato l’ipotesi iniziale: le pecore sono morte per intossicazione acuta da cianuri.
La vicenda evidenzia un fenomeno noto agli esperti ma poco conosciuto al di fuori degli ambienti veterinari e agricoli. Il sorgo produce naturalmente una sostanza chiamata durrina, un glucoside cianogenetico che rappresenta un sistema di difesa della pianta. Quando gli animali masticano i tessuti vegetali, la durrina viene degradata liberando cianuro. Nei ruminanti il processo è ancora più rapido perché i microrganismi presenti nel rumine accelerano la trasformazione della sostanza tossica.
Il cianuro agisce bloccando la respirazione cellulare: impedisce alle cellule di utilizzare l’ossigeno disponibile e arresta la produzione di energia necessaria alla sopravvivenza dell’organismo. È proprio questo meccanismo a provocare la morte improvvisa degli animali colpiti.
In condizioni normali il sorgo giovane è considerato la fase più pericolosa, perché contiene naturalmente concentrazioni elevate di durrina. Per questo motivo gli allevatori evitano di far pascolare gli animali sui germogli più recenti. Tuttavia, gli esperti spiegano che anche le piante adulte possono diventare estremamente tossiche quando sono sottoposte a forti stress ambientali. Temperature eccezionalmente elevate, lunghi periodi di siccità, seguiti magari da piogge intense o irrigazioni abbondanti, così come gelate improvvise, alcuni trattamenti erbicidi o l’impiego di fertilizzanti azotati, possono favorire un accumulo anomalo della sostanza.
Secondo le analisi effettuate in questo caso, i livelli di tossicità riscontrati nel sorgo erano quasi doppi rispetto a quelli registrati durante la grave siccità del 2022, quando analoghi episodi di avvelenamento avevano provocato la morte di diversi bovini nel Cuneese.