Autore Redazione
venerdì
2 Novembre 2018
01:39
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Cronaca - Alessandria

“Siamo rimasti in pochi”: Orti Sicuro chiude. Nacque dopo l’alluvione del 1994

Associazione storica di Alessandria e sempre in prima fila e fondamentale durante le emergenze legate al rischio alluvioni
“Siamo rimasti in pochi”: Orti Sicuro chiude. Nacque dopo l’alluvione del 1994


ALESSANDRIA – L’alluvione del 1994 era rimasta ben impressa negli abitanti del quartiere Orti di Alessandria. Per questo poco dopo alcuni dei residenti decisero di mettersi insieme e dare vita a una storica associazione, utile per tutti, ‘Orti Sicuro‘. L’intento era chiaro ed era stato dichiarato nello statuto: “promuovere e svolgere attività di previsione, prevenzione e soccorso in vista o in occasione di calamità naturali, catastrofi o altri eventi similari, nonché di formazione nella suddetta materia, con particolare riguardo al monitoraggio del corso dei fiumi e alla sensibilizzazione della popolazione del rione Orti di Alessandria”.

Ora però questa pagina storica di Alessandria si chiuderà per sempre. La formalizzazione avverrà il 28 novembre ma la scelta è presa. Costituita inizialmente da circa 150 persone ha deciso di sospendere le attività nonostante il ruolo determinante in molte situazioni critiche e il prezioso lavoro informativo fatto negli anni. “Le persone – ha raccontato uno dei fondatori, Don Gino Casiraghi – nei momenti di crisi si fidano di noi però ci siamo resi conto che non potevamo più essere all’altezza della fiducia che riponevano per la scarsità di forze e così abbiamo deciso di chiudere“. Don Gino Casiraghi ammette di essere un po’ “dispiaciuto perché l’associazione ha rappresentato un bell’esempio di Democrazia Diretta in cui l’unione dimostra di poter risolvere le cose, ma anche nella democrazia ci sono momenti bassi e di crisi, esattamente come quello che vive il Paese in questo momento”. Nel ricostruire la storia di Orti Sicuro Don Gino racconta delle varie amministrazioni che spesso chiedevano pareri e informazioni, delle discussioni accorate e anche dei suggerimenti in caso di emergenza contestando un sistema usato ancora oggi ma ritenuto del tutto inefficace: “Mandare in giro l’auto col megafono per dire di evacuare non serve a niente. Le persone non capiscono bene nei momenti di panico. Noi abbiamo suggerito di installare dei led su dei punti alti della città che cambino colore in situazioni di emergenza. Basta attribuire un colore al caso di evacuazione e tutti potranno uscire di casa o affacciarsi per capire cosa fare”.

Il fatto che Orti Sicuro non ci sarà più non è un dramma, ha concluso Don Gino, perché la salvaguardia della salute dei cittadini “è un compito che spetta al Comune innanzitutto e per questo è fondamentale lavorare a un piano di evacuazione che venga appreso e conosciuto dai cittadini”. Se andate sul sito dell’associazione troverete molti documenti tra cui, più attuale che mai, un articolo del professor Bruno Soro, altro storico componente di Orti Sicuro, sulle “Bufale“, a conferma della scrupolosità con cui l’associazione affrontava le questioni legate alla sicurezza e all’informazione.

Nell’articolo di Soro viene citato Carlo M. Cipolla (1922-2000), uno dei più importanti “cacciatori di bufale” del Novecento:  “Vien sovente ripetuto da persone che si credono o vogliono parere dotte e sagge – scrive Cipolla – che la storia è maestra di vita e che l’uomo apprende molto dall’esperienza!”. Soro è convinto che dopo più  di quarant’anni di ricerche e di indagini storiche Cipolla si sarebbe convinto “che questa ingenua convinzione fa acqua da tutte le parti e che l’uomo non impara un accidente di nulla né dalla sua esperienza personale né da quella, collettiva o individuale, dei suoi simili e continua pertanto a ripetere con monotònica pervicacia gli stessi errori e gli stessi misfatti, con conseguenze deleterie per il progresso umano.” Quesot per raccontare la capacità di leggere i tempi e di guardare oltre, qualità sempre dimostrate dai componenti di Orti Sicuro: Scoprire a pochi giorni dalla ricorrenza della tragica alluvione del 1994 che a breve non ci sarà più dispiace davvero.

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