Autore Redazione
venerdì
4 Dicembre 2020
10:51
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Cronaca - Acqui Terme

Ospedale Acqui, la reazione di Asl dopo i contagi tra il personale: “Stop a pazienti non acquesi”

Ospedale Acqui, la reazione di Asl dopo i contagi tra il personale: “Stop a pazienti non acquesi”

ACQUI TERME – A proposito dell’allarme lanciato qualche giorno fa dall’amministrazione di Acqui rispetto al numero di contagi tra il personale sanitario dell’Ospedale Monsignor Galliano è arrivata la risposta dell’Azienda Sanitaria Locale. “Ogni volta che in qualche presidio ospedaliero o territoriale dell’Asl si verifica una prevedibile difficoltà operativa evidenziata dal rapporto tra personale in servizio e assistenza da erogare si effettuano delle verifiche organizzative per adottare gli opportuni cambiamenti”.

In merito alla situazione dell’ospedale di Acqui, nella giornata di domenica 29 novembre, Asl ha riferito di aver “attuato un intervento tramite la direzione della Struttura Complessa Direzione delle Professioni Sanitarie, nelle persone della dottoressa Maria Elisena Focati e della dottoressa Rosanna Lobosco, in stretto coordinamento con il Direttore del presidio dottor Pasquale Toscano. Per alleggerire la pressione sul personale sanitario in servizio sono state messe in opera alcune soluzioni che hanno consentito di alleggerire il carico di lavoro e ottimizzare le risorse disponibili”.

Le azioni adottate sono state:
1. Decongestione del pronto soccorso. L’azione è stata perseguita attraverso la ridefinizione delle procedure di triage. In base ai bisogni dell’utenza si è provveduto ad una più appropriata valutazione dei casi ad alta media e bassa intensità.
2. Ridistribuzione dei pazienti sulla rete dei presidi Asl di Alessandria secondo le necessità cliniche.
3. Rimodulazione dei posti letto di alcuni reparti.

Grazie a questo intervento, dalla data di domenica, i posti letto Covid delle aree di degenza di medicina del presidio di Acqui sono stati ridefiniti nel modo seguente:
Al 6^ piano da 16 a 8 posti letto da considerarsi a bassa intensità di cura
– Al 4^ piano da 33 a 28 posti letto di cui 24 a media intensità e 4 di sub intensiva

Sempre domenica scorsa, il Commissario Galante ha concordato con il Dipartimento interaziendale malattie ed emergenze infettive la sospensione dell’invio di pazienti extraterritoriali all’ospedale di Acqui.

In merito al pronto soccorso dell’Ospedale Galliano Asl ha sottolineato che “l’utilizzo dei nuovi macchinari per l’analisi rapida dei tamponi molecolari consente uno smistamento più veloce dei pazienti verso la più adeguata collocazione assistenziale. Un ulteriore intervento specifico è in corso di realizzazione all’ambulatorio di riabilitazione il cui personale è attualmente ridotto. Sono state riviste le priorità di intervento sui pazienti privilegiando quelli più gravi e dilatati nel tempo gli accessi per i pazienti meno gravi in attesa del rientro degli operatori contagiati”.

Asl ha poi specificato che, riguardo il paragone dei contagi del personale dell’Ospedale Galliano rispetto ad altre strutture, “il personale dell’Asl Al ha registrato fenomeni di positività al virus che variano nel tempo in relazione alla diffusione generale del contagio. Nel mese di marzo 2020 si è registrato il numero massimo di positività. Nelle aree dove operano i cinque ospedali dell’Azienda si sono verificate percentuali di positività che variano tra un massimo del 20,3% ad un minimo del 14,1%. Nel caso di Acqui il dato è del 18,6%“.

“Nei presidi ospedalieri Asl le azioni di monitoraggio su protocolli e procedure avvengono in modo programmato, continuo e costante. Un team dedicato di addetti al controllo infettivo (infermieri Specialisti Rischio Infettivo – ISRI) ha la responsabilità di vigilare con verifiche pianificate e metodiche, oltre che quella di formare sugli argomenti relativi. Nella piattaforma formativa ASL AL sono inoltre sempre presenti corsi e materiali video che documentano le procedure per il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione”.

Sul perché si è deciso di dilatare i tempi di ricontrollo con tampone molecolare anziché aumentare lo screening specifico sul personale, l’Azienda Sanitaria ha ricordato che opera in piena osservanza delle direttive regionali, che prevedono tempi e modalità definiti degli screening che vengono periodicamente aggiornati nel merito. Ad ogni eventuale cambiamento del metodo corrisponde l’applicazione di nuove linee guida nazionali o regionali. In proposito, a titolo esemplificativo, si segnala che l’ultima direttiva dell’Unità di crisi è del 2 dicembre 2020. Asl si occupa anche del tracciamento e dello screening di tutti i contatti degli operatori che sono risultati contagiati”. 

Sullo screening agli addetti alle pulizie, Asl ha specificato che “le pulizie sono affidate a società esterne. Per legge i medici competenti delle società di pulizie sono responsabili degli screening Covid dei dipendenti. Per evitare l’introduzione del contagio da parte di questo personale, già dal mese di marzo 2020 il personale delle ditte fornitrici è soggetto a procedure di controllo appositamente previste da Asl e rese obbligatorie quale elemento costitutivo del rapporto tra le due parti. Nel caso di segnalazioni su eventuali criticità interviene lo Spresal territorialmente competente per eseguire le verifiche di merito”. 

Sul numero delle ore passate all’Ospedale di Acqui da parte del direttore sanitario Toscano a novembre, Asl ha sottolineato che “in un periodo come questo, segnato dalla necessità di utilizzare sistemi di organizzazione sempre più basati sulla presenza da remoto, la richiesta del dato della presenza fisica manifesta una visione organizzativa non aggiornata alla contemporaneità, né alla progettazione del futuro. Lo staff della direzione ospedaliera del presidio di Acqui, composta da un referente per l’area medica, uno per l’area infermieristica ed uno per quella amministrativa, è costituito da professionisti altamente qualificati che ben conoscono la realtà territoriale in cui operano da anni e che sono perfettamente in grado, sotto il coordinamento del Direttore Toscano, di garantire il massimo impegno nell’assicurare i fabbisogni di assistenza degli utenti”.

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