Cronaca - Alessandria

Locazioni, Piano Casa e consumo di suolo: il punto sull’emergenza abitativa del sindacato Sicet Cisl

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – La crisi abitativa nelle province di Alessandria e Asti non è più soltanto un problema economico, ma una vera e propria emergenza sociale strutturale che coinvolge migliaia di famiglie. È l’allarme lanciato dal Sicet Alessandria-Asti dopo la presentazione del Piano Casa del Governo e delle misure collegate sugli sfratti. Secondo il sindacato degli inquilini, l’aumento dei canoni di locazione, la carenza di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (Erp), gli sfratti e le difficoltà nell’acquisto della prima casa stanno mettendo in seria difficoltà un numero crescente di cittadini. Su Radio Gold l’intervista al segretario provinciale Sicet Cisl Gian Paolo Demartini. 

Il Sicet contesta il fatto che il Piano Casa sia stato presentato senza un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali degli inquilini. Tra gli obiettivi annunciati dal Governo figurano la realizzazione di 100 mila alloggi in dieci anni, il recupero di 60 mila alloggi Erp sfitti, aiuti per l’acquisto della casa, il sostegno agli affitti calmierati, un fondo per la morosità incolpevole e l’accelerazione degli interventi attraverso commissari straordinari e capitali privati.

Secondo il sindacato, però, il provvedimento non rafforza l’edilizia residenziale pubblica, non garantisce un recupero adeguato del patrimonio esistente e favorisce invece processi di privatizzazione e la vendita del patrimonio pubblico, continuando a destinare risorse e centralità agli operatori privati e alla finanza immobiliare.

Il Sicet critica inoltre l’accelerazione delle procedure di sfratto senza l’introduzione di strumenti adeguati di tutela sociale, come il cosiddetto “passaggio da casa a casa”, il mancato rifinanziamento strutturale del fondo sostegno affitti e l’assenza di interventi per regolamentare il mercato delle locazioni e favorire l’utilizzo degli alloggi sfitti.

Tra le richieste avanzate dal sindacato figurano il recupero del patrimonio Erp esistente, ricordando che le risorse previste consentirebbero realisticamente di recuperare meno di 30 mila alloggi a fronte di circa 100 mila abitazioni pubbliche sfitte e inabitabili. Il Sicet chiede inoltre il rifinanziamento del fondo sostegno affitti previsto dalla legge 431/98 e azzerato nel 2023, interventi fiscali per favorire gli affitti stabili, una legge quadro sull’edilizia residenziale pubblica, il recupero degli alloggi privati sfitti senza ulteriore consumo di suolo e un confronto con le organizzazioni sindacali degli inquilini e dei lavoratori.

“Di fronte a una crisi abitativa sempre più drammatica non sono più accettabili interventi propagandistici, misure insufficienti o scelte che non affrontano strutturalmente l’emergenza abitativa del Paese”, sottolinea il sindacato.

Secondo il Sicet, lo squilibrio tra la domanda di alloggi accessibili e un’offerta sempre più orientata al profitto sta favorendo gli affitti brevi, facendo crescere i canoni di locazione, le morosità e il numero di abitazioni messe in vendita anziché in affitto.

Il sindacato ricorda infine un dato Istat, secondo cui il 47% delle famiglie in povertà assoluta vive in affitto, ribadendo che il Piano Casa, così come presentato, non risponde alle esigenze del Paese.

Condividi
Vedi anche