Autore Redazione
martedì
25 Agosto 2026
15:25
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Cronaca - Alessandria

Altra tensione nel carcere di Alessandria: tre agenti aggrediti da un detenuto durante un controllo

Altra tensione nel carcere di Alessandria: tre agenti aggrediti da un detenuto durante un controllo

ALESSANDRIA – Un giorno dopo l’aggressione di un detenuto a un agente di Polizia Penitenziaria, ferito al volto con una testata, il sindacato Uil Fp ha denunciato un altro grave episodio di violenza nella Casa Circondariale Cantiello e Gaeta di Alessandria, in piazza Don Soria. Questo martedì, intorno alle 11, durante un controllo effettuato al rientro dei detenuti dal cortile, un detenuto è stato trovato in possesso di diversi pezzi di lamierino ricavati dalle grate all’esterno delle finestre della propria camera. I frammenti erano piegati e predisposti per poter essere utilizzati come strumenti per tentare di forzare i cancelli di sbarramento dell’istituto. Durante il controllo, il detenuto ha reagito aggredendo tre poliziotti penitenziari in servizio al posto denominato “1ª Rotonda”. I tre operatori, a seguito dell’aggressione, sono stati accompagnati al Pronto Soccorso per le cure e gli accertamenti sanitari del caso.

La UIL FP Polizia Penitenziaria ha quindi espresso “piena solidarietà ai tre colleghi coinvolti e ha di nuovo denunciato “con forza una situazione che, nel carcere alessandrino, sta assumendo contorni sempre più preoccupanti”. “Quello che sta accadendo al Cantiello e Gaeta” ha rimarcato Antonio Napoli, Segretario Generale UIL FP Polizia Penitenziaria “non può più essere liquidato come una semplice sequenza di episodi isolati. In meno di 24 ore quattro poliziotti penitenziari sono stati aggrediti e hanno dovuto ricorrere alle cure del Pronto Soccorso. È un dato che dovrebbe far riflettere chiunque abbia responsabilità nella gestione del sistema penitenziario. Appena ieri denunciavamo l’aggressione di un collega intervenuto per riportare alla calma una situazione di conflitto tra detenuti, culminata con una violenta testata al volto e la frattura di tre denti. Oggi ci troviamo nuovamente a commentare un’aggressione, questa volta nei confronti di tre operatori impegnati semplicemente a svolgere il proprio servizio di controllo. Ma c’è un elemento che rende l’episodio odierno ancora più grave: il rinvenimento di materiale metallico sottratto alle grate e appositamente piegato per poter essere utilizzato come strumento per forzare i cancelli di sbarramento. Questo non è soltanto un problema disciplinare. È un fatto che pone interrogativi seri sulle condizioni di sicurezza dell’istituto”.

Da troppo tempo” ha proseguito il segretario Napoli “denunciamo una situazione nella quale agli agenti viene chiesto di garantire contemporaneamente sicurezza, controllo e gestione delle criticità, spesso in condizioni difficili e con risorse umane e strumenti che non sono adeguati alla complessità del contesto. Il personale di Polizia Penitenziaria continua a fare il proprio dovere, intervenendo con professionalità e senso di responsabilità. Ma non possiamo pretendere che sia sempre il sacrificio individuale dei singoli operatori a garantire l’equilibrio di un sistema che presenta evidenti criticità. Quando in due giorni quattro poliziotti vengono aggrediti e finiscono in Pronto Soccorso, non siamo più di fronte a un’emergenza episodica: siamo davanti a una situazione che richiede risposte concrete e immediate”. 

Il sindacato Uil Fp ha quindi evidenziato ancora una volta “la necessità di intervenire sul fronte degli organici, della sicurezza, della formazione, della videosorveglianza, delle dotazioni e dell’organizzazione dei servizi, affinché gli operatori possano svolgere il proprio lavoro senza essere costantemente esposti a rischi inaccettabili. Non possiamo aspettare” ha concluso Antonio Napoli “che ci scappi il ferito grave, o che un tentativo di evasione si trasformi in qualcosa di irreparabile, per comprendere che il problema esiste. La sicurezza del carcere passa necessariamente dalla sicurezza di chi ci lavora. La Polizia Penitenziaria non chiede condizioni di favore. Chiede semplicemente di poter svolgere il proprio compito con uomini, mezzi, strumenti e organizzazione adeguati. Perché dietro ogni uniforme c’è una persona che ogni giorno entra in servizio e che ha il diritto di tornare a casa dalla propria famiglia”. 

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