“L’Asl di Alessandria è la peggiore del Piemonte”: sindacati in prima linea contro la carenza di personale
PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Si sono sentiti “ignorati” e addirittura “derisi“. A distanza di sette giorni dall’annuncio dello stato di agitazione, i sindacati provinciali Cgil e Fp Cgil, Cisl e Cisl Fp, Uil e Uil Fpl, insieme a Fials, Nursind, Nursing Up con le rappresentanze sindacali unitarie hanno ribadito il loro grido d’allarme sulla situazione dell’Asl di Alessandria. Emblematiche alcune cifre diramate dalle stesse parti sociali: 58 milioni di euro di debito, un taglio di altri 4 milioni entro la fine dell’anno, la mancanza di circa 200 infermieri (“anche se, secondo quanto riferito dall’assessorato alla Sanità, sarebbero 70 in meno“), una carenza di 300 posti letto negli ultimi dieci anni, di 15 tecnici di radiologia e di 18 tecnici di laboratorio. “Quella di Alessandria è la peggior Asl del Piemonte” hanno rimarcato i sindacati “con infermieri spostati di reparto anche ogni giorno. Capita anche che uno debba gestire da solo fino a 15 pazienti. Insomma: ai dipendenti non vengono riconosciute dignità e professionalità, ma è proprio grazie alla loro buona volontà che finora tutto è rimasto a galla”.
Quattro punti alla base della già dura presa di posizione dei sindacati, già evidenziata la scorsa settimana e che neanche l’ultimo incontro con i vertici aziendali e l’assessore regionale Riboldi ha ridimensionato: un “blocco totale delle assunzioni, anche se non ufficializzato” hanno sottolineato i sindacati “anche se mercoledì hanno provato a rassicurarci dicendo che tutto cambierà nel 2027″, un “depauperamento continuo” degli organici, la “violazione sistematica” dei regolamenti aziendali su orario di lavoro, mobilità, assegnazione di incarichi, formazione, trasporti, piano di pronta disponibilità e gestione delle relazioni sindacali e, infine, “una costante riduzione dei servizi essenziali”.
“Nell’ultimo confronto l’assessore regionale Riboldi si è detto pronto a tenerci in costante aggiornamento ogni 15/20 giorni” hanno aggiunto i sindacati “questo non è però un ruolo che compete a lui ma ai vertici Asl”. Per tutti questi motivi, quindi, ora toccherà alla Prefettura ospitare un nuovo confronto tra le parti: sullo sfondo non è escluso anche il ricorso allo sciopero. “Siamo pronti ad andare fino in fondo per la tutela dei lavoratori”.
Su Radio Gold le parole di Sonia Ciminello (Uil Fp), di Alberto Accordi (Fials) e di Vincenzo Costantino (Fp Cgil)