Autore Redazione
mercoledì
9 Marzo 2016
23:45
Condividi
Eventi - Valenza

Vicini da paura al Sociale di Valenza. Intervista a Fausto Paravidino

Vicini da paura al Sociale di Valenza. Intervista a Fausto Paravidino

VALENZA – Le tensioni e la coesione della coppia, la paura del diverso, molta suspense e un’ironia che tutto coinvolge sono gli ingredienti di “I vicini” di Fausto Paravidino, in scena venerdì 11 marzo, alle ore 21,  al Teatro Sociale di Valenza, ultimo appuntamento della stagione APRE, con la direzione artistica di Roberto Tarasco, coordinata dalla cooperativa CMC di Sanremo.

Fausto Paravidino è uno dei drammaturghi italiani contemporanei più significativi, sin dai suoi primi lavori e dal premio UBU 2001, ottenuto per la migliore novità italiana con “Due fratelli”. E’ l’ottavo autore italiano nella storia ad essere rappresentato alla Comédie Française, per la quale, nella stagione 2010, ha curato la regia del suo testo “La malattia della famiglia M”, messo in scena al Théâtre du Vieux-Colombier di Parigi con attori francesi. E’ molto rappresentato all’estero e molto si può dire di lui, ma, soprattutto, parla un linguaggio moderno, intelligente, mirato e sempre autoironico.

Ne “I vicini”, prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano, firma testo e regia, oltre ad essere in scena insieme ad Iris Fusetti, Davide Lorino, Barbara Moselli, Sara Putignano.

Paravidino, chi sono i vicini ?

Sono i vicini di casa. E’ una commedia su un lui e una lei che vivono insieme e si spaventano quando arrivano i nuovi vicini di casa, che rappresentano tutto quello che è fuori di noi e ci fa paura. Possiamo ammetterlo o meno, ma siamo violentati dalla differenza di qualunque tipo. Se non fossimo terrorizzati da ciò che è fuori di noi e a noi vicino, non potremmo essere razzisti.

Quindi il tema è la paura, ma trattata come?

Siamo a teatro quindi diamo alla paura l’aspetto del thriller. Non si fa spesso paura a teatro, si fa di più al cinema. Parlando una lingua teatrale, in “I vicini” c’è molta commedia, ma all’interno c’è anche il terrore.

Anche qui, come in altri lavori, come “Exit”, si parla di dinamiche e problemi di coppia ?

Certo. C’è una coppia che prima viene divisa e poi compattata dalla paura. Le paure sono personali e inizialmente allontanano i due protagonisti, poi l’avventura che devono affrontare li riavvicina.

A proposito della tua regia si cita spesso Woody Allen. A chi ti ispiri in questo lavoro e in generale ?

Da Woody Allen non si scappa, questa volta ho persino gli occhiali (ridiamo, in effetti, la montatura scura degli occhiali che indossa nello spettacolo ricorda davvero Woody Allen), però c’è naturalmente anche qui il segno di Lynch e di Polański.

Sei drammaturgo, regista e attore.  In che modo questo caratterizza i tuoi lavori, come li costruisci?

Scrivo, poi il germoglio diventa una commedia e, se non trovo uno più bravo, entro in scena io. Sono sempre momenti diversi del lavoro, non mi autopercepisco come un capocomico che si scrive e si fa gli spettacoli, almeno non ancora. Naturalmente ho molto desiderio di recitare, ma non scrivo le cose per me, la cosa procede per gradi.

Perché consigli di vedere “I vicini” ?

È un buon teatro, è divertente, sulla scena c’è vita e gli attori sono bravi. Volendo, senza soffrire (la sofferenza a teatro è la noia) e divertendosi un po’,  ci possono essere degli spunti interessanti, cose su cui chiacchierare dopo con le persone con cui si è andati a teatro.

Ingresso: intero 15€  Informazioni ai numeri 0131.942276 – 324.0838829
biglietteria@valenzateatro.it
www.valenzateatro.it

Nicoletta Cavanna

 

 

Condividi