Oggi Di Battista si racconta ad Alessandria: “Io nel campo progressista? No, il Pd resta un partito di sistema”
ALESSANDRIA – A due anni di distanza Alessandro Di Battista torna ad Alessandria. Dopo il suo spettacolo su Julian Assange, questo sabato 20 giugno l’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle sarà ospite del festival Radici Urbani. Appuntamento alle 19.15, al Chiostro di Santa Maria di Castello. Intervistato da Giuseppe Codrino e Pietro Lombardi, Di Battista focalizzerà il suo intervento sulla sua produzione letteraria e documentaristica, legandola strettamente all’analisi della società moderna. Con i suoi reportage l’attivista ha raccontato il Medio Oriente, la Russia, il Sud America e ora, vorrebbe andare a Cuba, “un paese strozzato dall’embargo imposto dagli Stati Uniti, una situazione drammatica. Ci sono milioni di cittadini che stanno patendo la fame. Spero di riuscirci: ogni giorno gli Stati Uniti minacciano invasioni. Gli Usa hanno, di fatto, perso la guerra in Iran e Trump magari potrebbe aver bisogno di uno scalpo prima delle elezioni di medio termine, nel tentativo di far dimenticare quel fallimento”.
A un anno dalle elezioni politiche, inoltre, Di Battista ha parlato di un suo eventuale nuovo impegno nella cosa pubblica. “Con la mia associazione, Schierarsi, stiamo pensando alle elezioni ma la vita di parlamentare non mi manca. Vivo, però, un senso di responsabilità nei confronti di chi ha smesso di votare e dei miei figli: portare avanti anche nelle Istituzioni determinate battaglie. Se ci saranno le condizioni lo valuteremo. La mia associazione nel campo progressista? No, a me piacerebbe colpire il cosiddetto bipolarismo che ritengo sia una truffa. Sulle questioni principali come, ad esempio, il rapporto dell’Italia con l’Europa e la strategia dell’Europa in Ucraina, non vedo tante differenze tra il Pd e Fratelli d’Italia. Ho sempre ritenuto il Pd un partito di establishment, di sistema”.