Autore Redazione
mercoledì
3 Febbraio 2016
10:17
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Politica - Casale Monferrato

Servato (PD) sulla fusione di Camagna con Casale: “Un banco di prova per essere la Capitale del Monferrato”

Servato (PD) sulla fusione di Camagna con Casale: “Un banco di prova per essere la Capitale del Monferrato”

CASALE – Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del consigliere del Partito Democratico di Casale Monferrato, Luca Servato, a proposito della possibile fusione del Comune di Camagna con quello di Casale. 

La manifestazione di interessi che ci ha sollevato il Comune di Camagna Monferrato, mediante la proposta di procedere ad una fusione per incorporazione nel Comune di Casale Monferrato getta prospettive nuove per quel che riguarda la realizzazione di ambiti territoriali migliori, che più si adattano alle esigenze dei nostri tempi. Se pensiamo che la geografia delle province era data ancora dal tempo che i Signori dovevano impiegare in un giorno di cavallo dalla loro dimora al Capoluogo, possiamo ben capire come le esigenze odierne di interconnessione e capillarità dei servizi a rete sia profondamente mutata. Il territorio di Camagna Monferrato può proporci la soluzione della fusione mediante incorporazione poiché confinante con il territorio della frazione Roncaglia, da cui dista pochissimi chilometri. Questa non scontata proposta, da parte di altri Comuni del territorio casalese, costituisce davvero il banco di prova che sta dietro al titolo della nostra città di voler essere la “Capitale del Monferrato“. Ad oggi, se volessimo ragionare con distacco e lungimiranza sulla politica territoriale del Centro-Zona casalese, oggi contraddistinto da 44 Comuni, con 35mila abitanti il più grande, dovrebbe essere un Comune con 43 municipalità e oltre 70mila abitanti: in tale assetto sarebbe il quarto comune del Piemonte, il che costituirebbe un contrappeso molto forte per evitare l’impoverimento di certi servizi, come l’ospedale o le stazioni ferroviarie. Questa proposta, se bene impostata dal punto di vista dell’organizzazione dell’assetto dei Municipi – gli organismi che la legge statale permette di mantenere in luogo delle ex comunità locali – può costituire un modello: un punto di partenza di un riassetto territoriale del casalese, di cui Casale non può più fare a meno, per poter contare sulla scena economico-sociale della nuova Area Vasta Alessandria-Asti e del Piemonte. Noi siamo qui convocati per accettare o respingere la proposta che ci è stata presentata spontaneamente dal Comune di Camagna Monferrato. Le amministrazioni definiranno successivamente i dettagli dell’autonomia e delle funzioni del Municipio in appositi tavoli tecnici aventi come target questa “mission”; in prospettiva tali accordi saranno poi recepiti all’interno dello Statuto comunale di Casale. Il modello di Municipio, come si è detto, è previsto dalla legge statale (ed ora sono a riportare, anche al fine di fare chiarezza a fronte delle molte imprecisioni che son state dette dai giornali nelle scorse settimane) il contenuto vero e proprio riguardante i contributi e gli altri vantaggi economico-finanziari. Il TUEL prevede un contributo, da parte dello Stato, per i dieci anni successivi alla fusione e la Legge Delrio parifica tale contributo anche per le fusioni per incorporazione. La legge regionale per il Piemonte (la n. 11/2012, recentemente adeguata alla Delrio) prevede una tantum iniziale pari a 50€ per abitante per i Comuni sotto ai 1000 abitanti e 10€ per abitante per i Comuni sopra i 10mila abitanti, commisurati al Censimento 2011, in quota variabile e 65mila euro, in quota fissa, per un importo superiore ai 430mila euro nel nostro caso. La legge regionale prevede inoltre un contributo quinquennale pari alla media dei trasferimenti regionali dei due Comuni degli ultimi tre anni, incrementata del 50%. Al di là del trasferimento di parte statale o regionale, il Comune di Camagna Monferrato presenta una situazione economico-finanziaria che, tramite accesso atti degli uffici “Secondo quanto riportato nel consuntivo l’Ente non risulta trovarsi nella condizione di deficitarietà. Il Comune dichiara, inoltre di non aver provveduto al riconoscimento di debiti fuori bilancio”. E’ evidente come questa analisi finanziaria sia uno dei molteplici aspetti da valutare nell’ambito della procedura di fusione. Oltre a porre attenzione alle valutazioni economico – finanziarie del caso, è necessario porre attenzione al fatto che, con l’incorporazione di Camagna, il Comune di Casale Monferrato verrebbe a ricomprendere una core zone del Sito Unesco, componente 6: “Il Monferrato degli Infernot”. In tal modo il Comune di Casale non sarebbe più limitato ad essere una buffer zone (in zona San Germano e Roncaglia), bensì potrebbe organizzare il proprio calendario eventi prevedendo visite direttamente agli Infernot dei propri cittadini. In ogni caso, dovendo esprimere una valutazione in favore o meno della proposta di procedere verso il percorso di incorporazione, questo processo, nella sua totalità, si può dire che crea valore aggiunto! Un domani che le fusioni diventassero obbligatorie, ci ritroveremmo senza incentivo alcuno e dovremmo generare risparmi di spesa solo con l’efficientamento di spesa, scopo nobilissimo, sia chiaro, ma sicuramente molto lontano dai livelli di disponibilità previsti oggi. I trasferimenti in entrata devono comunque essere utilizzati per i due territori di Casale e di Camagna, con le modalità che verranno individuate, per quel che concerne il Municipio, per gli organi di quest’ultimo. La parte di competenza casalese, sarà nella normale disponibilità di bilancio, dove le priorità saranno indicate da Giunta e maggioranza consiliare. Ritengo che la parte riguardante Casale vada investita in un generale miglioramento di servizi e investimenti riguardanti le frazioni, quali Popolo, Rolasco, Vialarda, Roncaglia, San Germano, Santa Maria del Tempio, Terranova. 

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