Autore Redazione
martedì
14 Luglio 2026
18:43
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Politica - Piemonte

Beni confiscati alle mafie: accordo tra Regione Piemonte e Agenzia nazionale per accelerare il riutilizzo

Beni confiscati alle mafie: accordo tra Regione Piemonte e Agenzia nazionale per accelerare il riutilizzo

PIEMONTE – La Regione Piemonte e l’Agenzia nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata hanno firmato un protocollo d’intesa per rafforzare la collaborazione nella gestione e nel riutilizzo dei beni confiscati alle mafie. L’accordo è stato sottoscritto al Viminale, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del sottosegretario Wanda Ferro, dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dal direttore dell’Anbsc Maria Rosaria Laganà. Presente anche il vicepresidente della Regione con delega al Contrasto alle mafie Maurizio Marrone.

L’obiettivo è rendere più rapidi ed efficaci i processi di recupero, valorizzazione e destinazione dei beni confiscati, favorendone il riutilizzo per finalità sociali, istituzionali e di pubblica utilità. Al 31 dicembre 2025 in Piemonte risultavano censiti 1.466 immobili confiscati alla criminalità organizzata: di questi, 548 sono già stati destinati, mentre 918 sono ancora gestiti dall’Anbsc. Il protocollo punta a creare una governance stabile tra Regione, Agenzia nazionale ed enti locali per superare gli ostacoli procedurali e sostenere i Comuni nella valorizzazione del patrimonio confiscato.

La collaborazione prevede anche la condivisione delle informazioni e il coordinamento operativo per individuare più rapidamente le soluzioni più efficaci, oltre a iniziative di sensibilizzazione dedicate alla cultura della legalità. «Il grande significato di questo accordo è che non è soltanto un documento di intenti, ma si traduce in un’azione concreta che ci permette di facilitare i rapporti e arrivare più facilmente alla conclusione dei percorsi che consentono di restituire alla comunità un bene confiscato, dimostrando che lo Stato c’è e che lo Stato vince», hanno dichiarato Alberto Cirio e Maurizio Marrone.

«Come Piemonte lo affianchiamo a un altro protocollo sottoscritto con la Prefettura di Torino e la Procura Generale del Piemonte per sostenere la figura del testimone di giustizia. Due accordi che rappresentano un ulteriore passo a favore della legge e della legalità, a pochi giorni dall’anniversario della strage di via D’Amelio e nel ricordo di Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e di tutte le vittime della lotta alla mafia», hanno concluso.

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